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Segnali di ripresa Usa e Cina spingono le Borse. Il Ftse Mib riaggancia 20mila punti

Le indicazioni macro di Pechino e Washington fanno sperare gli investitori. A Piazza Affari deboli le banche su cui pesa un rischio Npl da 160 miliardi. Euro stabile a 1,18 dollari, spread giù a 147 punti

di Enrico Miele e Andrea Fontana

La giornata dei mercati

Le indicazioni macro di Pechino e Washington fanno sperare gli investitori. A Piazza Affari deboli le banche su cui pesa un rischio Npl da 160 miliardi. Euro stabile a 1,18 dollari, spread giù a 147 punti


3' di lettura

I dati cinesi sulle vendite al dettaglio e la produzione industriale, uniti a quelli sulla manifattura Usa, danno fiducia agli investitori nella ripresa economica e alimentano gli acquisti sul mercato azionario, mentre il dollaro recupera sulla moneta unica. I listini europei nella seduta del 15 settembre hanno così chiuso tutti in rialzo, in particolare con Londra e Madrid a guadagnare oltre un punto percentuale: la spinta è arrivata dai titoli del settore retail e dai minerari, mentre ha viaggiato in controtendenza il comparto bancario (sia in Italia sia a livello europeo). Secondo gli operatori, infatti, a incidere è il rischio di ingenti rettifiche sui crediti dopo che, il 30 settembre, scadrà la deroga dell'Eba che oggi permette agli istituti di non classificare come Npl le rate dei mutui sospese per l’emergenza Covid. Piazza Affari a fine giornata è salita dello 0,82% nel Ftse Mib che tuttavia ha chiuso sotto quota 20mila punti, soglia non registrata in chiusura dal 26 agosto scorso. Gli investitori, nel frattempo, tengono d'occhio anche la due giorni del vertice Fed, che nella serata di mercoledì 16 settembre annuncerà le proprie valutazioni anche alla luce del calo del 2% circa subito dai mercati azionari globali nell'ultimo mese.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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A Piazza Affari al top Fca, soffrono le banche

Tra i titoli milanesi a maggiore capitalizzazione, Fca ha guidato per tutta la seduta il listino Ftse Mib in seguito alla revisione dei termini della fusione con Psa. Il gruppo italo-americano ha infatti annunciato il taglio del dividendo straordinario pre fusione a 2,9 miliardi dai 5,5 previsti inizialmente e la revisione al rialzo delle sinergie previste a oltre 5 miliardi da 3,7. In forte rialzo anche la holding Exor, che chiude sul secondo gradino del podio la seduta. In sofferenza il settore bancario, da UniCredit a Bper, su cui incide il rischio di ingenti rettifiche sui crediti.

Retail sotto i riflettori dopo numeri H&M, bene Moncler

I listini continentali sono stati sostenuti anche dai dati positivi diffusi da alcune catene della grande distribuzione, a partire da H&M che è tornata in utile nel trimestre a sorpresa. La maglia rosa in Europa è stata Londra, sostenuta dai titoli minerari. Sul Ftse Mib in evidenza anche Moncler e Nexi, quest'ultima mentre sembra ormai vicino un accordo per l'aggregazione con l'altra società dei pagamenti digitali Sia.

Indice tedesco Zew ai massimi dal 2000

Balza oltre le attese e torna ai massimi del 2000 l'indice Zew che misura la fiducia degli investitori in Germania. L'indice che misura le aspettative economiche è salito a settembre a 77,4 da 71,5 ad agosto a dispetto di attese per una contrazione a 70 punti. L'indice sulle condizioni attuali è passato da -81,3 ad agosto a -66,2. «Gli esperti continuano ad aspettarsi una notevole ripresa dell'economia tedesca», ha detto Achim Wambach, presidente dell'istituto Zew. Wambach ha affermato che i colloqui sulla Brexit in fase di stallo e l'aumento dei casi di Covid-19 non hanno smorzato l'atmosfera positiva.

Spread chiude in calo a 147 punti

Chiusura in lieve calo, sotto quota 150 punti, per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario Mts dei titoli di Stato. Il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano e il Bund di pari durata è indicato a fine seduta a quota 147 punti base, tre in meno rispetto ai 150 della chiusura del 14 settembre. In calo frazionale il rendimento del BTp decennale, all'1%, dall'1,02% dell'ultimo riferimento.

Petrolio in (leggera) ripresa spinto dai dati cinesi

Prezzi del greggio in leggero rialzo. La ripresa dei consumi in Cina e il dato positivo sulla produzione industriale hanno appannato le preoccupazioni per un calo della domanda di greggio e favoriscono il ritorno degli acquisti. Gli investitori aspettano anche la riunione dell'Opec dopo che l'organizzazione dei Paesi produttori ha ridotto le stime sulla domanda di greggio per quest'anno e per il prossimo, a causa del diffondersi della pandemia.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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