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Le Borse Ue frenano con Fed «falco» e Ucraina. A Milano (-0,59%) non basta rally Atlantia

Si prospetta una possibile guerra di offerte per il controllo della holding infrastrutturale. Dopo i rumor sono uscite allo scoperto le due cordate

di Stefania Arcudi

Aggiornato alle 18.50

La Borsa, gli indici del 7 aprile 2022

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee hanno finito in calo una seduta ondivaga, che ha visto gli indici cambiare varie volte passo e arrivare anche a guadagnare oltre un punto. Così hanno ceduto ai ribassi il FTSE MIB di Milano, il CAC 40 di Parigi, il DAX 40 di Francoforte, l'IBEX 35 di Madrid, il Ftse 100 di Londra e l'AEX di Amsterdam.
I riflettori sono puntati sulle evoluzioni della guerra in Ucraina, mentre si valutano nuove sanzioni a Mosca e prosegue il braccio di ferro sul gas russo, ma il vero ago della bilancia sono state le scelte delle banche centrali: se gli investitori ritengono che la Bce terrà un approccio più morbido, anche in attesa di capire le ricadute del conflitto sull’economia e la crescita, la Federal Reserve ha messo in chiaro che preferirà una via più aggressiva, con rialzi di 50 punti base nelle prossime riunioni. Per altro, il governatore della Fed di St. Louis, James Bullard, ha auspicato che la Banca centrale americana alzi velocemente i tassi d'interesse per contrastare l'inflazione, arrivando presto al 3,5% (nella riunione di marzo è stato deciso un incremento di 25 punti base a 0,25%-0,50%).

Wall Street in rosso. Sussidi ai minimi dal 1968

Wall Street è in calo, per la terza seduta consecutiva. Gli investitori si preparano alla stretta della Federal Reserve, pronta ad agire velocemente e in modo più aggressivo per frenare l'inflazione. Intanto, il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno richiesto i sussidi di disoccupazione, nella settimana terminata il 2 aprile, è diminuito di 5.000 a 166.000, secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro; le attese erano per un dato a 200.000. Si tratta del dato più basso dal 1968. Resta poi da valutare quale sarà l'impatto dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia: per la segretaria al Tesoro statunitense, Janet Yellen, «avrà enormi ripercussioni economiche per il mondo».

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Focus sulle banche centrali, Bce frenata dall'incertezza

Dopo i verbali pubblicati mercoledì sera dalla Federal Reserve Usa, che hanno confermato la forte stretta monetaria in arrivo negli Stati Uniti, nella seduta di giovedì è stata la volta della Bce. Dai verbali della riunione del 10 marzo scorso, quando l’istituto di Francoforte stupì il mercato per la svolta più restrittiva del previsto, è emerso che i governatori erano propensi a procedere sulla strada del ritiro dello stimolo monetario ritenendo che le condizioni per l'aumento dei tassi erano state soddisfatte o stavano per esserlo. Al tempo stesso, «è stato affermato che rimaneva incerto quanto sarebbe stato persistente l'aumento degli indicatori dell'inflazione di fondo, dato il ruolo dei fattori temporanei legati alla pandemia e gli effetti indiretti dell'aumento dei prezzi dell'energia». È stato inoltre osservato che, anche se i criteri della forward guidance potevano essere ritenuti soddisfatti, l'incertezza del momento era molto elevata e il rispetto dei criteri era una condizione necessaria ma non sufficiente per un primo rialzo dei tassi ufficiali.

