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Borse positive con Fed «paziente» e novità su Brexit. Spread giù sotto 260

di Chiara Di Cristofaro e Stefania Arcudi

5' di lettura

Una Federal Reserve «paziente» sui tassi, l'apertura di Theresa May a uno slittamento della Brexit oltre il 29 marzo e lo spread tornato sotto quota 260 punti (259 alla chiusura, contro i 267 dell'avvio e i 265 di ieri): è questa la "ricetta" che ha spinto le Borse europee ad azzerare i ribassi e chiudere in positivo (Milano +0,11%, Parigi +0,13%, Francoforte +0,31% e Madrid +0,25%). Unica in rosso Londra (-0,45%), pur avendo ridotto le perdite dopo che la premier ha annunciato che «lascerà al Parlamento la scelta» di rinviare la scadenza «per un periodo breve e limitato», se i deputati respingeranno l'intesa del governo con l'Ue, ma chiederanno comunque un accordo. Sull'altra sponda dell'Atlantico il numero uno della Fed Powell ha parlato di un outlook positivo, ma di segnali contrastanti sull’economia.

Sul fronte internazionale, in attesa dell'incontro tra il presidente Usa Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong Un in Vietnam e di novità sul fronte commerciale, gli investitori guardano ai dati macro in calendario oggi soprattutto negli Usa (sotto le stime il dato sull'avvio di nuovi cantieri, sceso al minimo in oltre due anni, bene l'indice sulla fiducia dei consumatori), ma soprattutto alla testimonianza al Senato del numero uno della Fed Jerome Powell, sulla politica monetaria e lo stato dell'economia. Il presidente della Banca centrale americana, durante la testimonianza alla Commissione bancaria del Senato, ha detto che l'economia statunitense gode di buona salute e l'outlook resta «favorevole», ma «negli ultimi mesi sono stati osservati segnali contrastanti».

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Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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La Brexit torna sotto i riflettori , corre la sterlina , debole Londra
Sul fronte Brexit, May ha appunto aperto alla possibilità di un’estensione della deadline (29 marzo), qualora non riuscisse a trovare un accordo con la Ue. La premier si è detta comunque personalmente contraria a un rinvio, dicendo di non poter andare al di là del mese di giugno, perché, altrimenti il Regno Unito dovrebbe partecipare alle elezioni europee previste per il prossimo mese di maggio. Domani si voterà comunque sull’emendamento Cooper, che, nel caso fosse approvato, obbligherebbe di fatto il Governo a chiedere un’estensione dell’Art.50. Sempre domani, sottolineano gli analisti di Mps Capital Services, il Partito Laburista sarebbe intenzionato a chiedere al Parlamento un nuovo referendum sulla Brexit, un’ipotesi che sembra piacere particolarmente agli operatori a giudicare dal rally della sterlina. In effetti, «se tale eventualità dovesse essere implementata, i pro-Brexit potrebbero a quel punto preferire una soft-Brexit piuttosto che il rischio di non vederla mai realizzata», secondo gli analisti.

A Piazza Affari corrono banche, sprint Ferrari dopo dividendo
A Milano positive le banche, che han ritrovato quota dopo un avvio debole, con Banco Bpm (+3,58%) prima della classe, seguita da Ubi Banca (+1,93%) e Mediobanca (+1,55%). A passo rapido anche Salvatore Ferragamo(+1,52%), dopo i buoni riscontri dell'ultima sfilata e la nomina di Paul Andrew a direttore creativo, Diasorin (+1,83%) e Saipem (+0,93%), sostenuta da una valutazione positiva di Berenberg. Accelerata nel finale per Ferrari (+1,29%), dopo la proposta di dividendo da 1,03 euro per azione. Prese di beneficio su St (-1,51%). In calo Fiat Chrysler Automobiles (-0,68%), che non ha fatto in tempo a beneficiare della notizia, arrivata sul filo della chiusura, di nuovi investimenti negli Stati Uniti per 4,5 miliardi di dollari per la costruzione di un nuovo impianto produttivo a Detroit e per l'aumento della produzione di cinque stabilimenti in Michigan. Con questi interventi il gruppo automobilistico stima la creazione di circa 6.500 nuovi posti di lavoro. Positive le utility (Snam +0,99%, Enel+0,87%), con A2a più debole (-0,69%) dopo i conti preliminari, positivi, ma non eccessivamente brillanti (Mol +3% a 1,23 miliardi, debito netto in calo a 3 miliardi). In coda al listino Azimut (-1,28%) e Telecom (-1,23%), colpita da prese di beneficio dopo i guadagni della vigilia. Fuori dal listino principale, la migliore è stata Biancamano(+23,31%): la società di raccolta e smaltimento dei rifiuti ha fornito informazioni aggiuntive su una serie di commesse acquisite per un totale di 242 milioni di euro. Tra le peggiori Mondo Tv Suisse(-12%) e Neosperience (-11,41%).

