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Borse si risollevano con l'auto, ma Piazza Affari paga tensioni su spread

di Eleonora Micheli


(AP)

5' di lettura

Chiusura in rialzo per le Borse europee, che hanno cambiato la direzione di marcia a circa un’ora dalla chiusura delle contrattazioni dopo che i media Usa hanno anticipato che il presidente Trump punta a rinviare l'entrata in vigore dei dazi sull'auto di sei mesi. Si sono subito impennate le quotazioni delle case auto. Milano, tuttavia, ha registrato la performance peggiore del Vecchio Continente, con il FTSE MIB in calo dello 0,14% e lo spread a 285 punti, dopo avere toccato un top a 290 punti, massimo da ben cinque mesi.

Andamento dello spread Btp / Bund

Ipotesi su dazi auto fuga timori per rallentamento economia cinese
Le Borse europee hanno aperto in calo e hanno perso quota per quasi tutta la seduta. A tenere sono scacco i listini sono stati ancora i timori legati alla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, che per altro si sono già fatti sentire sull’economia della Repubblica Popolare. Proprio oggi è stato annunciato che la produzione industriale cinese ha rallentato il passo: ad aprile è cresciuta del 5,4% annuo, livello inferiore all'8,5% registrato in marzo. Anche le vendite al dettaglio di aprile sono aumentate del 7,2%, decelerando rispetto al progresso dell’8,7% del mese prima e registrando l’incremento più contenuto da oltre 16 anni. Gli economisti iniziano a temere che la Cina non riesca a centrare il target di crescita fissato per quest'anno nella forchetta 6-6,5% di Pil. In più negli Stati Uniti è stato annunciato che le vendite al dettaglio ad aprile sono inaspettatamente calate dello 0,2% su base mensile, mentre gli analisti avevano messo in conto un +0,2%. Si tratta della voce più importate dell’economia Usa. Anche la produzione industriale è risultata deludente, diminuendo ad aprile dello 0,5% rispetto a marzo. Per altro anche l'utilizzo della capacità degli impianti è sceso ad aprile dello 0,6% al 77,9%. In Europa Eurostat ha certificato che il pil è salito nel primo trimestre 2019 dell’1,2% su base annua e anche gli occupati sono aumentati dell’1,3% rispetto all’anno scorso.

In Italia sotto osservazione dichiarazione dei politici
Gli investitori hanno inoltre seguito con attenzione le vicende politiche italiane. Il premier Giuseppe Conte ha ribadito l’impegno del Governo a evitare un incremento dell’Iva, anche se, ha sottolineato, «non è un’impresa facile». Il ministro all’Economia,

Giovanni Tria, ha rassicurato che il «Governo è a lavoro per il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica», cercando di smorzare le preoccupazioni provocate dalle dichiarazioni del vicepremier, Matteo Salvini, sul superamento dei limiti di finanza pubblica imposti dall’Europa per “dimezzare” il tasso di disoccupazione. «Se servirà infrangere alcuni limiti del 3% del rapporto tra deficit e Pil, del 130-140% del debito/Pil, tiriamo dritti», ha detto. Le vicende politiche hanno messo in ombra anche i dati sull’economia italiana, con il fatturato dell'industria italiana che a marzo è cresciuto dello 0,3% su base mensile e con gli ordinativi che sono migliorati del 2,2%.

Deboli le banche, Ubi e Mediobanca le peggiori
A Piazza Affari sono andate male le azioni delle banche da Ubi Banca (-2,8%) a Mediobanca(-2,8%), daIntesa Sanpaolo(-0,86%) a Banca Pop Er (-1,75%) fino a Unicredit (-0,67%). Quest’ultima, debole già la vigilia sul timore scenda in campo per rilevare Commerzbank, ha precisato di non avere firmato «alcun mandato relativo a possibili operazioni di mercato». Ieri, invece, Reuters aveva riferito che l’istituto ha scelto come advisor Lazard e Jp Morgan per preparare un’offerta sulla banca tedesca. «UniCredit – è stato inoltre annunciato ieri dall’istituto - desidera ribadire che è completamente concentrata sulla realizzazione del piano Transform 2019».

