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Fed: a marzo mini-rialzo dei tassi. Europa e Wall Street festeggiano, petrolio al top dal 2011

Volano i prezzi delle materie prime: fiammata record per il gas salito oltre 190 euro. Nuovi minimi per il rublo, ancora chiusa la Borsa di Mosca. Occhi puntati sull'Ucraina. Wall Street chiude positiva

di Eleonora Micheli e Flavia Carletti

La Borsa, gli indici del 2 marzo 2022

6' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Chiusura in rialzo per le Borse europee dopo un martedì nero da dimenticare. La volatilità, tuttavia, ha regnato sovrana sui mercati del Vecchio Continente, con gli investitori angosciati per le notizie provenienti dal fronte ucraino. Ad ogni modo incoraggiare il rimbalzo del pomeriggio sono state le parole del numero uno della Federal Reserve, Jerome Powell, che dinnanzi alla Commissione dei servizi finanziari della Camera ha detto che sia ragionevole alzare il costo del denaro, nonostante l’incertezza provocata dalla guerra in Ucraina. Il banchiere, però, ha dichiarato che è appropriato un aumento del costo del denaro di 25 punti base, allontanando il timore di una variazione di 50 punti come ipotizzato dagli esperti prima dell’invasione della Russia in Ucraina. Successivamente, ha poi aggiunto, la Fed si muoverà in base ai dati macro, senza «un pilota automatico», ma con la barra dritta per combattere l’inflazione che «è troppo elevata». Powell ha anche rassicurato sulla forza del sistema finanziario a stelle e strisce per affrontare l'attuale crisi nell'Est europeo. Il discorso del presidente della Fed ha subito spinto Wall Street e le Borse europee, che però hanno chiuso sotto i massimi toccati poco prima della chiusura. Milano ha terminato in rialzo dello 0,7%, con lo spread a 150,8 punti. Il rendimento del decennale si è portato all’1,53%. La migliore piazza è stata Madrid con un progresso dell'1,62%, seguita da Parigi (+1,59%). Francoforte ha registrato un +0,69%, Londra un +1,5%.

In serata, Wall Street ha chiuso in territorio positivo. Il Dow Jones è salito dell’1,79% a 33.889,96 punti, il Nasdaq avanza dell’1,62% a 13.752,02 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell’1,86% a 4.386,46 punti.

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Torna in primo piano l'inflazione, parlano Biden e Powell

L'inflazione è tornata in primo piano, nonostante i mercati finanziari abbiano continuato a seguire le evoluzioni della crisi in Ucraina. Del resto nella notte il presidente americano, Joe Biden, nel discorso dell'Unione, ha ribadito che una delle priorità degli States è la lotta al rialzo dell'indice dei prezzi, che ormai negli States ha superato la soglia del 7%. Il presidente ha affrontato ovviamente anche il tema della guerra ucraina, dicendo che il presidente russo, Vladimir Putin, dovrà pagare caro l'attacco sferrato nell'ultima settimana. Nel pomeriggio, poi, Powell è tornato a puntare l'indice sull'inflazione, per adesso troppo elevata. Ma alla fine ha rassicurato che a marzo sia più appropriato procedere con un mini-rialzo di 25 punti base del costo del denaro, facendo tirare un sospiro di sollievo agli investitori, che fino a qualche giorno fa temevano una manovra monetaria più decisa. I mercati, inoltre, hanno anche apprezzato la decisione di estromettere i modo graduale gli istituti creditizi russi dalla piattaforma Swift. Sono infatti state cancellate solamente sette banche russe, lasciando fuori colossi come Sberbank e Gazprombank. La lista, comunque, è già stato annunciato che potrebbe allungarsi. Per gli esperti si tratta di una mossa ragionevole, per non trasformare il blocco inizialmente deciso in un'arma a doppio taglio nociva per tutto il sistema finanziario internazionale.Quanto alla situazione di guerra, da una parte Mosca si è detta pronta a riprendere i negoziati (invito accettato dall'Ucraina), dall'altra parte è tornata ad agitare lo spettro del nucleare con il suo ministro degli Esteri Lavrov. La situazione fluida e di grave tensione, però, ha continuato a far salire il valore delle materie prime con la fiammata record del gas a 194 euro e del petrolio: il Wti si è spinto oltre 112 dollari al top dal 2011, per poi scendere in area 108 dollari al barile. Ulteriore benzina per la spirale inflativa che a gennaio ha visto i prezzi in Europa salire del 5,9%.

Prezzo petrolio - Brent
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Fiammata per il gas fino a 194 euro/Mwh

Ennesima seduta record per il gas che si spinge verso vette di prezzo inedite a causa della guerra in Ucraina e la conseguente crisi energetica. Nel corso della mattinata, infatti, alla Borsa di Amsterdam i future del gas su aprile hanno toccato il record intraday di 194 euro a megawattora, per poi ripiegare bruscamente fino a 150 euro. A fine giornata il gas è scambiato a 173 euro, in rialzo del 43%.

