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L'inflazione Usa vola al record dal 1981. Ancora giù le Borse, a Milano nuovo tonfo Saipem

Numeri chiave per capire se la Fed sarà più aggressiva del previsto. In Europa preoccupa la crisi energetica. Spread chiude in rialzo a 209 punti. L'euro mantiene la parità sul dollaro

di Stefania Arcudi

Aggiornato alle 18.20

La Borsa, gli indici del 13 luglio 2022

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L’inflazione americana alle stelle, con il dato sui prezzi al consumo di giugno balzato al 9,1% annuale, il massimo da novembre 1981, ha fatto sbandare prima Wall Street e poi le Borse europee, che hanno poi recuperato parzialmente terreno e hanno chiuso sopra i minimi di seduta. Così hanno finito in discesa il FTSE MIB di Milano, il CAC 40 di Parigi, il DAX 40 di Francoforte, l'IBEX 35 di Madrid, il FT-SE 100 di Londra e l'AEX di Amsterdam.

Un'inflazione alta è per la Federal Reserve il segnale per proseguire con la politica aggressiva di aumenti dei tassi di interesse, nonostante i rischi di recessione, e sul mercato porta a consolidare le attese di un rialzo del costo del denaro di 75 punti base, se non addirittura oltre, come ipotizza qualche analista. Invece nel Vecchio Continente la Bce si muove su tutt'altri scenari: la crisi energetica che non accenna a trovare sbocchi e la recessione spaventano gli investitori e suggeriscono che Francoforte potrebbe rallentare il passo della stretta. A subire le conseguenze innanzi tutto l'euro, sceso fin sotto la parità con il dollaro nella seduta del 12 luglio per la prima volta dal 2002 e di nuovo nella giornata odierna, per poi risalire appena sopra tale soglia.

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Wall Street pesante, inflazione top da 1981

Anche Wall Street viaggia in ribasso, dopo un'inflazione annuale salita di 0,5 punti al 9,1%, la più alta dal novembre 1981. I prezzi al consumo di giugno sono saliti del 9,1% su base annuale, mentre gli analisti si aspettavano un aumento del dato generale, che comprende energia e generi alimentari, all'8,8%, un record, dopo l'8,6% annuale registrato a maggio. Secondo alcuni analisti, però, potrebbe essere stato raggiunto il picco, visto che i prezzi del petrolio e del gas sono scesi e dovrebbero continuare a farlo. Martedì, il petrolio Wti al Nymex ha perso 8,25 dollari, il 7,9%, e ha chiuso a 95,84 dollari al barile, la chiusura più bassa dall'11 aprile, mentre nella seduta odierna sale dello 0,6% a 96,45 dollari.

A Piazza Affari sempre più giù Saipem, banche deboli

Sull'azionario, non si arresta la discesa di Saipem che ha finito a 1,107 euro per azione, precipitando verso il prezzo di sottoscrizione dei nuovi titoli, pari a 1,013 euro, mentre si è chiusa l'asta dei diritti inoptati.In coda anche le banche, alla vigilia delle trimestrali delle prime “big” americane (JpMorgan e Morgan Stanley pubblicano i conti del secondo trimestre), e le auto, tra le peggiori in tutta Europa. Limita le perdite Exor che ha comunicato di aver perfezionato la cessione di PartnerRe a Covea per 9,3 miliardi di dollari. Fuori dal listino principale, sale Brunello Cucinelli dopo i numeri del primo semestre. Infine, debutto brillante per G.M. Leather: il titolo ha chiuso a 1,83 euro per azione, dopo avere fatto segnare un primo prezzo a 1,915 euro ed essere poi salito fino a 1,95 euro, contro un prezzo di collocamento di 1,75 euro per azione. Si tratta dell'undicesima ammissione da inizio anno sul mercato di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese e porta a 181 il numero delle società attualmente quotate su Euronext Growth Milan.

Fiammata dello spread in avvio, poi chiude a 209 punti

Fiammata in avvio per lo spread BTp/Bund. Nelle prime battute il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco ha toccato i 215 punti base, per poi arretrare e tornare sotto i 210 punti. In chiusura era indicato a 209 punti base rispetto ai 207 punti base del closing precedente. In aumento, ma più contenuto rispetto all'apertura di oggi a 3,27%, il rendimento del BTp decennale benchmark che si attesta in chiusura al 3,24% rispetto al 3,20% del riferimento precedente.

BTp, assegnati 3,25 mld triennali, rendimento crolla all'1,84%

Buona domanda e rendimenti in netto calo per i BTp assegnati in asta dal Tesoro. Nel dettaglio il Tesoro ha emesso la settima tranche del BTp a 3 anni scadenza 15/08/2025 per 3,25 miliardi a fronte di una richiesta pari a 5,098 miliardi. Il rendimento è sceso di 120 centesimi attestandosi all'1,84%. Collocata anche la quinta tranche del BTp a 7 anni scadenza 15/06/2029: a fronte di richieste per 3,944 miliardi l'importo emesso è stato pari a 2,5 miliardi mentre il rendimento, in calo di 99 centesimi sull'asta del mese scorso, si è attestato al 2,76%. Infine, la seconda tranche del BTp a 15 anni scadenza 01/03/2028, assegnata per 1,5 miliardi a fronte di una domanda totale pari a 2,005 miliardi, ha spuntato un rendimento lordo dello 3,45%.

Brent risale sopra i 100 dlr, in rialzo il prezzo del gas

I prezzi del petrolio sono in recupero, con il Brent che risale sopra i 100 dollari e il Wti in area 97 dollari, dopo lo scivolone della vigilia a causa dei timori per un rallentamento della domanda. La recessione e l'aumento dei casi Covid in Cina hanno affossato i prezzi, con il Wti che ha perso l'8% nel corso della seduta di martedì 12 luglio, sui minimi da tre mesi. Da segnalare l'avvio del viaggio del presidente Usa, Joe Biden, in Medio Oriente. Intanto, sale ancora il prezzo del gas in Europa e punta verso i 180 euro al MWh.

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