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Fed e petrolio accendono i mercati. Chiusura record a Wall Street

di Eleonora Micheli


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5' di lettura

Chiusura in rialzo per le Borse europee dopo i toni accomodanti della Fed che di fatto hanno aperto la strada a un taglio dei tassi d'interesse in tempi abbastanza ravvicinati. A Wall Street l'indice S&P500 ha aggiornato nuovi massimi, chiudendo in rialzo dello 0,94% a 2.954 punti, in concomitanza di una fiammata di oro e petrolio sulla scia delle tensioni Usa-Iran dopo l'abbattimento di un drone americano.

Milano ha terminato le contrattazioni in progresso dello 0,66%. Lo spread dopo essere sceso ai minimi da nove mesi, si è impennato a sorpresa sul finale a 248,6 punti. Il differenziale tra Btp e Bund è rimasto comunque su livelli contenuti, nonostante l’Istat abbia ammonito che il pil italiano del secondo trimestre potrebbe tornare a scendere.

Andamento dello spread Btp / Bund

Bce e Fed pronte a sostenere l'economia
Fin dall'apertura le Borse europee hanno registrato un andamento positivo all'indomani delle decisioni della Banca centrale americana, che ha annunciato che agirà «in modo appropriato per sostenere l'espansione dell'economia». Tradotto significa che l’istituto centrale Usa potrebbe presto procedere a un taglio dei tassi, se l’economia Usa rallenterà il passo, anche se per adesso l’istituto centrale ha confermato le previsioni di un'espansione al 2,1% per quest’anno e di condizioni del mercato del lavoro «forti» con il tasso di disoccupazione al 3,6%. Intanto in Europa la Bce, nel suo Bollettino mensile, è tornata a puntare l’indice sui recenti dati macro che «segnalano una crescita lievemente più moderata nel secondo e nel terzo trimestre di quest’anno». In più «i rischi per la crescita nell’area dell’euro rimangono orientati al ribasso», complici le tensioni commerciali e anche la possibilità di una hard Brexit. Il consiglio direttivo della Bce si è dichiarato pronto a reagire, in futuro, a eventuali circostanze avverse e ad adeguare tutti i suoi strumenti.

Piazza Affari maglia rosa in Europa, in rialzo azioni del petrolio
Piazza Affari è stata la migliore d'Europa, nonostante il mercato italiano rimanga sotto la lente con le tensioni tra Bruxellses e Roma, che oggi sono state però alleviate dalle parole concilianti del premier, Giuseppe Conte. Si sono messe in evidenza le azioni del comparto ‘oil’, spinte su dall'impennata del prezzo del greggio.Saipem è salita del 3,27%, Tenaris del 2,7% edEni dello 0,96%. Si sono inoltre messe in evidenza leStmicroelectronics (+2,46%), sempre sulla scommessa che una distensione dei rapporti Usa-Cina impatti positivamente anche su Huawei, cliente della società. Ieri Morgan Stanley aveva emesso un giudizio positivo sulle azioni.

Ferrari su nuovi massimi, sotto osservazione le Fca
Ferrarii ha aggiornato nuovi massimi storici, arrivando a vantare un progresso del 65% da inizio anno. Della galassia Agnelli, inoltre, Fiat Chrysler Automobiles ha guadagnato l'1,2%, beneficiando dell’ipotesi che si riaprano le trattative con Renault. Secondo Wsj, la casa francese ha trovato un accordo sulla governance con Nissan (in particolare per la presenza di 2 rappresentanti di Renault nei 3 nuovi comitati di audit, nomine e compensazioni), che favorirebbe anche una nuova trattativa per la fusione tra Renault e Fca

