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Borse: clima disteso con rinvio Brexit, Milano +15% da inizio anno

di Andrea Fontana e Enrico Miele


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(Bloomberg)

6' di lettura

L’ipotesi sempre più concreta di uno slittamento della Brexit oltre la “dead line” del 29 marzo e l’ottimismo degli investitori sui colloqui commerciali tra Cina e Stati Uniti hanno spinto le Borse Europee, tutte a fine seduta in positivo (segui qui l'andamento dei principali indici). Mentre il divorzio con Londra fa meno paura, infatti, i mercati hanno accolto come un segno di apertura le norme introdotte da Pechino sull'equo trattamento delle aziende estere. Il FTSE MIB, che è arrivato a guadagnare oltre un punto percentuale sui massimi da ottobre - quasi +15% da inizio anno - alla fine ha chiuso con un rialzo dello 0,8% trainato dal settore tecnologico, senza mostrare particolari timori per il verdetto di Moody's sul rating italiano previsto stasera. In cima al listino la regina della seduta è Stmicroelectron (+4,6%) spinta dalle indicazioni confortanti arrivate dai conti e dall'outlook dell’americana Broadcom. Acquisti su Brembo (+3,1%) nel suo ultimo giorno sul Ftse prima di passare nel Mid Cap al posto di Hera, Generali (+2,1%) all'indomani dei conti e dell'ufficializzazione della posizione potenziale di SocGen vicina al 5% del capitale. Sprint in tarda mattina della Juventus Fc Fc grazie a un sorteggio favorevole per i quarti di finale di Champions League (dove incontrerà la sorpresa Ajax) poi il titolo frena e chiude a +1,7%. Seduta in flessione per gli istituti di credito, da Banco Bpm (-1,8%) fino a Banca Pop Er e per Unicredit.

A Wall Street torna la fiducia su negoziato Usa-Cina , risale il titolo Boeing
Gli indici a Wall Street proseguono in rialzo e viaggiano sui massimi di giornata grazie a un rinnovato ottimismo per i negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina. Stando ai media di Stato cinesi, gli Stati Uniti e la nazione asiatica stanno facendo «progressi concreti» sul testo del loro accordo commerciale su cui stanno negoziando. Ieri nella serata americana, durante un evento il presidente americano Donald Trump aveva detto che avremo notizie «nelle prossime tre-quattro settimane». Trump aveva definito Pechino «molto responsabile». Dal fronte macroeconomico americano, l'attività manifatturiera nello Stato di New York è calata più delle stime portandosi sui minimi di quasi due anni (a 3,7 punti). Gli indici si apprestano così ad archiviare una settimana in rialzo, la seconda migliore del 2019 per il NASDAQ COMP, grazie ai titoli tecnologici. Il DJIA sale dello 0,8% a 25.901 punti. L'S&P 500 avanza dello 0,7% a 2.827. Il Nasdaq aggiunge l'1% a quota 7.705. A livello aziendale Boeing (+2,4%) si unisce a Intel e Microsoft brillando tra le 30 blue chip in attesa del lancio di un aggiornamento al software del 737 Max 8, il tipo di jet protagonista dell'incidente aereo avvenuto domenica in Etiopia. Facebook (-2,6%) soffre l'addio di due top manager. Tesla (-4,4%) non ha convinto presentando il nuovo crossover Model Y.

Ottimismo per settore semi-conduttori. Seduta ok per Leonardo e Telecom
Le buone indicazioni che arrivano dagli Usa sul mercato dei semi-conduttori, sottolineano gli analisti, dimostrano che il primo trimestre sarà il punto minimo per la domanda di smartphone per poi risalire nel corso del 2019 (a beneficio del business di St). Tra i migliori della seduta di nuovo Leonardo - Finmeccanica (+1,7%) che ancora beneficia dei conti positivi e Telecom Italia (+1,3%) dove continuano le tensioni tra due soci forti Vivendi e il fondo americano Elliott. Poco sopra la parità anche Eni (+0,3%) dopo l’annuncio del dividendo 2019, del nuovo piano strategico e del programma di acquisto di azioni proprie per almeno 400 milioni di euro nel periodo 2020-2022. Mini-rialzo per il titolo Fiat Chrysler Automobiles (+0,1%) penalizzato dai dati sulle immatricolazioni europee di febbraio che hanno mostrato un -5,2% per i marchi del gruppo a fronte del -0,9% del mercato. Le vendite, invece, hanno toccato Diasorin (-0,4%) all’indomani della diffusione dei ricavi sotto le stime degli analisti. Fuori dal listino principale cede il 10,3% la maison Brunello Cucinelli su cui sono scattate le prese di profitto all'indomani dei conti, chiusi con risultati buoni e la conferma dei ritmi di crescita per il 2019, ma gli operatori sono passati all'incasso sul titolo che viene giudicato da alcuni caro rispetto ad altri del settore lusso con potenzialità di salita maggiori.

