ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Borse, l’Europa frena ancora prima del lavoro Usa. Milano chiude a -1%

Peggio delle attese il dato sui sussidi alla disoccupazione negli Stati Uniti. In Europa, deludono gli ordini all'industria in Germania. In attesa dei dati sull’occupazione Usa in arrivo venerdì, i mercati continuano a interrogarsi sulle intenzioni delle banche centrali. La Bce conferma la necessità di agire per abbassare l'inflazione

di Chiara Di Cristofaro ed Eleonora Micheli

La Borsa, gli indici del 6 ottobre 2022

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee tirano ancora il freno alla vigilia del rapporto mensile sul lavoro americano. Pur in presenza di richieste di sussidi di disoccupazione settimanali superiori alle previsioni, i dati sui nuovi posti nel settore privato e le dichiarazioni dei vari rappresentanti della Federal Reserve - sia Neel Kashkari della Fed di Minneapolis sia Loretta Mester della Fed di Cleveland hanno fatto capire che i rialzi dei tassi non stanno per finire - hanno ridimensionato ulteriormente le speranze degli investitori per una stretta meno aggressiva. La mattinata in Europa era comunque partita sottotono con gli ordini all'industria tedeschi (-2,4% ad agosto su luglio) e le vendite al dettaglio dell'Eurozona (-0,3% sul mese) che hanno mostrato segni negativi. In coda il FTSE MIB di Milano, appesantito dalla debolezza di banche e titoli finanziari. Prevalgono le vendite anche a Wall Street che chiude negativa. Il Dow Jones perde l’1,15% a 29.926,47 punti, il Nasdaq cede lo 0,68% a 11.073,31 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l’1,03% a 3.744,40 punti.

Alcuni dati macro deludenti a inizio settimana avevano fatto presupporre che la Fed, e probabilmente anche la Bce, sarebbero state più prudenti nel rialzo dei tassi nei mesi venturi, favorendo il rimbalzo. Nelle minute dell'ultima riunione, anche Francoforte ha confermato la necessità di agire per abbassare l'inflazione.

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I dati Usa e l'attesa per la disoccupazione di venerdì

Nella seduta di mercoledì 5 ottobre, però, negli States sono stati annunciati nuovi dati che hanno messo in evidenza la tenuta dell’economia, smorzando dunque le speranze che l’istituto centrale possa rivedere l’intenzione di stringere la corda in modo deciso, alzando notevolmente il costo del denaro. Ma se il dato sui nuovi posti di lavoro nel settore privato è stato più alto delle attese, sono andati male i numeri sui sussidi alla disoccupazione, aumentati più del previsto nell'ultima settimana. Adesso gli occhi sono puntati sul dato ufficiale sul mercato sull’occupazione di settembre, seguito da vicino dagli economisti della Fed, che comunque sono consapevoli anche che il mercato del lavoro si muove sempre con ritardo rispetto al ciclo economico. Al momento le speranze che la Fed riduca la sua politica aggressiva sui tassi, sono molto basse soprattutto dopo vari interventi dei suoi funzionari che spingono per rialzi consistenti. Il presidente della Fed di Atlanta, Raphael Bostic, aveva dichiarato che avrebbe voluto vedere i tassi tra il 4% e il 4,5% entro la fine del 2022, "e quindi mantenere quel livello e vedere come reagiscono l'economia e i prezzi". Il numero uno della Fed di Minneapolis, Neel Kashkari, ha affermato che la banca centrale ancora del lavoro da fare per contenere l'iinflazione.

Pirelli la migliore a Milano, male le banche

A Piazza Affari si distingue Pirelli insieme ad altri titoli industriali come Interpump, StMicroelectronics e Iveco. L'attenzione rimane puntata su Banca Generali: l'ipotesi che Generali stia valutando anche operazioni di acquisizioni meno impegnative rispetto a Guggenheim Partners fa rientrare in parte la speculazione sulla vendita del risparmio gestito da parte di Trieste. Volatilità per l'industria petrolifera: Saipem, dopo la fiammata degli ultimi giorni, è debole, salgono Eni e Tenaris. Tiene Ferrari mentre l'altra supercar appena quotata, Porsche, è diventato il gruppo auto a maggiore capitalizzazione di Borsa con circa 84 miliardi d euro.
Fuori dal mercato principale, volatile Banca Mps: le incognite sulla sottoscrizione dell'aumento di capitale sono al centro del dibattito prima del via all'operazione da 2,5 miliardi.

Lo spread BTp/Bund sopra i 240 punti

Chiusura sopra i 240 punti per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario. I Btp a dieci anni portano il rendimento sopra il 4,5%, spinti anche dall’avvertimento di Moody’s che se non saranno rispettati gli step del Pnrr, l’Italia rischierà una sforbiciata al giudizio sul proprio debito. Non solo: nella seduta di mercoledì sono arrivati anche i dati Bce relativi agli acquisti Pepp nel periodo agosto-settembre da cui è emerso che l’istituto sta allentando la presa sui titoli periferici, con gli a cquisti netti italiani che sono stati negativi per 1,2 mld euro (nel bimestre precedente +9,76 mld). «C’è da considerare - dicono gli analisti di Mps Capital Services - che il portafoglio governativo si è ridotto di 4,32 mld probabilmente a causa del fatto che alcuni titoli scaduti a fine settembre non sono ancora stati reinvestiti pienamente».

Greggio torna a salire dopo il maxi-taglio dell'Opec+

Il maxi-taglio della produzione dei Paesi Opec+, di 2 mln di barili al giorno spinge la volatilità sul greggio che torna a salire in serata. La decisione del cartello è stata criticata dall’amministrazione Usa che ha accusato l’Opec+ (indirettamente quindi l’Arabia) di essersi allineata con la Russia. «Considerato che la produzione effettiva stimata del cartello è in questo momento inferiore di circa 3 mln b/g al target, il taglio si traduce in una riduzione reale nell’ordine di 1-1,1 mln b/g», spiegano gli analisti di Mps Capital Services. «Se in concreto non cambia poi molto, sta di fatto che la decisione ha un forte valore simbolico dal punto di vista politico», aggiungono.

Prezzo del gas resta sopra i 170 euro

Dal fronte russo, il vicepremier Novak in reazione al nuovo round di sanzioni al Paese annunciate dalla Ue, tra cui il price cap sul petrolio, ha dichiarato che tale decisione porterà a un taglio temporaneo della produzione russa e a un deficit di produzione a livello globale. Le dichiarazioni hanno anche influenzato il prezzo del gas arrivato a salire del 7% nella seduta della vigilia mentre i prezzi ad Amsterdam sono oggi volatili, oscillando in un range tra 167 e 183 euro al MWh.


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