ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Borse, seduta tiepida in attesa di Jackson Hole. Pil Usa -0,6% e sotto le stime

Attesa per le indicazioni di Powell sui rialzi dei tassi da parte della Fed. L'euro oscilla sulla parità con il dollaro. Spread in calo verso 220 punti. Gas tocca i 324 euro e poi chiude al record di 321

di Stefania Arcudi

Aggiornato alle 18.50

La Borsa, gli indici del 25 agosto 2022

6' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La fiammata dei prezzi del gas (+10% a 321 euro alla chiusura, un nuovo record, ma aveva toccato i 324 nell'intraday) ha rallentato la corsa delle Borse europee che, partite in buon rialzo, dopo vari cambi di fronte hanno chiuso poco distanti dalla parità. Resta poi forte l’attesa per le parole di Jerome Powell, venerdì al simposio economico in corso a Jackson Hole, con la prospettiva di una Federal Reserve potenzialmente molto aggressiva nella lotta all’inflazione (nonostante il rischio recessione). Così il FTSE MIB è in modesto rialzo, dopo un'apertura con slancio e la successiva inversione di tendenza, all'indomani di una seduta prudente. Andamento incerto anche per gli altri indici europei, con il CAC 40 di Parigi, l'IBEX 35 di Madrid e il FT-SE 100 di Londra. Fa meglio il DAX 40 di Francoforte, dopo il Pil rivisto a +0,1% nel secondo trimestre e tornato così ai livelli pre pandemia. Poco mossa Wall Street, dopo il dato sul Pil americano sotto le stime (-0,6% la revisione intermedia) e la diminuzione delle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione.

Con il gas che non arresta la corsa e continua ad aggiornare nuovi record e l'euro che oscilla sulla parità col dollaro, gli occhi sono puntati sul simposio economico di Jackson Hole, la tre giorni che si tiene ogni anno nel Wyoming e che vede confrontarsi banchieri centrali, economisti e investitori sul complesso momento dell'economia e dei mercati mondiali. Gli investitori si aspettano dal meeting indicazioni sull'ampiezza dei prossimi aumenti del costo del denaro da parte della Fed, in un contesto di inflazione ancora in crescita e recessione che appare sempre più probabile. Il discorso del presidente Fed, Jerome Powell, è in calendario per venerdì pomeriggio (alle 16 italiane).

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«Powell dovrebbe mantenere, in linea di principio, il medesimo approccio avuto nelle ultime occasioni in cui si è espresso, ovvero necessità di mantenere una politica monetaria restrittiva, per combattere una inflazione che non accenna a rallentare, senza necessariamente causare una recessione, che ancora negli Usa, non si intravede», commentano gli analisti di ActivTrades sottolineando, comunque, che i dati che stanno uscendo dagli Stati Uniti «sono misti e in peggioramento come tendenza». Diversa la situazione in Europa, «con una Germania che, a detta anche di alcuni banchieri della Bundesbank, dovrebbe entrare in hard landing in autunno e potrebbe trascinare con sé altri paesi, tra cui il nostro», aggiungono.

Wall Street poco mossa: Pil -0,6% e sotto le stime, bene lavoro

Dopo la chiusura positiva della vigilia, Wall Street è contrastata, in attesa che da Jackson Hole comincino ad arrivare indicazioni in grado di orientare il mercato. I mercati hanno già anticipato un atteggiamento aggressivo della Fed, con il rendimento del titolo del Tesoro a dieci anni tornato sopra il 3%, dopo essere sceso fino al 2,5% all'inizio di agosto. Conseguentemente, si è rafforzato il dollaro, tornato sopra la parità con l'euro (che ora vale 0,997 dollari) e ai massimi degli ultimi due decenni.

Intanto, non sembrano incidere particolarmente i dati macro in chiaroscuro. Il Pil ha infatti deluso: è diminuito al tasso annualizzato dello 0,6% nel secondo trimestre del 2022 rispetto ai tre mesi precedenti (emerge dalla prima revisione, non finale), mentre le attese erano per un miglioramento a -0,5%, dopo il -0,9% in prima lettura. Nel primo trimestre del 2022, registrato un -1,6%. Invece, il numero di persone che per la prima volta hanno richiesto i sussidi di disoccupazione, nella settimana terminata il 20 agosto, è diminuito di 2.000 unità a 243.000, mentre le attese erano per un dato a 255.000.

Gas corsa senza freni, schizza fino a 324 euro al MWh

Nuova chiusura record per i prezzi del gas naturale che, sulla piattaforma Ttf di Amsterdam, hanno finito a 321,414 euro al megawattora, in rialzo del 10,02% e al nuovo massimo di chiusura. Il massimo intraday è stato fissato a 324 euro, riavvicinandosi al top di 345 euro toccato il 7 marzo scorso, all'inizio della guerra in Ucraina. Superato quindi il precedente record di chiusura, fissato ieri a 292,15 euro. Per fare un paragone, a fine agosto 2021 il gas naturale scambiato ad Amsterdam valeva 27,28 euro al megawattora. Il gas continua quindi la volata, iniziata con l'annuncio di Mosca che fermerà per 3 giorni, a fine mese, l'approvvigionamento di gas all'Europa tramite il gasdotto Nord Stream 1.