Madrid è stata la migliore, a Francoforte brilla Infineon
Madrid ha chiuso la seduta migliore del Vecchio Continente, con un rialzo dell’1,4%, seguita da Parigi (+1,04%), Francoforte (+0,85%) e Londra (+0,6%) che così respira dopo giorni di fuoco sulla Brexit. In scia con l'americana Broadcom ha brillato tutto il settore europeo high-tech con l’indice Euro Stoxx 600 che ha ottenuto un rialzo del 2,6%. Tra gli altri settori al centro degli acquisti degli investitori anche telecomunicazioni (+1,6%) e assicurazioni (+1,3%), mentre cedono i media e le materie prime. Restando al settore dei chip – vero traino della seduta – a Francoforte il titolo migliore è stato Infineon (+3,9%) sul Dax30. In fondo invece il vettore Lufthansa (-1,2%). A Parigi vanno bene Valeo (+2,9%) e Atos (+3,2%) mentre è in difficoltà il gigante della gdo Carrefour (-1,2%). A Londra in cima al listino si piazza la multinazionale Dixons (+6,7%) mentre a Madrid la migliore è il gruppo Inditex (+3,5%), la società della moda che controlla Zara.

Dopo il sorteggio Champions la Juve ha già un «tesoretto» da 80 milioni
La Juventus Fc è volata dopo il sorteggio favorevole in Champions per poi ripegare. Il club bianconero incontrerà l'Ajax ai quarti e la vincente di Manchester City e Barcellona nella eventuale semifinale Il rialzo in Borsa, intanto, porta a +22,1% il guadagno complessivo messo a segno dopo la vittoria di martedì contro l'Atletico Madrid che, ribaltando il risultato dell'andata, ha consentito alla Juventus di superare gli ottavi di finale. Una vittoria che significa anche nuovi ricavi garantiti. Si stima che, dalla partecipazione alla vecchia Coppa di Campioni, il club bianconero abbia gia' incassato oltre 80 milioni senza considerare i ricavi da stadio (in semestrale erano indicati quasi 69 milioni che non tenevano conto del bonus legato alla partecipazione agli ottavi di finale). Il passaggio ai quarti vale altri 10,5 milioni di premio più i ricavi da botteghino (e martedi' e' stato stabilito il record di incasso con 5,5 milioni). L'impresa contro l'Atletico Madrid ha quindi fruttato ricavi aggiuntivi per almeno 16 milioni.

In Usa a marzo è risalita la fiducia consumatori oltre le stime
A marzo, gli americani si sono dimostrati più ottimisti sull'economia rispetto al mese precedente, battendo le stime degli analisti. La lettura preliminare dell'indice sulla fiducia redatto mensilmente dall'Università del Michigan è salita a 97,8 punti dai 93,8 punti di febbraio e dai 91,2 punti di gennaio. Nel marzo 2018 tuttavia il dato era a 101,4 punti. Gli analisti attendevano un dato a 95,3 punti. Secondo l'ateneo, il dato è stato sostenuto da una maggiore fiducia espressa sullo stato delle proprie finanze dalle famiglie con redditi medio-bassi. La componente che misura le aspettative per il futuro è cresciuta a 89,2 dai 84,4 punti di febbraio e dai 79,9 punti di gennaio; quella sulla situazione attuale è migliorata a 111,2 da 108,5 punti dopo i 108,8 punti di gennaio. Per quanto riguarda l'inflazione, le aspettative a un anno sono scese al 2,4% da 2,6% del mese precedente, quelle a cinque anni sono salite al 2,5% dal 2,3%. Il dato finale verrà diffuso il prossimo 29 marzo.

Sterlina scivola dopo voto su Brexit ma poi recupera. Petrolio annulla perdite
Rimane per tutta la seduta sotto i riflettori la sterlina, in ripiegamento contro le principali divise sull'onda del rinvio Brexit ma in recupero verso fine giornata. Il cambio euro/sterlina verso la fine degli scambi segna 0,8527 (da 0,8537 di giovedì) e a 1,3286 dollari (1,3242). Euro in risalita verso il biglietto verde a 1,1324 (1,1304) in attesa della prossima settimana quando Powell alzerà il velo sulle mosse della Fed. Nel frattempo il petrolio ha annullato le perdite, arrivate a superare il punto percentuale; il contratto aprile al Nymex è poco mosso a 58,58 dollari al barile ma si appresta ad archiviare a sua volta una settimana in rally.

BTp: spread chiude invariato a 241 punti. Attesa per Moody's
Chiusura invece su livelli invariati per lo spread BTp/Bund che consolida, tuttavia, il trend decrescente segnato nelle ultime sedute. Al termine degli scambi il differenziale di rendimento tra il BTp decennale e il pari scadenza tedesco si attesta a 241 punti base, invariato rispetti ai livelli di giovedì. Fermo anche il rendimento del BTp benchmark decennale, ancorato al 2,50% segnato ieri in chiusura.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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