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La crisi del gas frena le Borse e affonda l’euro, Milano chiude a +0,6%

Tensioni sui mercati dopo lo stop di Gazprom al gas in Polonia e Bulgaria, ma von der Leyen rassicura: «Siamo preparati». La moneta unica cala ai minimi da marzo 2017 sul dollaro, spread chiude in rialzo a 175 punti

di Enrico Miele

La Borsa, gli indici del 27 aprile 2022

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il conflitto in Ucraina, che a livello economico si sta trasformando sempre di più in una guerra del gas tra Russia ed Europa, frena le Borse del Vecchio Continente dopo una seduta ad alta volatilità e manda a picco l’euro sceso a 1,05 dollari, ai minimi da marzo 2017. Un nervosismo dettato in primo luogo dalla decisione del colosso energetico Gazprom che ha confermato lo stop alle forniture di gas a Bulgaria e Polonia per l'assenza di pagamenti in rubli, mossa voluta da Mosca in risposta alle sanzioni internazionali. Il mercato valuta quindi con preoccupazione l'impatto della nuova crisi energetica, che si aggiunge all'imminente stretta di politica monetaria e ai timori legati ai lockdown per Covid in Cina, dove però i listini sono rimbalzati grazie a un allentamento dei contagi. I mercati europei hanno cambiato spesso direzione di marcia, con Wall Street più volte sul punto di fallire l’atteso rimbalzo a causa di una serie di trimestrali in chiaroscuro, dalla delusione per i conti Alphabet a quelli di Microsoft sopra le stime. In questo clima, a Milano il FTSE MIB ha terminato con un guadagno dello 0,6% trainato soprattutto da Nexi, Saipem e il lusso con Moncler. Poco sopra la parità Stmicroelectron dopo i conti del primo trimestre superiori alle previsioni. Sale anche Banco Bpm all’indomani della decisione di Fitch di assegnare i nuovi rating all’istituto. In fondo Amplifon e Leonardo - Finmeccanica.

Wall Street chiude debole, sale Microsoft

Si muove in rialzo anche Wall Street, dopo la seduta in forte calo di martedì 26 aprile per poi chiudere debole con Dow Jones a +0,19%, Nasdaq a -0,01% e S&P 500 a +0,21%. Gli indici statunitensi, comunque, vanno verso il terzo calo mensile dall'inizio dell'anno. Sull'azionario, il titolo di Tesla recupera dopo aver perso il 12,8% alla vigilia, cancellando 125,98 miliardi di dollari di capitalizzazione. Gli investitori mostrano nervosismo per l'acquisto di Twitter da parte di Elon Musk, l'amministratore delegato di Tesla, e temono che possa procedere con una massiccia vendita delle sue azioni per pagare una parte dei 44 miliardi di dollari dovuti per l'operazione. Twitter, dopo aver perso martedì il 3,93%, è ancora in calo.Lunedì, il titolo aveva guadagnato il 5,66% alla notizia dell'accordo. Microsoft Corp è in rialzo dopo utili e ricavi sopra le attese, mentre Alphabet è in rosso per conti al di sotto delle stime. Il titolo di General Motors è in progresso, dopo aver mantenuto invariata la guidance per il 2022, nonostante i problemi alle catene di approvvigionamento e l'aumento dei costi. Sul fronte macroeconomico, numeri record per il deficit commerciale degli Stati Uniti. Il disavanzo è aumentato a marzo rispetto al mese precedente, al contrario delle attese degli esperti, del 17,8% a 125,3 miliardi di dollari, dato record, contro attese per 105 miliardi.

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Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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A Piazza Affari giù le utility, acquisti su Nexi e Moncler

Tra i principali titoli milanesi, sono in "rosso" a fine seduta le utility mentre le banche chiudono in ordine sparso. Gli acquisti premiano Nexi, Moncler e Pirelli & C, deboli invece A2a, Amplifon e Leonardo - Finmeccanica. Realizzi su Iveco Group dopo la corsa della vigilia. I conti migliori delle previsioni hanno sostenuto Stmicroelectronics, mentre Unicredit è rimasta sotto i riflettori in vista della pubblicazione di una trimestrale che farà luce sull'impatto della guerra in Ucraina sul bilancio dell'istituto italiano più esposto alla Russia. Le vendite hanno penalizzato anche Diasorin con le quotazioni che beneficiano delle indicazioni arrivate ieri a mercato chiuso dalla concorrente Qiagen, che ha annunciato una trimestrale positiva.

Deutsche Bank debole, mercato teme pressioni su costi

Il miglior utile trimestrale da nove anni a questa parte non basta a sostenere il titolo Deutsche Bank, che alla Borsa di Francoforte è tra i peggiori. Nei primi tre mesi dell'anno l'istituto tedesco ha registrato un utile netto di 1,06 miliardi, in crescita del 17% su base annua. I ricavi sono aumentati del 3% a 7,3 miliardi. Gli investitori si stanno tuttavia concentrando sull'andamento dei costi, dato che l'aumento dei salari e gli oneri normativi hanno riacceso i timori sulla capacità dell'amministratore delegato Christian Sewing di contenere le spese. «Il quadro che emerge dalle trimestrali europee è quantomai variegato - commenta Luigi Nardella - l’impatto che inflazione, esposizione alla Russia e criticità legate ai lock-down cinesi dovuti al covid hanno sui margini e/o sui volumi di produzione è diverso tra settori e società: ad esempio Nestlè e Procter Gamble hanno avuto ottimi risultati potendo aumentare i prezzi, General Electric invece ha subito le difficoltà di approvvigionamento».

Euro sui minimi dal 2017, dollaro ancora in rialzo

La ricerca di porti sicuri premia il dollaro, mentre l'euro scivola ai minimi dall'aprile 2017 contro il biglietto verde: la moneta unica europea è scesa brevemente sotto quota 1,06 con un minimo a 1,0571 mentre il Dollar Index si conferma sui massimi da due anni. A pesare sulla moneta unica, i timori di un rallentamento economico a causa delle conseguenze della guerra in Ucraina e dell'inasprirsi delle tensioni sul fronte energetico, dopo lo stop della Russia al gas per Polonia e Bulgaria.

Spread chiude in rialzo a 175 punti, tasso al 2,58%

Chiusura in frazionale rialzo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari durata tedesco è indicato a 175 punti base, uno in più rispetto ai 174 punti del riferimento della vigilia. Aumento più sensibile per il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione al 2,58% dal 2,55% del 26 aprile.

BoT, assegnati semestrali per 5 mld, rendimento +18 cent

Buona domanda e rendimento in lieve rialzo, infine, per i BoT semestrali assegnati nelle scorse ore in asta del Tesoro. Nel dettaglio, il Tesoro ha emesso 5 miliardi del BoT con scadenza 31/10/2022 a fronte di una domanda pari a 7,471 miliardi di euro con un rapporto tra domanda e offerta pari a 1,49. Il rendimento ha segnato un rialzo di 18 centesimi attestandosi a -0,308 per cento. La data di regolamento dell'emissione cade sul prossimo 29 aprile.

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