ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Parigi la migliore in chiusura con vantaggio Macron, Milano incolore. A Wall Street rally di Tesla

Occhi puntati sulle trimestrali e attenzione sempre alta sull'Ucraina. Il vicepresidente Bce de Guindos prevede la fine degli acquisti sul mercato a luglio e poi l'avvio della stretta sui tassi

di Flavia Carletti e Paolo Paronetto

La Borsa, gli indici del 21 aprile 2022

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Chiusura in rialzo per i principali listini europei con Milano sottotono (-0,29% il Ftse Mib), frenata dai cali di utility ed energetici. Maglia rosa per la Borsa di Parigi (+1,36% il Cac40), all'indomani del confronto televisivo tra i candidati all'Eliseo, Emmanuel Macron e Marine Le Pen, con il presidente in carica dato in vantaggio. A Wall Street, Tesla in deciso progresso dopo i conti migliori delle attese. Wall Street chiude però in forte calo con Jerome Powell che apre a una aumento dei tassi da mezzo punto percentuale alla prossima riunione della Fed in maggio. Il Dow Jones perde l’1,05%.

A Francoforte il Dax40 ha guadagnato lo 0,98% e ad Amsterdam l'Aex lo 0,47%, quando a Londra il Ftse100 ha chiuso sulla parità (-0,02%). Alta l'attenzione alle trimestrali dei big quotati ma anche al tema dell'inflazione e delle mosse Bce, dopo le parole del vicepresidente de Guindos che prevede la fine degli acquisti sul mercato a luglio e successivamente l'avvio della stretta sui tassi.

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Si continua a guardare anche all'evolversi del conflitto in Ucraina: il presidente cinese Xi Jinping ha confermato la posizione contraria della Cina a sanzioni unilaterali, mentre i Paesi occidentali hanno messo sul tavolo ulteriori restrizioni contro la Russia, incluse le sanzioni sul petrolio di Mosca. Intanto, sul campo, il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato che i russi hanno preso il controllo di Mariupol. Sul fronte banche centrali, inoltre, c'è attesa per le parole del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, che dalle 19 italiane parteciperà a un dibattito sull'economia globale con Kristalina Georgieva (direttrice dell'Fmi) e Christine Lagarde (presidente della Bce), nell'ambito degli Spring Meetings di Fondo monetario internazionale e Banca mondiale.

Banche centrali in focus, rialzo tassi Bce possibile già a luglio

«In un contesto dove non si vedono miglioramenti dal fronte geopolitico e con l’incertezza sull’outlook economico che resta elevata (punto evidenziato anche dal Beige Book della Fed), i banchieri centrali continuano a trasmettere messaggi hawkish», commentano gli analisti di Mps Capital Services. Se tra i membri Fed aumenta il numero dei favorevoli ad un rialzo da 50 punti base a maggio (ultima in ordine di tempo la presidente della Fed di San Francisco, Mary Daly, «dalla Bce sembrano aumentare le possibilità di un rialzo già a luglio a sentire Nagel, Kazaks e de Guindos», aggiungono gli analisti.

Contrastata Wall Street spinta dalle trimestrali

Dopo un avvio in rialzo per tutti gli indici a Wall Street, spinti dalle trimestrali, con Tesla in deciso progresso dopo che la società di auto elettriche ha registrato risultati sopra le previsioni, il Nasdaq ha invertito la rotta ed è passato in rosso. Prosegue il momento negativo per il titolo di Netflix, in rosso anche oggi dopo il -35,1% registrato nella seduta di mercoledì 20 aprile. La sua capitalizzazione è scesa sotto i 100 miliardi per la prima volta dal 2018; dall'inizio dell'anno, il titolo perdeva, alla chiusura di ieri, circa il 62,5%, l'andamento peggiore sullo S&P 500. Oltre ad aver perso 200.000 abbonati nel primo trimestre, Netflix prevede di perderne 2 milioni nell'attuale trimestre, con una crescita dei ricavi «considerevolmente rallentata». A pesare sull'andamento di oggi è anche la decisione di Pershing Square, hedge fund di Bill Ackman, di vendere tutte le sue azioni in Netflix. Sul fronte macro, pubblicati oggi i dati sulle nuove richieste settimanali dei sussidi di disoccupazione, diminuite di 2.000 unità a 184.000, contro attese per 182.000, e l'indice manifatturiero della Fed di Philadelphia, sceso a 17,6 punti, che ha evidenziato che i prezzi pagati sono aumentati ai massimi dal giugno 1979 e che l'occupazione è salita a un livello record. Sopra le stime il dato del superindice dell'economia: +0,3% a marzo.