Auto in rialzo, bene anche Pirelli
Dopo le indiscrezioni sui dazi Usa hanno invertito la rotta le Fiat Chrysler Automobiles e le Ferrari spingendo al rialzo leExor (+1%). Del resto il settore auto europeo alla fine ha vantato la performance migliore, con un progresso del 2%.
Hanno beneficiato della notizia anche lePirelli & C(+2,8%), che hanno repentinamente virato al rialzo, mentre nella prima parte della giornata perdevano quota, nonostante la società abbia annunciato un primo trimestre chiuso con un utile netto delle attività in funzionamento in rialzo del 9,7% a 101,4 milioni di euro, su ricavi stabili (+0,3%) a 1,31 miliardi. Il numero uno, Marco Tronchetti Provera, ha preannunciato un rinnovo degli accordi con Chemchina, come aveva anticipato Il Sole 24 Ore. Equita, pur avendo ridotto le stime e il target di prezzo a 7,7 euro, ha confermato la raccomandazione di ‘Buy’.

Vola Ferragamo dopo trimestrale
Si sono invece distinte le azioni di Salvatore Ferragamo, premiate dopo i ricavi sono tornati a crescere nel primo trimestre 2019. Nei primi tre mesi dell'anno infatti i ricavi sono aumentati ricavi sono infatti migliorati del 4,3% a 317 milioni e l'utile netto del 23,5% a 11 milioni. Il mercato ha premiato l'inversione di tendenza dei ricavi e ha iniziato a scommettere sulla strategia della ceo Micaela Le Divelec che ha preso il timone di comando l’anno scorso. Per altro ieri il direttore finanziario, Alessandro Corsi ,ha spiegato che il gruppo è al lavoro «per migliorare i margini (gross margin) del 2019 rispetto all'anno scorso», mentre la ceo ha indicato che il gruppo sarà sempre più attento anche alla comunicazione sui social media e al lancio di un nuovi prodotti che affianchino quelli iconici dell’azienda. Gli analisti ,pero, raccomandano cautela, ritenendo che i multipli della casa di moda siano sopra la media.

Bene la Juve e St, in evidenza A2a
Sono inoltre state ben comprate le A2a (+2,9%) nel giorno della diffusione della trimestrale, archiviata con ricavi in aumento del 16,4% a 2,11 miliardi. Il margine operativo lordo, però, è diminuito del 20% a 328 milioni e l’utile netto del 40% a 104 milioni. Tra le blue chips si sono distinte leJ uventus Fc (+2,7%) e le Stmicroelectronics (+3,3%), quest’ultime sulla scia del rimbalzo registrato dai titoli tecnologici.

Debacle di Aeffe, ancora in rialzo Expert System
Fuori dal paniere principale, Aeffe ha accusato un tonfo del 9,7% nonostante la trimestrale in crescita annunciata la vigilia, con i ricavi consolidati pari a 102,2 milioni, in rialzo del 7,3% a cambi costanti (+7,4% a cambi correnti) e un utile netto di 11,8 milioni in miglioramento del 4,3%. Il gruppo di moda, però, ha annunciato che la campagna vendite delle collezioni della prossima stagione Autunno/Inverno 2019-2020 si è conclusa con una flessione del 4% rispetto alla corrispondente stagione dello scorso anno. Il mercato teme che sia un brutto segnale per l'appeal dei marchi del gruppo, che invece aveva registrato un rialzo degli ordini per la collezione invernale del 2017 del 13% e per quella del 2018 del 12%. Non si è invece arrestata la corsa di Expert System(+10%) sugli scudi dal 23 aprile sull’onda dell’annuncio che un gruppo di investitori tra i quali Claudio Costamagna, sottoscrivendo un aumento di capitale da 7 milioni, entreranno nel capitale della società e forniranno i mezzi freschi per rafforzare la presenza in Europa e negli Stati Uniti. I nuovi soci entreranno nel capitale della società con una quota azionaria del 9,78% e affiancando i soci fondatori della società modenese, Stefano Spaggiari, Marco Varone e Paolo Lombardi.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Euro in altalena, in rialzo il petrolio
Sul fronte dei cambi, l’euro si è riscattato dopo la notizia della Cnbc riconquistando di nuovo la soglia di 1,12 sul biglietto verde, sotto la quale navigava (segui qui i principali cross). Il greggio, debole per gran parte della giornata, hinvertito la rotta nel pomeriggio, anche se è emerso che le scorte americane sono inaspettatamente salite di +5,431 milioni di barili a 472,035 milioni di unità (segui qui Brent e Wti).

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