ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùla giornata dei mercati

Piazza Affari in crescendo, ipotesi Commerz-Deutsche risveglia i bancari

di Eleonora Micheli

(Reuters)

4' di lettura

Le Borse europee hanno rialzato la testa dopo una settimana di correzione, spinte in alto soprattutto dalle banche, in fibrillazione dopo le indiscrezioni del fine settimana sulla fusione tra Commerzbank e Deutsche Bank, che hanno guadagnato a Francoforte rispettivamente il 7% e il 5%.
A Milano il FTSE MIBha terminato le contrattazioni in progresso dello 0,75%, nonostante lo spread sia peggiorato sopra i 250 punti. Del resto proprio oggi l’Ocse ha indicato che il superindice , quello che anticipa l’attività economica dei prossimi sei-nove mesi, in Italia ha registrato il più ampio calo annuo delle economie industrializzate (scendendo a gennaio a 99,2 punti, di 1,88 punti).
Le Borse europee hanno snobbato anche la notizia che la produzione industriale tedesca lo scorso gennaio ha registrato una contrazione dello 0,8%, peggiore delle attese.

Bene le banche, Unicredit la migliore
Piazza Affari ha beneficiato del recupero delle banche anche perchè la settimana scorsa erano state bersagliate da una pioggia di vendite dopo le decisioni della Bce sui tassi di interesse, che rimarranno attorno allo zero per tutto l’anno.
In più l’istituto centrale ha rivisto al ribasso le stime di crescita sull’economia del Vecchio Continente. L'ipotesi di un'asse Commerzbank-Deutsche Bank, però, ha fatto salire il sottoindice europeo delle banche dell'1,5%. A Milano Unicredit è risultata in prima fila con un progresso del 2,5%. Sono andate bene anche le Ubi Banca, le Banca Pop Er e le Banco Bpm, oltre che leIntesa Sanpaolo.

Loading...

Telecom in retromarcia, Juventus sotto la lente
Sono inoltre state ben comprate le azioni dellaJuventus Fc (+1,95%), alla vigilia della partita di Champions League con l’Atletico Madrid. Nel paniere delle blue chips sono andate bene le Fiat Chrysler Automobiles (+0,6%) e le Ferrarii (+1,49%). Telecom Italia(-0,7%), invece, ha battuto la fiacca, nonostante sia emerso che Cdp è salita all’8,7% del capitale.

Secondo Mediobanca non è da escludere che siano terminati gli acquisti con Cdp ed Elliott che assieme potrebbero arrivare a detenere il 24% circa del capitale, così come Vivendi. Intanto, però, mentre è scattato il conto alla rovescia per l’assemblea dei soci del 29 marzo, sono emersi nuovi elementi con i sindaci revisori che venerdì in tarda serata hanno puntato l’indice su «irregolarità» commesse lo scorso novembre, quando sono state revocate le deleghe all’allora ceo, Amos Genish. Inoltre Elliott è tornata all’attacco contro il socio Vivendi, sottolineando che «la serie di aggressivi attacchi» del gruppo transalpino contro Telecom, il cda e gli altri stakeholder «sta pregiudicando le possibilità che il nuovo management possa ricondurre la società sui binari della stabilità e della normalità». Tornano ai titoli del listino, sono andate male le Pirelli (-1,16%), registrando la performance peggiore del Ftse Mib. Leonardo - Finmeccanica ha invece registrato un progresso dell'1,8% nell’attesa dei conti del 2018 che saranno annunciato il 13 marzo. Secondo indiscrezioni di stampa, la società avrebbe consegnato l’anno scorso 177 elicotteri, livello superiore alle attese degli analisti e in progresso anche rispetto alle 149 consegne avvenute nel 2017. Nell’attesa dei numeri, Mediobanca ha reiterato la raccomandazione di ‘Outperform’ sulle azioni di Leonardo. Si sono inoltre distinte leSalvatore Ferragamo(+1,9%), alla vigilia dei conti del 2018.

Fuori dal Ftse Mib, occhi puntati su banca Ifis e Cerved
Fuori dal paniere principale,Mediaset (+0,75%) ha risalito la china, mentre il mercato si interroga se la società tornerà a distribuire il dividendo. Domani a mercati chiusi il gruppo pubblicherà i conti 2018. Nel frattempo sotto la lente degli analisti c'è la decisione dell'Antitrust italiana di avviare una istruttoria sulla cessione della piattaforma tecnologica della pay-tv a Sky concordata lo scorso aprile e diventata esecutiva con l'esercizio di una opzione di vendita da parte di Mediaset avvenuto lo scorso autunno. Il procedimento dell'Authority durerà 45 giorni. Hanno catalizzato l’attenzione le azioni di Banca Ifis (-11,6%), nell’attesa che sia indicato il nuovo ad, dopo che il principale azionista, con una mossa a sorpresa, non ha ripresentato il nome di Giovanni Bossi per la guida dell’istituto. Nel fine settimana l'azionista di maggioranza dell'istituto ha annunciato di non confermare, dopo 24 anni, l'amministratore delegato Giovanni Bossi. Il manager è anche il secondo azionista di Banca Ifis con il 3,4% delle azioni. Inoltre le azioni di Cerved Information Solutions sono precipitate del 12,19% dopo il dietrofront di Advent per il lancio di un’opa sull’azienda.

Il fondo di investimento alla luce del rialzo del titolo nell'ultimo mese (cioè dall'invio della manifestazione di interesse), «ha deciso di non dare attuazione all'operazione». Dallo scorso 20 febbraio a venerdì le azioni di Cerved sono sempre salite per un guadagno complessivo che ha sfiorato il 27%. Infine non si è arrestata la corsa delle Maps (+44%), le azioni della matricola sbarcata a Piazza Affari, sul mercato Aim, giovedì scorso. La società di Parma, che in tre sedute si è rivalutata del 150% circa, è specializzata nei servizi e nel software per i Big Data.

PER SAPERNE DI PIÙ / Cerved, sfuma l'Opa di Advent: troppo alto il prezzo delle azioni

Andamento dello spread Btp / Bund
Loading...

Euro in recupero sul dollaro. In rialzo il petrolio
Sul mercato valutario, l'euro ha recuperato posizioni nei confronti del biglietto verde, dopo i minimi dal giugno 2017 rivisti venerdì scorso. La divisa si attesta a 1,1228 dollari. Vale inoltre 124,82 yen, mentre il dollaro-yen è pari a 111,21. Oggi è volatile la sterlina nell’attesa del voto di domani del Parlamento britannico sulla Brexit. E’ in rialzo il petrolio, complici le dichiarazioni del ministro saudita dell'Energia che ha preannunciato che i Paesi Opec dovrebbero estendere gli impegni sui tagli alla produzione oltre il periodo concordato. Il wti, contratto con consegna ad aprile, sale dell'1,5% a 56,87 dollari al barile..

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti