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La Fed piega le Borse: vendite su lusso, oil e auto. Ma Wall Street recupera

Le richieste di sussidi alla disoccupazione negli Usa registrano il miglior dato da inizio pandemia. Ftse Mib sotto i 26mila punti, materie prime sotto pressione

di Andrea Fontana

La Borsa, gli indici del 19 agosto 2021

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La Federal Reserve che va verso la fine delle misure di stimolo all'economia e trova sponda nel minor numero di sussidi di disoccupazione Usa da inizio pandemia fa gela i mercati finanziari già preparati ad abbandonare i massimi storici a causa dei contagi della variante Delta del Covid-19 e dai segnali dell'economia e della politica cinese.

Dopo una prima parte di settimana all'insegna della cautela, la posizione della banca centrale emersa dalle minute del meeting di luglio, pur non rappresentando una sorpresa, è stata sufficiente a far intensificare le vendite sui mercati azionari europei che hanno chiuso in netto calo. Alla perfomance negativa dei listini hanno contribuito altri fattori soprattutto di origine asiatica: il taglio del 40% della produzione da parte di Toyota a causa della carenza di chip che ha piegato il settore auto, l'ipotesi di una stretta fiscale cinese sui redditi alti che ha innescato la preoccupazione per le vendite di beni di lusso. I numeri dei nuovi contagi, a cominciare da Stati Uniti e Regno Unito, inoltre continuano a creare incertezza sulla ripresa globale.

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In questo quadro tra le Borse europee è stata Parigi la peggiore (CAC 40) ma tutti i principali indici, Amsterdam (AEX) a parte, hanno ceduto almeno un punto percentuale. Piazza Affari ha terminato le contrattazioni in calo con il FTSE MIB sotto quota 26 mila punti.

Si è rafforzato il dollaro, sotto 1,17 per un euro (prima volta da novembre), e questo ha amplificato le vendite sulle materie prime denominate in moneta Usa come petrolio e rame.

Prezzo petrolio - Brent
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Wall Street risale. Lavoro, sussidi ai minimi da marzo 2020

In rosso per un'altra seduta anche Wall Street, con l'incertezza che domina i listini azionari globali. Dopo una serie di sedute record, sostenute dall'andamento molto positivo dell'attuale stagione di trimestrali, gli investitori sono ora prudenti, anche alla luce degli ultimi dati macroeconomici statunitensi e cinesi, che fanno temere un rallentamento della ripresa economica. Non bastano quindi le buone notizie in arrivo dal mercato del lavoro: il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno richiesto i sussidi di disoccupazione settimanali è diminuito di 29.000 unità a 348.000, il miglior dato dall'inizio della pandemia (14 marzo 2020). Nel pieno della pandemia, gli Stati Uniti avevano registrato un massimo di 6,9 milioni di nuove richieste settimanali.

Sotto le previsioni invece l'andamento dell'attività manifatturiera nell'area di Philadelphia: l'indice del mese di agosto pur rimanendo in positivo ha mostrato un rallentamento rispetto al mese precedente.

Dollaro forte, sotto 1,17 per un euro. Giù il petrolio

Dollaro in salita dopo le minute della Fed e l'euro scende sotto 1,17 sul biglietto verde: la soglia non veniva violata dal novembre 2020, dopo i verbali dai quali è emerso che il tapering (cioè la riduzione degli acquisti sui mercati da 120 miliardi di dollari al mese) potrà iniziare già entro la fine dell'anno. In forte calo anche il prezzo del greggio, con il Wti che scende sotto i 63 dollari al barile tornando sui livelli del maggio scorso e il Brent che viaggia sui 66 dollari. Oltre alla Fed, pesano sul greggio anche le indicazioni sulle scorte americane che, seppur in calo, hanno mostrato un inatteso aumento delle riserve di benzina.

Ftse Mib sotto i 26mila punti, lusso e titoli oil sotto pressione

A Milano si sono salvati i gruppi delle infrastrutture energetiche (Italgas, Terna, Snam) mentre è affondata Moncler (-6,1%). Giù i petroliferi, con l'andamento negativo del greggio e dei minerari: Tenaris e Eni. Stellantis è stata tra i peggiori: il settore auto è stato scosso dalla possibilità che Toyota riduca a settembre la sua produzione di auto del 40% a causa innanzi tutto della carenza di chip, fattore negativo che da diversi mesi sta tenendo sotto scacco diversi settori industriali.



Vendite sui metalli tra timori domanda e calo produzione

Vendite sulle materie prime, con i dubbi crescenti sul futuro della domanda che pesano sul comparto e la previsione di un tapering in arrivo entro fine anno da parte della Fed. Il rame è sui minimi da quattro mesi «su timori legati alla domanda dal settore immobiliare cinese, dopo che la variante delta ha penalizzato le transazioni», scrivono gli analisti di Mps Capital Services. Per il rame il bilancio dell'ultima settimana è di un -7%. Inoltre, «la produzione di acciaio - sottolineano - sta calando in modo marcato a partire da luglio e gli effetti si ripercuotono sul ferro», che perde oggi il 7% sui minimi da otto mesi ed è giù di oltre il 40% dai massimi di maggio. La Cina ha fatto pressioni sulle acciaierie per ridurre la produzione contro l'inquinamento e la produzione di luglio mostra che le esortazioni hanno avuto effetto. Più in generale, «i metalli industriali soffrono i timori legati al rallentamento cinese e alla volontà delle autorità di calmierare i prezzi locali», dicono gli analisti di Mps Capital Services. Un mix di fattori, quindi, che sta favorendo le vendite dopo il rally che aveva portato i principali metalli a salire sui massimi da oltre 10 anni a inizio maggio.

BTp, spread in leggera salita a 105 punti base

Chiusura in lieve rialzo per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (IT0005436693) e il pari durata tedesco e' indicato al termine degli scambi a 105 punti base, in aumento dai 103 punti del riferimento. Male anche il rendimento del BTp decennale benchamrk che si attesta a fine seduta allo 0,57% dallo 0,56% del closing precedente

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