Bene il lusso, sotto tono le banche
Tra le azioni a maggiore capitalizzazione, non si è arrestata la corsa di Leonardo - Finmeccanica (+1,6%), hanno fatto bene anche le azioni del lusso da Moncler (+2,8%) a Salvatore Ferragamo(+1,25%). Telecom Italiaha messo a segno un progresso dell'1,8%, nell’attesa di novità su un possibile rimpasto ai vertici, sull’ipotesi che i soci Vivendi ed Elliott abbiano deciso di deporre le armi e raggiunto un accordo sulla governance. Dopo la corsa dei giorni scorsi sono risultate deboli le azioni delle banche, con Intesa Sanpaolo in reromarcia dello 0,8%, Banco Bpmdello 0,6% e Unicredit dello 0,5%. La peggiore è stata Ubi Bancai (-1,6%), penalizzata da indiscrezioni stampa in base alle quali sarebbe stata sollecitata dalla Vigilanza della Bce ad abbassare l'esposizione ai crediti in sofferenza al 7,6% entro il 2021 dall'attuale 10,4%.

Fuori dal Ftse MIb, ancora in volata Eles, bene Ovs
Fuori dal mercato principale, sono state premiate le Ovs (+13,9%) dopo i conti dei primi tre mesi diffusi ieri a mercati chiusi e sebbene i ricavi siano lievemente calati a 317,5 mln di euro (-0,9%) e anche l'ebitda sia peggiorato del 16,5% a 25 mln di euro. Gedi Gruppo Editorialei ha guadagnato il 7,4% sulle voci di un possibile matrimonio tra il gruppo De Benedetti e Feltrinelli, anche se il gruppo Feltrinelli ha smentito le ricostruzioni relative alla fusione. Hanno invece continuato a correre leEles (+30,3%), dopo il debutto in volata quasi del 100% di ieri di Eles. Gibus, società di tende da sole e del settore outdoor, ha chiuso invariato sul prezzo del collocamento a 6 euro, nel giorno del debutto sul mercato Aim.

A Parugi crolla Natixis, debole Deutsche Bank
Nel resto d’Europa Francoforte è salita dello 0,38%, Parigi dello 0,31% e Londra dello 0,28%. Ha invece perso lo 0,25% Madrid. A Francoforte Deutsche Bank ha perso il 2,3%, risentendo della notizia che la banca sia sotto inchiesta penale negli Stati Uniti per avere presumibilmente violato leggi anti-riciclaggio. A Parigi Natixis è crollata dell'11%, penalizzata dai dubbi sulla liquidità di alcuni asset di un suo fondo, messo sotto revisione da Morningstar, che ne ha sospeso il rating.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Euro si rafforza sul dollaro, volano oro e petrolio
Sul fronte dei cambi, il dollaro si è indebolito sulla prospettiva di un imminente taglio dei tassi Usa. Così l’euro-dollaro, dopo essersi spinto sopra 1,13, è tornato poco sotto tale soglia e ben distante dai minimi dei giorni scorsi (segui qui i principali cross). Il petrolio è in robusto guadagno e ha accelerato al rialzo dopo che il presidente americano Donald Trump ha definito «grave errore» l'abbattimento del drone americano da parte dell'Iran: (segui qui Brent e Wti). La notizia ha messo le ali anche all’oro che dunque si è spinto ai massimi da cinque anni sfiorando la soglia di 1400 dollari all’oncia.

Us, dati a luci e ombre, calano richieste disoccupazione
Negli Stati Uniti sono diminuite le richieste iniziali alla disoccupazione. Nei sette giorni conclusi il 15 giugno, il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è decresciuto più delle stime. Secondo quanto riportato dal Dipartimento del Lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono calate di 6mila unità a 216mila unità. Le attese erano per un dato a 220.000 unità. A metà aprile il dato era sceso a 193mila, minimi del 1969. Oggi è inoltre emerso che le condizioni del settore manifatturiero nell'area di Filadelfia sono peggiorare a giugno. L'indice di riferimento calcolato dalla Federal Reserve di Filadelfia è crollato a 0,3 da 16,6 punti di maggio. Il dato è peggiore delle previsioni degli analisti, che si aspettavano un calo a 9,3 punti. Inoltre è stato annunciato che il deficit delle partite correnti è sceso nel primo trimestre (-9,4% a 130,4 miliardi di dollari), ma meno delle stime, portando il rapporto deficit/Pil al 2,5%

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