A Piazza Affari titoli oil sotto i riflettori

Proprio questo nel finale ha messo le ali anche al settore tecnologico europeo (+1,3% l’Euro Stoxx 600) in generale e a Stmicroelectron in particolare, che ha snobbato i conti deludenti dell’americana Nvidia. A passo rapido anche gli energetici, con Tenaris ed Eni tra le migliori del Ftse Mib (Saipem in controtendenza), con Eni spinta anche dal fatto che l’Ad Descalzi ha confermato l’impegno in Libia e ha espresso la volontà di lanciare una nuova fase di investimenti nel Paese. Mentre il rialzo dei prezzi del gas continua a tenere banco, anche sul fronte politico, diventando uno dei temi caldi della campagna elettorale per le prossime elezioni, le utility restano osservate speciali in Borsa (Italgas, Snam Rete Gas, Hera, A2a, Enel e Terna). Per altro, come riporta Il Sole 24 Ore, la volatilità dei prezzi alimenta in misura esponenziale i problemi di approvvigionamento delle imprese e le aziende fornitrici di gas non faranno, nelle prossime settimane, nuovi contratti alle aziende che non siano quelle storicamente rifornite.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Spread in calo, tassi BTp short tem sui massimi

Chiusura in calo per lo spread tra BTp e Bund. I titoli decennali italiani si stanno apprezzando e lo spread con il Bund si è ridotto ulteriormente in chiusura rispetto all'ultimo riferimento. Il differenziale di rendimento tra il Btp decennale benchmark (Isin IT0005494239) e il pari scadenza tedesco è indicato a 223 punti base dai 231 punti del closing della vigilia. In netto calo, al 3,55%, anche il rendimento del decennale italiano (dal 3,67% dell'ultimo closing). Non ha pesato la notizia, riportata dal Financial Times, che i fondi speculativi hanno effettuato la più grande scommessa contro i titoli di stato italiani (oltre 39 miliardi di euro, il massimo da gennaio 2008).
Intanto, sul primario, il Tesoro ha assegnato in asta 2,5 miliardi di BTp short term con un rendimento che ha segnato un nuovo massimo dalla nascita della nuova scadenza biennale, proposta dall'inizio del 2021. Nel dettaglio, è stata collocata la quinta tranche del BTp scadenza 30 maggio 2024 con un rendimento lordo dell'1,86%, in rialzo di 16 punti base rispetto all'asta del mese scorso. L'importo richiesto è stato pari a 4,452 miliardi, per un rapporto di copertura di 1,78.

Segnali positivi dal Pil tedesco, pessimismo dall'indice Ifo

Intanto, sul fronte macro, sono arrivate indicazioni positive dal Pil tedesco, rivisto a +0,1% nel secondo trimestre e tornato così ai livelli prepandemia del quarto trimestre 2019 e sopra le attese. Su base annua l'incremento è dell'1,7 per cento. Nel primo trimestre la crescita dell'economia tedesca è stata dello 0,8%.
Non è positiva, invece, la fotografia scattata dall'indice Ifo tedesco. «Uno stato d'animo cupo aleggia sulla Germania», dice l'istituto privato Ifo nella pubblicazione mensile del suo indice sul clima delle imprese. In agosto l'indice è sceso a 88,5 punti da 88,7 in luglio. Le aziende intervistate sono risultate un po' meno soddisfatte dell'attività attuale e il forte pessimismo sulle prospettive per i prossimi mesi è praticamente rimasto invariato osserva l'Ifo. Un clima di incertezza tra le aziende rimane elevato e l'economia tedesca, nel suo insieme, dovrebbe contrarsi nel terzo trimestre.

Bce: a luglio consenso su approccio su rialzo tassi

La decisione presa a luglio dal consiglio direttivo di aumentare i tassi di interesse di 50 punti base anziché dei 25 previsti non ha rappresentato un cambiamento di strategia da parte della banca centrale ma un anticipo della stretta prevista a fronte delle spinte inflazionistiche in atto. E' quanto emerge dalle minute di quella riunione pubblicate oggi dalla banca centrale. I governatori - si legge nei verbali - hanno convenuto che nell'attuale quadro congiunturale appare opportuna un'ulteriore normalizzazione dei tassi di interesse e che l'anticipo dell'uscita dai tassi di interesse negativi ha consentito al Consiglio direttivo di passare a un approccio riunione per riunione per quanto riguarda le decisioni sui tassi di interesse. Il futuro andamento dei tassi - rilevano le minute - continuerà a dipendere dai dati e contribuirà a raggiungere l'obiettivo di inflazione del 2% nel medio termine.


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