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Italia «graziata» da Fitch, Piazza Affari la migliore (+0,86%)

di Flavia Carletti


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(ANSA)

5' di lettura

La distensione commerciale tra Stati Uniti e Cina ha sostenuto i listini del Vecchio Continente nella seduta di inizio settimana. Piazza Affari ha fatto ancora meglio delle principali Borse europee grazie ai decisi rialzi dei bancari. Il FTSE MIB ha chiuso con un progresso dello 0,86 per cento. L’agenzia di rating Fitch venerdì scorso ha lasciato invariato il giudizio sull’Italia ('BBB' sul lungo termine con outlook negativo), e questo oggi ha portato a un calo dello spread tra BTp e bund (in area 265 punti) sostenendo così il recupero dei titoli degli istituti di credito. Nel fine settimana da Oltreoceano, intanto, erano arrivate indicazioni incoraggianti sulle trattative tra Usa e Cina in merito ai dazi, con la decisione di posticipare l’aumento dei dazi Usa su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi, inizialmente previsto per il primo marzo. In Europa questo ha avuto come riflesso un forte progresso del comparto auto e dei minerari.

A Milano, il calo dello spread premia i bancari, beni gli industriali
Tra i titoli italiani, le performance migliori sono state messe a segno da Ubi Banca (+4,8%), Banco Bpm (3,45%) e Unicredit (+2,9%). Bene anche industriali e tecnologici. Le azioni Stmicroelectronics (+2,86%), sono state premiate dagli acquisti sia a Milano sia a Parigi. Il gruppo ha annunciato un accordo con Macom Technology Solutions per migliorare la tecnologia alla base delle reti di telecomunicazioni 5G. Ha recuperato terreno Prysmian (+2,4%), che era stata fortemente penalizzata la scorsa settimana dopo l’annuncio di una interruzione al Westernlink, il collegamento tra Galles e Scozia. Il buon andamento del comparto auto e della componentistica si è riflesso su Brembo (+2,95%). Bene anche Pirelli (+0,77%), il Sole 24 Ore ha parlato di un ritorno di Intesa Sanpaolo nella holding Camfin che raggruppa i soci italiani del gruppo produttore di pneumatici, Ferrari (+0,95%) e, anche se più indietro, Fca (+0,53%).

Andamento dello spread Btp / Bund

Chiude in rosso Telecom, nuovo capitolo su scontro Vivendi-Elliott
Ha oscillato gran parte della seduta sulla parità Telecom Italia, per poi chiudere in calo dello 0,33%, dopo un rialzo in avvio superiore all’1%, quando la querelle tra i soci Vivendi ed Elliott si arricchisce di una nuova puntata. Vivendi ha ribadito la richiesta di sostituire 5 consiglieri di amministrazione, si è detta a favore di una fusione con Open Fiber per la rete unica e di una offerta di scambio per le azioni risparmio (+0,71%). Segno negativo per Juventus (-1,06%), con Eni debole (-0,50%), sulla scorta del calo del greggio.

Balzo di Creval (+10,6%) tra scambi boom
Il cambio al vertice a sorpresa deciso dal cda del Credito Valtellinese supera la prova di Piazza Affari. I titoli dell'istituto hanno chiuso la giornata con un rialzo del 10,63% a 0,0708 euro (massimo dal 14 gennaio) tra scambi vorticosi. Sono passati di mano circa 218 milioni di pezzi, pari al 3,1% del capitale, contro una media giornaliera di 26,5 milioni nell'ultimo mese. Prima dell'apertura del mercato il Creval ha annunciato quello che appare come il completamento del processo di rinnovamento della governance avviato con l'assemblea dell'ottobre scorso, quando con la vittoria della lista presentata dalla Dgfd di Denis Dumont, i soci avevano eletto il nuovo cda presieduto da Luigi Lovaglio.

Nella carica di a.d. era stato confermato Mauro Selvetti, ma ieri sera, poco più di quattro mesi più tardi, è arrivato il passo indietro: Selvetti, si legge in un comunicato, «ha dato la propria disponibilità a rimettere le cariche di amministratore delegato e direttore generale, nell’ambito di un accordo per la risoluzione consensuale economicamente incentivata del complessivo rapporto di collaborazione con la banca». Il tutto «su richiesta, espressa della banca, di discontinuità». Il cda ha quindi nominato Lovaglio a.d. e direttore generale, mentre la carica di presidente va ad Alessandro Trotter, già vice presidente vicario.

Euro e yen recuperano sul dollaro
Sul fronte dei cambi, la moneta unica passa di mano a 1,1354 dollari (1,1351 in avvio e 1,1339 venerdì sera), e a 126,007 yen (125,57 e 125,56), con il biglietto verde che vale 110,979 yen (110,66 e 110,69). «La debolezza del dollaro deriva dall'ottimismo sui negoziati commerciali, dopo l'annuncio di Trump, che ha detto di essere pronto a rinviare la scadenza del 1 ° marzo e gli aumenti delle imposte sulle importazioni cinesi, menzionando i progressi compiuti nei colloqui con la Cina. A mano a mano che le tensioni si allentano, valute come l'Euro e lo Yuan iniziano a prendere fiato, dato che gli investitori guardano lontano dal bene rifugio che è diventato il dollaro americano» spiega Ricardo Evangelista di ActivTrades.

Petrolio in calo, per Trump prezzi sono troppo alti
In deciso calo il petrolio: il contratto sul Wti consegna aprile scende del 3,44% a 55,29 dollari al barile, dopo che il presidente Trump ha detto che il prezzo del greggio è troppo alto. Ad alimentare le vendite sul greggio sono state le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. L'inquilino della Casa Bianca è tornato a mettere sotto pressione l'Opec affinché mantenga i prezzi del petrolio bassi. In un tweet il leader Usa ha scritto: «I prezzi del petrolio sono troppo alti. Opec, per favore rilassati e stai tranquillo. Il mondo non si può permettere un aumento dei prezzi - è fragile!». Lo scorso autunno Trump aveva messo in guardia il cartello dei Paesi produttori affinché non tagliasse la produzione, cosa poi decisa comunque dall'Arabia Saudita (che dell'Opec è il leader di fatto) e dalla Russia (alla guida dei Paesi che del cartello non fanno parte). L'avvertimento di Trump è arrivato mentre gli Usa stanno prendendo di mira con sanzioni l'Iran e il Venezuela.

BTp: seduta in netto recupero, spread con Bund chiude a 265 punti
BTp sugli scudi sul mercato secondario del reddito fisso. Una corrente di acquisti si è riversata sui titoli italiani dopo il mancato declassamento da parte dell'agenzia Fitch venerdì scorso che ha pero mantenuto un outlook negativo sul merito di credito della Repubblica. Fin dai primi scambi i BTp decennali hanno mostrato una buona intonazione con prezzi in rialzo e rendimenti in calo con l'effetto che la 'forbice' con i bund a dieci anni si è rapidamente chiusa. In chiusura il differenziale di rendimento tra il BTp benchmark dicembre 2028 (Isin IT0005340929) e il pari scadenza tedesco (febbraio 2029) segna 265 punti base dai 276 punti base della chiusura di venerdì scorso (265 punti anche stamani in avvio). I decennali italiani rendono stasera il 2,77% rispetto al 2,86% di venerdi' scorso. I Bonos spagnoli decennali rendono l'1,17% (105 punti di spread con i Bund) in marginale calo rispetto a venerdì (1 punto) così come i decennali portoghesi (giugno 2029) che rendono l'1,47% (1,49%).

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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