Rally di Saipem dopo i conti, deboli le utility

A Piazza Affari, il Ftse Mib è stato frenato dalle vendite sulle utility. In rosso in particolare Hera (-1,86%), Terna (-2,31%) e Snam (-3,25%). Alla Borsa milanese non è quindi bastato il rally di Saipem, balzata dell'11,8% grazie alla trimestrale oltre le previsioni e alla conferma della guidance sul 2022 annunciata un mese fa al mercato. Bene anche Pirelli (+2,63%) grazie al buon andamento dell'automotive e in particolare del settore pneumatici dopo che Continental ha abbassato in modo meno significativo delle attese la guidance del 2022. Banco Bpm è salita dello 0,95% grazie al fermento nell'azionariato (dopo l'ingresso del Credit Agricole con una quota superiore al 9% ora anche il patto che riunisce alcune fondazioni potrebbe arrotondare la propria partecipazione) e all'interesse per il business della bancassicurazione, una volta che sarà completata l'uscita dalle joint venture in essere. Fuori dal segmento principale, Mfe ha guadagnato il 3,57% dopo i primi segnali di pace tra l'ex Mediaset e la sua partecipata tedesca Prosiebensat, anche se le case di investimento attendo di capire come si evolverà il progetto di polo paneuropeo della tv in chiaro studiato da Cologno Monzese. Mfe, che ha oltre il 25% di Prosiebensat, ha
deciso di non andare allo scontro e di rinunciare a presentare una propria lista di candidati per il rinnovo di tre consiglieri del Supervisory Board. Tra i titoli minori si sono messi in evidenza Monrif (+7,99%), Trawell (+7,92%) e Monnalisa (+7,88), giù Visibilia Editore (-5,88%), Jonix (-6,21%) e Ki Group (-10,89%).

Euro torna sotto la soglia di 1,09 dollari

Sul mercato valutario, l'euro torna sotto la quota di 1,09 dollari che aveva recuperato in avvio di giornata: in chiusura dei mercati del Vecchio Continente la moneta unica europea vale 1,0856 dollari, sostanzialmente in linea con la chiusura di ieri quando era a 1,0860 dollari. La stretta di politica monetaria in vista sostiene comunque la divisa europea contro lo yen, portandola a 139,43 yen da 138,40 ieri. Dollaro/yen a 128,43 (da 127,80).

Spread BTp/bund chiude a 167 p.b., rendimento al 2,58%

Chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund. Alle ultime battute della giornata, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco è indicato a 167 punti base, lo stesso livello dell'apertura, rispetto ai 165 punti base del closing di ieri. Più sensibile il rialzo del rendimento del BTp decennale benchmark che si attesta in chiusura al 2,58% (2,57% in avvio di seduta) dopo aver segnato un'ultima posizione ieri al 2,52 per cento.

Acquisti su gas e petrolio, la Ue apre a stop greggio russo

Petrolio in rialzo dell'1,25% a Londra a 108,15 dollari al barile per i future sul Brent consegna Giugno e dell'1,6% a New York a 103,83 dollari per l'analoga scdenza del Wti. «La novità è che la Germania sembrerebbe essere disponibile a bloccare le importazioni di petrolio russo entro fine anno, aprendo la strada ad un’analoga mossa Ue», scrivono gli analisti di Mps Capital Services. Gli Usa, a questo punto, diventano un’importante fonte alternativa di offerta «con l’export salito a livelli record di 10,6 mln di barili nella settimana al 15 aprile», aggiungono gli analisti. Il calo delle scorte ufficiali di 8 mln (ritmo maggiore da 15 mesi) «sembra confermare che l’accumulo anomalo registrato la settimana precedente (9,4 mln circa concentrato nell’area del Golfo del Messico) sia in gran parte riconducibile all’attività di esportazione». In rialzo del 5% a 99,2 euro per megawattora, infine, il contratto maggio del gas naturale in Europa sulla piattaforma olandese Ttf.

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