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Borse fiacche, Piazza Affari sale al top da 5 mesi con spread sotto 250

di Chiara Di Cristofaro e Cheo Condina


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(REUTERS)

5' di lettura

Seduta fiacca per le Borse europee in attesa della riunione Bce di domani, da cui potrebbero arrivare indicazioni sul nuovo round di prestiti alle banche Tltro. Così, mentre Wall Street viaggia in rosso dopo il balzo del deficit commerciale a 59,8 miliardi a dicembre (nel 2018 top da 10 anni), Piazza Affari è ancora una volta la migliore: a Milano l'Ftse Mib chiude a +0,65%, al top da fine settembre con il guadagno da inizio anno che ormai tocca il 14%. Tra i migliori titoli spiccano le banche, con Ubi in rialzo del 4,2%, in scia al nuovo calo dello spread (che chiude a 249 punti base), ancora Telecom Italia(+2,7%) e Fiat Chrysler Automobiles, che balza del 3,6% sulle ipotesi di nuove alleanze dopo l'apertura del Ceo Mike Manley dal Salone dell'Auto di Ginevra. Acquisti anche sulle utility e su Saipem(+1,8%). In coda al listino, invece, oltre a Stmicroelectron (-3,6%), Amplifon e Prysmian cedono rispettivamente il 3,5% e il 3% dopo i risultati 2018 sotto le attese. Fuori dal listino principale vola Cerved Information Solutions(+13,2%) sull'interesse del private equity americano Advent a rilevare la società con un'offerta pubblica. Sul mercato valutario, l'euro resta sulla soglia degli 1,13 dollari, per la precisione a 1,132, poco mosso rispetto a ieri. Contro yen l'euro è scambiato a 126,5 mentre il dollaro/yen quota 111,74. Il petrolio arretra con il Wti consegna aprile che cede lo 0,8% a 56,1 dollari al barile.

Usa, deficit commerciale a 59,8 mld $ dicembre, nel 2018 top da 10 anni
Il deficit commerciale negli Stati Uniti a dicembre è cresciuto più delle stime chiudendo un anno in cui il dato ha raggiunto il livello più alto da dieci anni a questa parte. Stando a quanto annunciato dal dipartimento del Commercio, il deficit è salito del 18,8% rispetto al mese precedente a 59,8 miliardi di dollari. Gli analisti si aspettavano un deficit di 57,3 miliardi. Le esportazioni sono scese dell'1,9% su novembre a 205,12 miliardi di dollari; le importazioni sono salite del 2,1% a 264,89 miliardi. Il deficit commerciale di novembre è stato rivisto a 50,30 miliardi da 49,31 miliardi. Il deficit commerciale nel 2018 è aumentato a 621 miliardi, massimi che non si vedevano dal 2008 (nel pieno della recessione) quando il deficit fu pari a 709 miliardi. Il dato doveva essere pubblicato il 5 febbraio scorso ma è stato posticipato per via dello shutdown, finito il 25 gennaio. Per la Casa Bianca di Donald Trump si tratta di un brutto colpo visti gli sforzi per frenare il deficit, anche a colpi di dazi.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Male il settore auto, ma a Milano Fiat vola in cima al listino
Tra i settori europei, pesante il comparto auto con le principali case automobilistiche tedesche e francesi in netto calo: «Sul fronte aziendale, le preoccupazioni per il settore automobilistico sono nuovamente tornate a galla a causa del profit warning da parte di Schaeffler», spiega By Michael Hewson di CMC Markets. Il produttore di pezzi di ricambio e di catene ha adeguato i propri obiettivi per il 2020 annunciando anche la perdita di 900 posti di lavoro, incluse 700 posizioni in Germania. Anche i ricavi dell'intero anno sono stati inferiori alle attese attestandosi a 14,24 miliardi di euro, inferiori alle aspettative di 14,35 miliardi di euro. In controtendenza a Piazza Affari Fiat Chrysler Automobiles che segna una delle performance migliori del listino, dopo che ieri l'ad Manley al Salone di Ginevra ha confermato che il gruppo prosegue col piano in Italia e ha detto che è aperto a nuove alleanze. Confermati i target al 2022. Gli investitori ragionano sulla possibile collaborazione con Psa anche se, secondo gli analisti, non c'è ancora nulla di concreto sul tavolo. Un sito specializzato riporta l'ipotesi che il direttore finanziario Richard Palmer possa entrare nel cda e assumere il ruolo di co-ceo insieme a Manley. Acquisti anche su Saipem, ben comprate le utility conEnel, Italgas e Snam Rete Gas in evidenza. Bene ancora Telecom Italia dopo che ieri è passato di mano l'1% del capitale. Continuano le vendite su Amplifon dopo i dati diffusi ieri, con i dati in linea con le attese e sui realizzi dopo la recente corsa. Male anche Campari che ha iniziato a scendere dopo i conti di ieri.

