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Escalation Usa-Cina spaventa le Borse. Lunedì nero a Wall Street

di A. Fontana e P. Paronetto


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(FOTOGRAMMA)

4' di lettura

L'escalation a colpi di dazi tra Stati Uniti e Cina e il timore che l'inasprimento delle posizioni renda più difficile il raggiungimento di un accordo sul commercio internazionale ha messo ko i listini azionari mondiali. Pesanti le Borse europee (segui qui l'andamento degli indici principali), penalizzate nel pomeriggio anche dal netto ribasso di Wall Street: a Piazza Affari il FTSE MIB ha chiuso in calo dell'1,35%. Tra i titoli milanesi a maggiore capitalizzazione, bene i titoli petroliferi sostenuti dal recupero dei corsi del greggio: Saipem è salita dell'1,45% ed Eni dell'1,09%. Bene anche un titoli difensivo come A2a (+1,28%) nel giorno dell'assemblea degli azionisti. Pesanti invece big industriali come Leonardo (-4,7%) e le banche, penalizzate anche dall'allargamento dello spread BTp-Bund. Wall Street chiude in forte calo: il Dow Jones perde il 2,38% a 25.323,83 punti, il Nasdaq cede il 3,41% a 7.647,02 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 2,41% a 2.811,84 punti.

Le quotazioni sono peggiorate dopo che la Cina ha risposto al rialzo delle tariffe americane di venerdì scorso su 200 miliardi di beni cinesi (con dazi saliti dal 10% al 25%). Nonostante le minacce del presidente americano, Donald Trump, la Repubblica Popolare ha fatto sapere che dal primo giugno prossimo alzerà al 25% i dazi su 60 miliardi di dollari di importazioni americane. Saranno colpiti 2.493 beni Made in Usa. Nel week end il consigliere economico della Casa Bianca, Larry Kudlow, aveva puntato il dito contro la riluttanza di Pechino di tradurre gli accordi in legge aggiungendo che ci sono forti possibilità di un summit sul tema tra Trump e Xi Jinping in occasione del G20 di giugno in Giappone. A testimoniare la tensione del mercato c' è anche l'andamento dell'indice "della paura" Vix, che misura la volatilità dei mercati, in rialzo del 28%.

Tra i titoli di Wall Street continua il sell-off di Uber. Al secondo giorno di quotazione, l'azione ha aperto in calo dell'8% e ora perde il 9% a 37,9 dollari, lontano dal prezzo di collocamento a 45 dollari e dai 42 dollari a cui aveva debuttato al Nyse venerdì scorso. Nei primi dieci minuti di seduta, Uber ha già mandato in fumo 6 miliardi di dollari di capitalizzazione. Venerdì scorso l'azienda aveva perso in Borsa il 7,6%: dal prezzo di debutto il calo e' di circa il 14%.

Leonardo e Prysmian pesanti. Saipem e Eni sfruttano il petrolio
Tra le big di Piazza Affari, giù Leonardo che arretra del 5%, male Buzzi e Prysmian, che questa sera pubblicherà la trimestrale, in rosso anche le banche e Telecom Italia: nuove indiscrezioni di stampa parlano di un avanzamento molto lento delle operazioni per l'alleanza nella rete infrastrutturale con Open Fiber. Exploit iniziale, poi ridimensionato, per Tiscali : la società di investimento dell'ex banchiere Claudio Costamagna ha rilevato il 22% (a 0,0085 euro a fronte degli 0,0141 a cui trattava il titolo venerdì) e sottoscriverà un patto con il fondatore della società Soru. Male Geox:l'andamento delle vendite del primo trimestre è risultato abbastanza in linea con le attese degli analisti, che tuttavia sono rimasti delusi dalle previsioni per i mesi a venire fornite dal management, oltre che dalle indicazioni della performance del giro d'affari nei mesi di aprile e di maggio. Nel dettaglio la società fondata da Mario Moretti Polegato ha chiuso il primo trimestre del 2019 con ricavi consolidati pari a 260,9 milioni di euro, in calo dell'1,3% (-1,6% a cambi costanti). Gli acquisti premiano i petroliferi (Eni e Saipem le migliori) e le utility a Milano. In Europa vendite molto sostenute sul settore auto e sulle telecomunicazioni.

EssiLux protagonista: intesa DelVecchio-Sagnieres
A Parigi balzo iniziale, poi rientrato, per Essilorluxottica grazie all'accordo sulla governance e sulla collaborazione tra le due aziende, Essilor e Luxottica, dopo una controversia in essere da settimane tra le due anime del gruppo nato nel 2018. L'accordo pone fine a ogni controversia in essere tra le parti, compreso l'arbitrato di Delfin(la holding di Leonardo Del Vecchio che ha il 32% circa del neonato gruppo dell'occhialeria).

BTp, spread allunga ancora. Avversione al rischio: si punta sul Bund
In rialzo lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005365165) e il titolo tedesco di pari durata segna 2767punti base rispetto ai 272 punti di venerdì. La scorsa settimana lo spread è salito di 20 punti. Il rendimento sale al 2,71% dal 2,68% della chiusura della settimana. Il rendimento del bund tedesco scende ulteriormente (è negativo per lo 0,05%).

Petrolio in rialzo ma frena rispetto ai massimi, euro/dollaro poco mosso
Sul mercato dei cambi, poco mosso il cross euro/dollaro a 1,1234 (1,1233 venerdì in chiusura). Si rafforza lo yen: un euro vale 122,68 yen (123,52), mentre il rapporto dollaro/yen è a 109,22 (109,92). In rialzo, anche se lontano dai massimi di giornata, il prezzo del petrolio: il future giugno sul Wti sale dello 0,44% a 61,93 dollari al barile, mentre la consegna luglio sul Brent guadagna lo 0,69% a 71,11 dollari.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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