A Piazza Affari l'attenzione è tutta su Atlantia e Tim

Sul listino milanese occhi puntati su Atlantia che non ha fatto prezzo in apertura (+10% teorico) per poi entrare in contrattazione in rally, dopo che i fondi Gip e Brookfield hanno confermato di aver presentato ai Benetton una proposta preliminare non vincolante per rilevare la società. La famiglia di Ponzano Veneto, inoltre, secondo indiscrezioni potrebbe lanciare un'offerta difensiva insieme a Blackstone.
Sotto i riflettori anche Telecom Italia, con il crescente interesse dei fondi di investimento per gli asset del gruppo. Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, il private equity Apax ha avviato approfondimenti puntando ad alcune delle attività che confluiranno nella società dei servizi (ServCo) di Tim. Quella di Apax sembra la candidatura più credibile (e potrebbe replicare l'asse con Iliad già sperimentato in occasione dell'offerta su Vodafone Italia) e si affianca all'interesse di Cvc e al tema dell'opa Kkr, ma il dossier sarebbe sul tavolo anche di altri operatori internazionali, tra cui Apollo.

In calo Generali e Prysmian, bene Recordati

Bene anche Finecobank, premiata dai dati di raccolta di marzo superiori alle attese del mercato. La peggiore a Milano è stata Prysmian, ma ha finito in territorio negativo anche Generali, dopo che il Ceo Philippe Donnet ha dichiarato che il contro piano messo a punto da Francesco Gaetano Caltagirone per il Leone non è più ambizioso, ma solo più rischioso, e potrebbe mettere a rischio i dividendi della compagnia. In una seduta positiva per il comparto farmaceutico europeo, a Piazza Affari brilla Recordati, mentre Diasorin non riesce ad approfittare dei guadagni continentali. Sul titolo pesano prese di beneficio, visto che tra il 25 marzo e il 5 aprile le azioni si sono attestate quasi costantemente in aumento, guadagnando il 15,3% nel periodo. Hanno finito in calo con il rallentamento del greggio Saipem ed Eni, quest'ultima nel giorno in cui il Cda ha deliberato la possibile emissione di uno o più prestiti obbligazionari per un ammontare complessivo non superiore a 3 miliardi di euro e sottoporrà all'assemblea un buyback per minimo 1,1 miliardi. Debole Stmicroelectronics, mentre la stampa internazionale riporta che i nuovi lockdown decisi in Cina a causa della diffusione del Covid-19 potrebbero fare calare del 20% la domanda di smartphone. In calo anche Azimut, che in marzo ha registrato una raccolta netta positiva per 827 milioni di euro, raggiungendo 1,7 miliardi da inizio anno. A marzo 2021 la raccolta netta è stata positiva per 943 milioni di euro e il cumulato dei primi tre mesi era stato di 2,5 miliardi al netto dell’acquisizione di Sanctuary Wealth.

In calo il prezzo del petrolio

Cambia più volte direzione il prezzo del petrolio, per poi scendere con decisione. Il future maggio sul Wti scende dell'1,33% a 94,95 dollari al barile, mentre la consegna giugno sul Brent perde l'1,75% a 99,33 dollari. Nella seduta di mercoledì era stato colpito dalle vendite alla luce dell'aumento a sorpresa delle scorte Usa e della decisione dei componenti dell'Agenzia internazionale dell'energia di rilasciare 120 milioni di barili delle riserve strategiche, compresi i 60 milioni di barili statunitensi. In calo il prezzo del gas, che si muove in area 104 euro al megawattora.

Borsa Mosca chiude in rialzo, corre il rublo

La Borsa di Mosca ha chiuso in rialzo, snobbando la possibilità che siano imposte nuove sanzioni alla Russia. Il Moex, indice di riferimento denominato in rubli, ha chiuso in aumento dello 0,57% a 2.626,37 punti, mentre il Rts, denominato in dollari, ha terminato in aumento del 5,66% a 1.093,35 punti. Accelera il rublo (+3,89% sul dollaro e +5,3% sull'euro). La divisa russa è salita contro il dollaro fino a quota 74,26, livello che non si vedeva dall'11 febbraio scorso, prima dell'avvio dell'invasione russa in Ucraina del 24 febbraio. Al momento per un dollaro servono 79 rubli, mentre l'euro/rublo è a 86,08.

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