ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLA GIORNATA dei mercati

Piazza Affari paga l'effetto Atlantia nel D-Day dei dazi, Wall Street da record

Oggi in calendario a Washington la firma del primo accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina. Milano peggior listino d'Europa cede lo 0,7%

di Eleonora Micheli


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(EPA)

5' di lettura

Borse europee nervose nel giorno clou dei dazi, in cui è prevista la firma ufficiale alla "fase 1" dell'accordo tra Usa e Cina. Gli investitori da una parte vogliono infatti verificare i reali termini e la reale portata dell'intesa e dall'altra guardano già ai prossimi mesi, quando le due superpotenze dovranno mettersi al tavolo per proseguire i negoziati. Così, mentre Wall Street aggiorna i nuovi record con il Dow Jones oltre quota 29mila, Milano è la peggiore del Vecchio Continente con un passivo finale dello 0,7% e sconta l'effetto Atlantia, che cede il 2,6% sui timori di una imminente revoca della concessione di Autostrade per l'Italia con il mercato che ha anche accesso un faro sulla gestione del debito della holding in tale eventualità. Realizzi anche su Unipol e Buzzi Unicem, in ribasso del 2,6% e del 2,5% oltre a Unicredit(-2,6%) e Fiat Chrysler Automobiles (-1,9%) che sconta la debolezza del comparto auto in Europa. Tra i titoli più brillanti, invece, il comparto delle utility, Amplifon (+2%) e Moncler che chiude a +2,7% sui massimi storici dopo che già nelle scorse settimane aveva cavalcato i rumors su un interesse di Kering.

Sul fronte dei cambi, l'euro si e' lievemente rafforzato sul biglietto verde: passa di mano a 1,1158 dollari (da 1,1126 dollari di ieri) e a 122,7 yen; dollaro/yen a 109,95. Il petrolio cede oltre l'1% con il Wti a 57,5 dollari al barile.

Oggi la firma ufficiale sui dazi

Anche se la cerimonia ufficiale pone un tassello importante nei rapporti tra States e Repubblica Popolare, gli investitori già rivolgono lo sguardo all’orizzonte per comprendere quando inizieranno i negoziati per la 'fase 2', quella che dovrebbe ritrattare le tariffe tutt’ora in vigore e pari per gli Stati Uniti al 25% su ben 370 miliardi di merci cinesi, circa due terzi delle esportazioni totali provenienti dalla Cina. Inoltre i mercati accendono i riflettori sui conti del periodo settembre-dicembre 2019 delle aziende quotate, dopo che ieri a Wall Street è iniziata la stagione delle trimestrali. Milano, dopo una partenza stabile, ha imboccato la strada del ribasso, tanto da segnare la performance peggiore d'Europa. Lo spread chiude a ridosso di 160 punti nel giorno in cui il Tesoro ha chiuso con successo il collocamento di Btp di lunga scadenza, a trenta anni. Il bond ha raccolto una domanda record, pari a circa 45 miliardi:. Il pricing è stato fissato a 6 punti base sopra il rendimento del precedente benchmark a 30 anni che oggi gira sul livelli di rendimento pari al 2,43%.

In Europa produzione industriale migliora a novembre
La giornata è ritmata anche da una batteria di dati macro . In Germania è stato annunciato che il pil del 2019 è cresciuto dello 0,6%, frenando rispetto al +2,5% del 2017 e al +1,5% del 2018: In Francia l'Ufficio nazionale di Statistica ha reso noto che a dicembre l'inflazionesu base annua si è attestata all'1,5%, livello rivisto dall'1,4% della prima lettura e in accelerazione rispetto a novembre, quando era stata dell'1%. In Gran Bretagna, invece, l'inflazione di dicembre ha rallentato il passo, attestandosi all'1,3% su base annua, contro l'1,5% di novembre. Sempre sul fronte macro Eurostat ha reso noto che a novembre la produzione industriale della zona euro è aumentata dello 0,2%, invertendo la rotta dopo la frenata dello 0,9% del mese prima. Rispetto a novembre 2018 la produzione è però calata dell'1,5% In più sempre oggi è stato annunciato che a novembre nella zona euro le esportazioni di beni hanno raggiunto quota 197,7 miliardi, in calo del 2,9% rispetto a un anno prima (203,7 mld). le importazioni sono diminuite del 4,6% (a novembre 2018 185,5 mld). Di conseguenza nella bilancia commerciale si è registrato un surplus di 20,7 miliardi rispetto a 18,2 di un anno prima. Il commercio all’intero dell’area, è emerso ancora, è calato a 166 miliardi, ossia del 3,8%.

    Andamento Piazza Affari FTSE Mib

    Fca debole con settore auto europeo, Atlantia sotto la lente
    Chiudono negative le Ferrari e le Fiat Chrysler Automobiles, sulla scia della debolezza del comparto auto europeo. Atlantia continua a catalizzare l'attenzione: In Borsa le azioni, dopo un avvio positivo, hanno cambiato la direzione di marcia, visto che sulla società pende la spada di Damocle della decisione governativa sulle concessioni autostradali. In più pesa ancora la decisione dei giorni scorsi delle agenzie di rating di abbassare il giudizio sul debito, che per la società ammonta a quasi 38 miliardi di euro. Per contro si distinguono le azioni di Moncler, che hanno aggiornato nuovi massimi storici, mentre sullo sfondo rimane il tema delle acquisizioni nel settore del lusso. Fuori dal paniere principale, Txt E-Solutions arretra di quasi 6%, dopo il private placement di oltre il 9% del capitale.

    Il cambio euro / dollaro

    Utili Usa sotto la lente, deludono gli utili di Goldman
    Ieri negli States è iniziata la stagione delle trimestrali, con la pubblicazione dei conti di d JP Morgan, Citigroup e Wells Fargo. Oggi è la volta di altri big americani. Goldman Sachs ha annunciato di avere registrato nel quarto trimestre un utile netto in calo del 24%. a 1,92 miliardi di dollari. Il risultato si è rivelato peggiore delle attese. I ricavi, però sono saliti del 23% a 9,95 miliardi di dollari, superando le previsioni, grazie in particolare al buon andamento dell'asset management e alla ripresa delle attività di trading nel reddito fisso. Oggi ha inoltre pubblicato i numeri anche Bank of America che nell'ultimo scorcio del 2019 ha conseguito un utile netto pari a 7 miliardi di dollari, in flessione del 3,9% rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente. Nel trimestre l'utile per azione rettificato è stato pari a 0,74 dollari per azione, superiore rispetto alle stime media, attestate sui 0,68 dollari per azione. Complessivamente i ricavi si sono attestati a 22,35 miliardi di dollari, in leggero calo rispetto allo stesso trimestre del 2018.
    Sul fronte macro, è stato annunciato che i prezzi alla produzione a dicembre negli Stati Uniti sono aumentati meno delle attese Il Dipartimento del Lavoro, ha reso noto che i prezzi sono saliti dello 0,1%, deludendo le attese degli analisti che si attendevano una crescita dello 0,2% rispetto a novembre. Rispetto a un anno prima, sono aumentati dell’1,3%. Anche la componente "core" - quella depurata dalle componenti più volatili rappresentate dai prezzi dei beni alimentari ed energetici - è aumentata dello 0,1% rispetto al mese precedente, contro previsioni per un +0,2%. Su base annuale il dato core è aumentato dell’1,5%.
    (Il Sole 24 Ore Radiocor)

    La Borsa di Milano

    La Borsa di Francoforte

    La Borsa di Parigi

    Lo spread BTp-Bund

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