In Europa deboli le auto, bene le banche
I listini europei hanno dunque virato in positivo nel finale, sostenuti in particolare da energetici, comparto chimico e vendita al dettaglio (+1,98% l'indice Euro Stoxx 600 di settore). Debole il comparto auto (-0,4%), con Peugeot in forte ribasso a Parigi (-2,94%), dopo i risultati di bilancio, e Volkswagen in calo contenuto a Francoforte (-0,11%), che investirà fino a 1,7 miliardi di dollari in una joint venture con Ford Motor per lo sviluppo di vetture autonome. Positive le banche, in particolare Deutsche Bank (+1,06% a Francoforte) e Barclays (+3,57%) a Londra.

BoT, assegnati semestrali per 6 mld, rendimento in lieve rialzo a -0,007%
Buona domanda e rendimento in leggero rialzo per i BoT semestrali assegnati oggi dal Tesoro. Nel collocamento odierno il Tesoro ha emesso 6 miliardi di Buoni a 6 mesi scadenza 30/08/2019 spuntando un rendimento pari a -0,007%, in aumento di 2 centesimi rispetto all'asta del mese precedente. Buona la domanda, che si è attestata a 9,9 miliardi di euro, con un rapporto tra domanda e offerta pari a 1,65. Il regolamento dell'asta cade sul prossimo 28 febbraio.

Spread in calo, torna sotto 260 punti
Ancora una chiusura in calo per lo spread tra BTp e Bund che continua a beneficiare della decisione dell'agenzia Fitch di confermare il rating sull'Italia. Al termine della seduta il differenziale di rendimento tra il BTp benchmark dicembre 2028 (Isin IT0005340929) e il pari scadenza tedesco si attesta a 259 punti dai 265 punti base del finale di ieri (276 punti base la chiusura di venerdì scorso). In netto calo anche il rendimento dei BTp decennale benchmark che è indicato in chiusura al 2,71% dal 2,77% registrato al closing di ieri.

Andamento dello spread Btp / Bund
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Attenzione alla sterlina. Il petrolio prosegue debole
Sul mercato valutario, l’euro/dollaro rimane inchiodato in area 1,1350, mentre è risultata in marcato apprezzamento la sterlina dopo le ultime indiscrezioni sull’ipotesi sempre più realistica di rinvio della scadenza del 29 marzo sulla Brexit. L’euro/sterlina si st avvicinando questa mattina al supporto in area 0,86 che ha finora arginato tutte le fase di calo del cambio. Questa notte, sottolineano gli analisti di Mps Capital Services, stabile lo yuan dopo il forte apprezzamento di ieri, mentre si è leggermente apprezzato lo yen in scia a qualche presa di profitto sull’azionario. Petrolio in calo anche oggi dopo il sell-off della vigilia con i prezzi del Brent scesi dal livello di resistenza chiave di 67 dollari alla zona di 65,0 la notte scorsa, dopo che il tweet del Presidente Trump indirizzato all'Opec recitava «relax and take it easy», mettendo in guardia contro i prezzi elevati dell'energia, sottolinea Margaret Yang analista di CMC Markets Singapore. Trump ha in precedenza criticato gli alti prezzi del petrolio e ha esercitato pressione politica per indebolire gli sforzi dell'Opec per aumentare i prezzi. «Il guadagno del 33% del greggio del 24 dicembre 2018 sta ora affrontando una pressione sia tecnica che politica», sottolinea.

In Usa dati sull'immobiliare sotto le stime, bene la fiducia
A dicembre i nuovi cantieri edili avviati negli Stati Uniti sono calati molto più del previsto portandosi sui minimi di oltre due anni. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Commercio americano, l'indice che misura l'avvio di nuovi cantieri ha registrato una flessione dell'11,2% a dicembre su novembre al tasso annualizzato pari a 1,078 milioni di unità. Il dato è peggiore delle previsioni degli analisti, che attendevano un decremento dell'1,3%. I permessi per le costruzioni, che anticipano l'attività futura del settore edilizio, sono aumentati dello 0,3% a 1,326 milioni di unità contro un consenso per un -2,9%.
Viceversa, a febbraio, gli americani si sono dimostrati più ottimisti sull'economia. L'indice sulla fiducia redatto mensilmente dal Conference Board, gruppo di ricerca privato, è salito a 131,4 punti, dopo i 121,7 di gennaio (dato rivisto dall'iniziale 120,2 punti). Il dato è migliore delle stime degli analisti, che attendevano un 123,3 punti.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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