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Borse, l’Ifo tedesco non basta a dissipare i timori sulla crescita. Bene Campari

di A. Fontana e P. Paronetto


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(Afp)

4' di lettura

L'aumento a sorpresa dell'indice Ifo, che misura la fiducia delle imprese tedesche, ha consentito ai listini azionari europei di limitare i danni (qui l'andamento degli indici), senza riuscire tuttavia a dissipare i timori sulla crescita globale. A Piazza Affari il FTSE MIB ha chiuso così sotto la parità (-0,09%). Tra i titoli milanesi a maggiore capitalizzazione, si è messa in luce Davide Campari (+3,2%), che nel corso della giornata ha fatto segnare i nuovi massimi storici grazie al giudizio degli analisti di Goldman Sachs, che hanno consigliato di comprare il titolo. Bene anche Fiat Chrysler Automobiles (+2%), su cui si rincorrono i rumor relativi a possibili aggregazioni. Debole invece Stmicroelectronics (-3,9%) insieme a tutto il settore tecnologico europeo (-0,8% il sottoindice Stoxx).

Fuori dal Ftse Mib, ha perso terreno Acea dopo le indiscrezioni secondo cui l'a.d. Stefano Donnarumma sarebbe tra gli indagati nell'inchiesta in corso sullo stadio della Roma: in una nota, l'azienda ha precisato invece che le contestazioni riguardano due sponsorizzazioni, peraltro decise dall'ex presidente, e non le vicende riguardanti l'infrastruttura romana. Rientrato il rialzo di Safilo, dopo il rinnovo della licenza con il brand Kate Spade, mentre sale Danieli grazie a una commessa per una acciaieria azera ricevuta da un gruppo cinese.

«Il sentimento di rischio - è il commento di Pierre Veyret, analista tecnico di ActivTrades - è stato infranto dai deludenti dati Pmi globali rilasciati alla fine della scorsa settimana, che hanno messo in luce le crescenti preoccupazioni su una recessione in arrivo. Questo, mentre le banche centrali cercano di rassicurare gli investitori. Mario Draghi della Bce ha dichiarato che il commercio internazionale è la ragione principale del rallentamento. Tuttavia, il delegato del consiglio della Fed, S. Moore, ha dichiarato di non essere sicuro che sia il momento giusto per tagliare i tassi, credendo piuttosto di poter raggiungere una forte crescita con prezzi stabili e una sana politica monetaria. Questo in realtà non ha aiutato gli investitori, che al momento sono concentrati sui dati economici piuttosto che sulla semantica dai banchieri centrali».

Germania: la sorpresa dell'Ifo
Sale a sorpresa l'indice tedesco Ifo sul clima degli affari che a marzo e' indicato a 99,6 da 98,5 di febbraio. Un dato considerevolmente sopra le attese che indicavano l'indice in calo a 98,3. Si tratta del livello piu' alto da dicembre 2018. L'indicatore sulle aspettative sale a 95,6, per la prima volta dall'agosto 2018, mentre il dato sulle condizioni correnti sale a 103,8.

A Wall Street tutti gli occhi su Apple
Wall Street ha chiuso praticamente invariata risentendo delle performance delle Borse asiatiche (male Tokyo, Seul e Hong Kong) e dell'andamento fiacco dell'azionario europa. Gli investitori hanno tuttavia accolto positivamente la fine delle indagini del procuratore speciale Robert Mueller: il segretario alla Giustizia, William Barr, ha comunicato al Congresso che dalle indagini non sono emerse collusioni tra lo staff del presidente Donald Trump e la Russia alle ultime elezioni presidenziali. In merito al potenziale intralcio alla giustizia di Trump, Mueller non è giunto a una conclusione. Venerdì gli indici a Wall Street hanno archiviato la seduta in forte calo, chiudendo una settimana in perdita. A riaccendere i timori sulla crescita è stata l'inversione di una porzione della curva dei rendimenti dei titoli di stato Usa, con il titolo a tre mesi che, per la prima volta dal 2007, offre di più (il 2,464%) di quello del decennale (al 2,455%). Occhi puntati su Apple nel giorno della presentazione del servizio di tv in streaming e una piattaforma per la lettura dei giornali: il titolo scivola dell’1,2% a 188,7 dollari per azione.

Euro sopra 1,13 dollari, spread in rialzo a 252 punti base
Sul mercato dei cambi, euro/dollaro poco mosso a 1,1312 (1,1302 la chiusura di venerdì). La moneta unica vale anche 124,55 yen (124,24), mentre il rapporto dollaro/yen è a 110,10 (109,92). Recupera sul finale il prezzo del petrolio: il future maggio sul Wti si muove attorno alla parità ed è indicato a 59,01 dollari al barile (-0,05%). In rialzo dello 0,33% l'analoga consegna sul Brent, che passa di mano per 67,24 dollari. Sterlina in calo mentre si attendono chiarimenti sulla Brexit: la valuta britannica è indicata a 0,8584 per un euro (0,8559) e 1,3159 dollari (1,3209).

Sull'obbligazionario, lo spread BTp/Bund si è allargato in chiusura di seduta ed è tornato a varcare al rialzo la soglia dei 250 punti base. Il differenziale di
rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco ha segnato l'ultima posizione a 252 punti base dai 248 punti del finale di venerdì. Sale anche il rendimento del BTp benchmark decennale, indicato al 2,50% dal 2,45% del closing precedente. Il rendimento del Bund tedesco, d'altra parte, continua ad oscillare poco sotto la soglia dello 0% e in chiusura è indicato a -0,02% dopo essere tornato sotto zero già durante la seduta di venerdiì
per la prima volta da ottobre 2016.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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