ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Tonfo Nasdaq schiaccia le Borse, Milano chiude a -1%. Tesla affonda a Wall Street

Vendite su auto, tech e banche in Europa. Euro a 1,06 dollari

di Andrea Fontana

La Borsa, gli indici del 26 aprile 2022

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il netto peggioramento di Wall Street, e in particolare dell'indice NASDAQ COMP prima delle trimestrali delle big tech (stasera Microsoft e Alphabet, giovedì Amazon, Twitter e Apple) porta a una chiusura in rosso le Borse europee mentre sale ulteriormente la tensione dei Paesi Occidentali con Mosca sulla fornitura di armi all'Ucraina e sulle materie prime energetiche. Tutti i principali indici azionari, positivi per gran parte della giornata anche per l'impegno della banca centrale cinese a supportare l'andamento dell'economia, sono scivolati sul finale a causa delle vendite sui tecnologici, sulle auto e sulle banche. Francoforte (DAX 40), Madrid (IBEX 35)e Zurigo hanno perso oltre un punto percentuale, mentre Londra è rimasta in equilibrio e Parigi (CAC 40) ha contenuto la flessione.
Piazza Affari, che in apertura aveva agganciato quota 24mila punti nel FTSE MIB, ha ripiegato colpita dalle vendite sul settore automotive ma anche su banche e risparmio gestito.

Alta tensione Mosca-Londra, sospeso gas alla Polonia

L'alta tensione tra Russia e Paesi Occidentali sulla crisi Ucraina e i casi di Covi in Cina continuano a essere fattori di preoccupazione per gli investitori visto anche i riflessi sui prezzi delle materie prime e dell'energia. La sospensione delle forniture di gas della Russia alla Polonia, l'apertura della Germania all'embargo del petrolio russo e lo scontro verbale tra Mosca e Londra sulla fornitura di armi all'Ucraina stanno aumentando la pressione. Intanto sul tema Covid, Pechino ha annunciato test di massa sugli abitanti della capitale, con lo spettro del lockdown che ha già colpito Shanghai ormai da un mese che preoccupa gli investitori. D'altro canto, si guarda all'impegno della Banca centrale cinese a dare supporto all'economia. I prezzi del gas sono tornati vicini a 100 euro al megawattora.

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Le banche centrali restano sorvegliate speciali

«La gravità della situazione in Cina rischia di rallentare la crescita non solo in modo diretto visto la grandezza dell’economia, ma anche indirettamente intensificando le problematiche collegate alla catena di approvvigionamento su molti prodotti (già pesantemente influenzate dalla guerra)», sottolineano gli analisti di Mps Capital Services. Nonostante ciò, dalle banche centrali «continuano ad arrivare indicazioni orientate verso una rapida normalizzazione della politica monetaria (ultima la Bce che in assenza di eventi straordinari di breve termine, probabilmente aumenterà i tassi già nella prima parte del terzo trimestre)». L’eccezione oltre alla Banca del Giappone, resta quella Cinese (PBoC) che ha ribadito la volontà di fornire maggiore supporto all’economia, contribuendo a stabilizzare i mercati.

In rosso Wall Street, attesi dati Alphabet e Microsoft

Wall Street chiude in forte calo scendendo ai minimi delle ultime sei settimane in attesa delle prime trimestrali delle Big Tech: si comincia, dopo la chiusura dei mercati, con quelle di Alphabet e Microsoft. Il Dow Jones perde il 2,38% a 33.239,45 punti, il Nasdaq cede il 3,95% a 12.490,74 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 2,80% a 4.175,40 punti. I titoli Tesla hanno perso il 12,18% e bruciato 110 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. Il piano da 44 miliardi di dollari di Elon Musk per acquistare Twitter prevede 13 miliardi di debito da alcune delle maggiori istituzioni di Wall Street e 12,5 miliardi di prestito usando come collaterale i titoli Tesla. Musk non ha ancora comunicato nel dettaglio come finanzierà i restanti 21 miliardi in contati, alimentando l’ipotesi che posa dover vendere titoli della casa automobilistica.

