Si allenta la tensione in Ucraina, le Borse Ue e Wall Street rimbalzano. A Milano exploit Bper
Dopo l'avversione al rischio della seduta precedente, gli investitori sono incoraggiati dalla notizia del ritiro di alcune truppe russe. Giù il petrolio, il gas e l'oro. Spread chiude in calo a 166 punti
di Stefania Arcudi ed Eleonora Micheli
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L'inizio del ritiro delle truppe russe al confine ucraino, l'incontro tra il cancelliere tedesco Scholz e Vladimir Putin e le aperture a una svolta diplomatica hanno ridato fiducia agli investitori su una possibile de-escalation della crisi ucraina e i mercati finanziari hanno recuperato terreno, terminando la seduta in netto rialzo e sostanzialmente azzerando le perdite della vigilia, quando si era vista una forte avversione al rischio e una predilezione per gli asset rifugio.
Così, dopo qualche incertezza iniziale, le Borse europee hanno preso con decisione la via dei guadagni e gli indici hanno guadagnato anche 2 punti, come nel caso del FTSE MIB di Milano, il migliore della seduta, mentre si sono attestati in ribasso petrolio e oro. Bene anche il CAC 40 di Parigi, il DAX 40 di Francoforte, l'IBEX 35 di Madrid e l'AEX di Amsterdam. In rialzo anche Wall Street che chiude positiva (Dj +1,22%, Nasdaq +2,53%, S&P 500 +1,58%).
Il ministero della difesa russo ha detto che alcune truppe nei distretti militari russi adiacenti all'Ucraina stanno tornando alle basi dopo aver completato le esercitazioni e la mossa ha galvanizzato i mercati. I movimenti delle truppe russe «non sono segnali di de-escalation, non ci sono prove sul terreno dei movimenti dal confine con l'Ucraina», ha precisato il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, che ha anche sottolineato il continuo lavoro della diplomazia e vede «ragioni di cauto ottimismo». La Russia, con il ministro degli esteri prima e con l’annuncio del parziale ritiro delle truppe poi, «ha dato i primi segnali di apertura favorendo il parziale rimbalzo delle azioni europee», commenta Luigi Nardella di Ceresio Investors. «La situazione in Ucraina rimane comunque di difficile lettura nei prossimi giorni e forse settimane - aggiunge - riteniamo però che un’invasione dell’intero Paese sia improbabile e che l’impatto sui mercati della crisi nel medio periodo si esaurirà».
Wall Street in buon rialzo, non pesano dati Usa
Andamento in deciso rialzo anche a Wall Street, grazie all'ottimismo sulla crisi ucraina. In precedenza, i future erano in calo, ma hanno invertito la rotta dopo che la Russia ha ritirato alcune forze dai confini con l’Ucraina. A scoraggiare gli investitori non bastano i deludenti dati macro pubblicati negli Stati Uniti: l'indice manifatturiero Empire State è salito a 3,1 punti, un valore sotto le previsioni, mentre i prezzi alla produzione sono saliti più delle stime (+1% a gennaio e +9,7% il dato annuale).
Occhi puntati sulle banche, exploit di Bper
A Piazza Affari focus sulle banche e sulle aggregazioni con il via libera ottenuto da Banca Pop Er (la migliore della seduta con rialzi nettamente superiori al resto del Ftse Mib) per l'acquisto di Bca Carige e le nuove indiscrezioni sull'interesse per Banco Bpm da parte di Unicredit. In generale, salgono tutti i settori che alla vigilia hanno registrato le perdite peggiori, come gli industriali e le auto. A passo più lento i petroliferi, con Eniin coda, sulla scia del forte ribasso del greggio, che si è allontanato dai massimi dal 2014 toccati nei giorni scorsi. Attenzione anche su Saipem che è stata condannata in Algeria a pagare 192 milioni di risarcimento nell'ambito di un procedimento penale per le modalità di assegnazione di un progetto nel 2008. Il gruppo sta preparando il nuovo piano strategico dopo il profit warning di fine gennaio.
Spread in calo a 166 punti, rendimento decennale all'1,98%
Chiusura in calo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005436693) e il pari scadenza tedesco è indicato a quota 166 punti base, in flessione dai 169 punti del closing della vigilia. In leggero rialzo il rendimento del BTp decennale banchmark indicato in chiusura all'1,98% da un'ultima posizione all'1,97% registrata lunedì.
Petrolio ritraccia dopo top dal 2014, giù il prezzo del gas (-8%)
Netto calo per i prezzi del petrolio dopo i recenti massimi a livelli che non si vedevano dal 2014, con il Wti sotto i 92 dollari al barile. Le tensioni sul tema Ucraina hanno pesato sull’andamento dei prezzi energetici a inizio settimana, con le quotazioni del Brent che si sono spinte fino a testare la resistenza a 96,75 dollari al barile, sulla notizia secondo cui le forze russe al confine si sarebbero prediposte in posizioni di attacco. «Le quotazioni tuttavia rimangono molto volatili e questa mattina stanno ritracciando sulla novità in arrivo dalla Russia», dicono gli analisti di Mps Capital Services. Da segnalare, il crollo delle quotazioni del ferro (-10%) nella notte, dopo che le autorità cinesi hanno dichiarato di monitorare con attenzione l’evoluzione dei prezzi e avvertito le società domestiche sull’eccessiva volatilità delle quotazioni.
L'oro in calo dopo il massimo da sette mesi
In discesa i prezzi dell'oro, dopo che il metallo giallo ha toccato i massimi da sette mesi nelle prime battute di contrattazione di martedì 15 febbraio, in seguito ai timori legati al possibile intervento militare della Russia in Ucraina. Dopo i minimi fatti registrare a fine gennaio a 1.780 dollari l’oncia, in due settimane i prezzi sono saliti fino a 1878 dollari, il massimo dal 15 marzo 2021. «Le crescenti tensioni tra Russia e Occidente hanno indotto gli investitori ad abbandonare gli asset rischiosi e a rivolgersi verso quelli rifugio - dicono gli analisti di ActivTrades - tra cui l’oro rappresenta forse quello più significativo, in una fase in cui lo yen non sembra più rappresentare un bene risk off come in passato, l’oro sembra essere rimasto l’unico bene appetibile in tali circostanze».
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