A Piazza Affari bene i titoli oil, in evidenza Prysmian

A Milano il FTSE MIB ha imboccato la strada del rialzo nel pomeriggio,spinto dalle azioni oil, con Tenaris (+4,9%)in prima fila. Hanno fatto bene anche le Saipem (+3,84%) e le Eni (+1,95%). Si sono inoltre distinte le Prysmian, guadagnando il 4,24%, all'indomani della presentazione dei conti 2021, risultati superiori alle attese. In più la società ha annunciato una commessa da 1,2 miliardi di euro per la progettazione, produzione, installazione, test e collaudo "chiavi in mano" di un’interconnessione sottomarina di 725 km che per la prima volta collegherà direttamente le reti elettriche tedesche e inglesi. Hanno chiuso in positivo anche Azimut (+3,43%) e Moncler (+2,88%), quest'ultima in una giornata positiva per diversi titoli del lusso europei. Sono rimbalzate anche le Cnh Industrial (+2,7%) e le Pirelli & C(+2,4%).Edc ancora, hanno recuperato Unicredit (+2,11%) e Intesa Sanpaolo (+1,39%), mentre hanno battuto la fiacca le Banco Bpm (-0,10%) e le Banca Pop Er ( -0,39%).

Rialza la testa Exor, al palo Tim

Ha chiuso in rialzo del 2% la holding Exor, all'indomani della presentazione del piano strategico a lungo termine della partecipata Stellantis (+1%). Restando alla galassia Agnelli-Elkann,Iveco Group ha guadagnato l'1,3%, mentre Ferrari è scivolata dello 0,45%. Hanno ingranato la retromarcia le utility, con A2a giù del 2,11% e Terna del 2,38%. In fondo al segmento principale ha chiuso Diasorin (-2,64%), nel giorno in cui alla Borsa di Parigi la società di diagnostica francese BioMerieux ha perso circa l'8% dopo avere anticipato una flessione del fatturato nel 2022, perché si ridurrà la domanda dei suoi prodotti medicali legata al Covid-19. Telecom Italia ha chiuso invariata al termine di una seduta in cui si era mossa in calo, aspettando il cda chiamato ad approvare i conti 2021 e il nuovo piano messo a punto dall'ad Pietro Labriola.

Tra le piccole, in volata Tesmec, occhi puntati su Piaggio

A Milano il Ftse All Share ha chiuso in rialzo dello 0,71%, in linea con il segmento principale. Il migliore progresso della seduta è stato messo a segno da Tesmec (+20,18%) che ha recuperato terreno dopo la recente debolezza. Segno opposto perItalian Exhibition Group che ha perso l'8,18%. Tra gli altri, ha chiuso in rosso Piaggioo (-1,27%), nel giorno della pubblicazione dei conti del 2021, anno chiuso con una crescita del fatturato del 27% a 1,66 miliardi di euro da 1,31 di un anno fa e al di sopra del 9,7% rispetto al 2019. Nel periodo l'ebitda è cresciuto del 29%, l'ebit del 58% e l'utile netto è raddoppiato passando a 60,1 milioni di euro dai 31,3 milioni di dodici mesi fa.

Borsa Mosca, terzo giorno di stop. Solo «operazioni limitate»

La Banca centrale russa ha confermato la sospensione delle contrattazioni per la Borsa russa, per il terzo giorno consecutivo. Sono state permesse solo alcune «limitate operazioni», avvenute per la prima volta questa settimana. Anche il rublo ha toccato nuovi minimi rispetto alle altre principali valute. Per acquistare un dollaro sono necessari 106 rubli. A fine 2021 per un dollaro occorrevano circa 73 rubli.

Negli States aumentano oltre le attese i posti di lavoro nel privato

L'occupazione nel settore privato statunitense è aumentata a febbraio più delle attese. E' quanto comunicato da Macroeconomics Advisers e da Automatic Data Processing, l'agenzia che si occupa di preparare le buste paga. Nel dettaglio lo scorso mese sono stati creati 475.000 posti di lavoro rispetto a gennaio, mentre le stime erano per la creazione di 400.000 posti di lavoro. Nell'aprile del 2020, era stato registrato un crollo di 19,4 milioni di posti di lavoro, il dato peggiore mai registrato dal rapporto, a causa della crisi provocata dalla pandemia di coronavirus. Il settore più in difficoltà con la pandemia di coronavirus, quello dell'ospitalità e dell'intrattenimento, ha fatto segnare il miglior risultato, con un rialzo di 170.000 posti di lavoro. Nel complesso, l'industria dei servizi ha guadagnato 417.000 posti di lavoro. Nella produzione dei beni, guadagnati 57.000 posti. Secondo Adp, le aziende di piccole dimensioni (con meno di 50 dipendenti) hanno perso 96.000 occupati; quelle di medie dimensioni (con 50-499 dipendenti) hanno aggiunto 18.000 posti di lavoro e quelle grandi 552.000. E' stato inoltre rivisto il dato di gennaio, passando da -301.000 a +509.000 posti di lavoro.


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