Prysmian senza pace, tonfo dopo conti deludenti del 2018
Dopo il caso Western Link dei giorni scorsi, Prysmian oggi ha pagato i conti deludenti del 2018: il titolo non ha fatto prezzo in avvio ed è arrivato a perdere il 7% per poi chiudere in profondo rosso. I dati diffusi ieri a Borsa chiusa, scrivono gli analisti di Morgan Stanley in una nota, sono stati deludenti per l'intero 2018 e il quarto trimestre non si è chiuso nel modo migliore. «Detto questo - scrive Morgan Stanley - la traiettoria degli utili non è cambiata in modo significativo, con ragionevole fiducia sui progetti Western Link e Viking, sinergie e debito, ma le valutazioni restano depresse». I ricavi del gruppo sono risultati in linea con le attese, mentre l'ebitda adjusted è risultato inferiore alle attese. Dal lato positivo, la generazione di free cash flow è stata solida e il debito netto a 2,2 mld alla fine del 2018 è migliore delle attese.

Valute ingessate, euro/dollaro resta a 1,13. Tiene la sterlina
Movimenti limitati sul mercato valutario, in attesa di novità dalle banche centrali. Ieri il cambio euro/dollaro era momentaneamente sceso sotto 1,13, trovando un importante livello di supporto a 1,1280 per poi tornare sulla soglia di 1,13. Tiene la sterlina (l'euro/sterlina di nuovo sopra 0,86) dopo le indiscrezioni sul mancato accordo tra Ue e Gran Bretagna. «Dopo 5 sessioni negative, la sterlina ha trovato supporto intorno al livello di 1,3150 dollari - commenta Ricardo Evangelista di ActivTrades - nonostante non ci siano notizie positive da Bruxelles. L'ottimismo della sterlina significa che i mercati sono fiduciosi che, nonostante le difficoltà nel trovare un accordo reciprocamente accettabile tra il Regno Unito e l'Ue, uno scenario di non accordo alla fine del mese sia molto improbabile mentre un'estensione alla scadenza del 29 marzo sia molto più plausibile».

Petrolio in rosso, mercato in cerca di direzione
In calo i prezzi del greggio, dopo i rialzi della vigilia. «Il greggio sta ballando nel range di contrattazione laterale tra 55 e 57,5 dollari, senza una direzione chiara», sottolinea Carlo Alberto De Casa di ActivTrades. «Ci sono diversi driver di mercato, che stanno tirando i prezzi verso lati opposti. L'ultimo rapporto Api ha mostrato una crescita sorprendente delle scorte: un fattore ribassista per il petrolio. D'altro canto, le decisioni dell'Opec e tensioni geopolitiche potrebbero rappresentare elementi rialzisti», spiega. Inoltre, il principale driver potrebbe rivelarsi un risultato positivo dai colloqui commerciali Usa-Cina. «Da un punto di vista tecnico una caduta sotto i 55 dollari indicherebbe che gli orsi stanno prevalendo, mentre un altro attacco alla resistenza piazzata a 57,3 sarebbe un segnale positivo», conclude.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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