Dati Usa deludenti sulla fiducia dei consumatori

Sul fronte macro, gli ordini di beni durevoli hanno registrato un rialzo inferiore alle attese: sono aumentati dello 0,8% rispetto al mese precedente a 275 miliardi di dollari, dopo il -1,7% di febbraio (rivisto dall'iniziale -2,2%); gli analisti attendevano un rialzo dell'1%. Si è trattato del nono aumento negli ultimi 12 mesi. Ad aprile, gli statunitensi si sono dimostrati poco meno ottimisti sull'economia rispetto al mese precedente, deludendo le attese. L'i ndice sulla fiducia redatto mensilmente dal Conference Board, gruppo di ricerca privato, e' sceso dai 107,6 punti di marzo (rivisto dall'iniziale 107,2) a 107,3 punti; gli analisti attendevano un dato a 108 punti.

Al via la stagione dei conti delle grandi banche: giù Hsbc

Dopo le banche americane è il momento dei numeri delle grandi banche europee. Positivi i numeri di Ubs che ha registrato il suo miglior primo trimestre in 15 anni. Migliori delle attese anche i conti della spagnola Santander (2,5mld di utili nel primo trimestre) che dopo una prima parte di giornata positiva sta scivolando in deciso rosso . Debole invece la più grande banca europea Hsbc nonostante gli utili siano scesi meno di quanto atteso dagli investitori, ma con la banca che ha annunciato che sono meno probabili dei buy back per il 2022 a causa della debolezza economica e delle pressioni inflattive. Male la performance sul Ftse100. Nei prossimi giorni arriveranno i conti di Credit Suisse, Deutsche Bank e Barclays, tra le altre.

A Milano banche in ordine sparso, ma corre Mps

Il FTSE MIB scivola dopo essere arrivato ad agganciare i 24miila punti in mattinata. Male Stellantis, Pirelli e Cnh nell'automotive, tra i bancari giù in particolare Unicredit. Si è spenta Telecom dopo un inizio vivace: nel corso dell'assemblea di Vivendi è stato confermato il pieno supporto del socio francese al management di Telecom Italia e al piano industriale in preparazione e definito «ambizioso». Stmicroelectronics oscilla attorno alla parità alla vigilia dei risultati del primo trimestre, che secondo gli analisti saranno positivi. Forte risalita per Banca Mps dopo le parole del ministro dell'Economia, Daniele Franco, secondo cui una cesMonte dei Paschi sione della quota di controllo detenuta dal Mef nell'istituto potrà avvenire solo dopo l'aumento di capitale da realizzare entro fine 2022. Positiva la reazione di Iveco Group ai conti trimestrali: ricavi e risultato operativo delle attività industriali superiore alle previsioni.

Dollaro in corsa schiaccia l'euro, lo yen torna «bene rifugio»

La ripresa della corsa del dollaro schiaccia l'euro sotto quota 1,07 contro il biglietto verde, ai livelli del marzo 2020. Il ritorno di un clima di avversione al rischio, complice l'aumento dei casi di Covid in Cina e l'attesa per i rialzi dei tassi negli Usa, hanno dato nuova linfa agli acquisti sul biglietto verde con il Dollar Index salito nella notte ai massimi da due anni. Di conseguenza, l'euro ha toccato un minimo a 1,064, livello che non vedeva dal 20 marzo 2020 quando ha toccato un minimo intraday di 1,0637 dollari. «Dalla Bce, per ora, nessun segnale di allarme per il livello della moneta unica - osservano gli analisti di ActivTrades - in una discesa costante e progressiva che a breve dovrebbe cominciare a preoccupare qualcuno a Francoforte».

Tornano gli acquisti anche sullo yen, con la moneta unica tornata sotto quota 137. «Sullo yen segnaliamo, dopo tanta discesa, un ritorno del risk off e della valuta giapponese come asset rifugio - dicono gli analisti - considerato il fatto che il dollaro/yen ha cominciato a ripiegare sotto quota 128 già nella seduta di lunedì 25 aprile, trascinando con sé tutti i cross della divisa giapponese, specie contro euro. Man mano che gli altri Paesi alzeranno i tassi - aggiungono - mentre la BoJ resterà accomodante, lo yen tornerà a rappresentare un asset rifugio, da acquistare nei momenti di paura degli investitori. E qualcosa, in questo senso, si intravede».

BTp, rendimento 10 anni resta sopra 2,5%

Chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005436693) e il pari durata tedesco è indicato a 174 punti base dai 172 punti della vigilia. In flessione, invece, il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione al 2,55% dal 2,59% precedente.

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