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S&P taglia stime per Europa e Usa, Piazza Affari chiude giù dello 0,5%

di Eleonora Micheli


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(ANSA)

4' di lettura

Chiusura contrastata per le Borse europee, complice l'andamento fiacco di Wall Street nel giorno in cui il Dipartimento del Commercio ha tagliato le stime di crescita del pil del quarto trimestre del 2018 al +2,2% rispetto al precedente +2,6%. Nell’intero 2018, comunque, l’economia Usa è migliorata del 2,9%, vantando la performance migliore dal 2015. Milano ha chiuso in calo dello 0,53%, anche se lo spread è migliorato a 241 punti. Il mercato italiano ha risentito dell'ennesimo allarme sull'economia: S&P ha abbassato le previsioni per l’Italia, mettendo in conto un pil in rialzo solamente dello 0,1% nel 2019.

Andamento dello spread Btp / Bund

S&P accende i riflettori sulla frenata dell'economia europea
Le Borse europee hanno registrato per tutta la giornata un andamento volatile, risentendo dei timori per l’andamento dell’economia del Vecchio Continente, sulla quale ha acceso il faro anche S&P temendo una frenata del pil rivisto al ribasso all'1,1% dall'1,6% di dicembre. A pesare sulla zona euro, secondo l’agenzia di rating, saranno soprattutto Germania e Italia. Per quest’ultima S&P prevede un rialzo del pil pari solo a +0,1% per il 2019 (dallo 0,7% previsto a dicembre) e dello 0,6% per il 2020 (da 0,9%). L’agenzia ha inoltre alzato la probabilità di una recessione negli States al 20-25%, anche se mette in conto più che altro un rallentamento della congiuntura, con l’economia Usa che quest’anno dovrebbe crescere del 2,2%, contro il +2,9% del 2018, annunciato proprio oggi dal Dipartimento del Commercio, che ha rivisto al ribasso la stima di crescita del quarto trimestre al 2,2% dal 2,6%.

Male le banche, realizzi su Fca
A Piazza Affari sono andate male le azioni delle banche, dopo l’exploit della vigilia. Unicredit (-1,89%) e Banco Bpm(-2,3%) hanno guidato i ribassi.Ubi Banca ha perso lo 0,98% e Banca Pop Er lo 0,4%.Intesa Sanpaoloè riuscita a chiudere positiva (+0,19%), con un balzo registrato sul finale, in giorni clou per le nomine che verranno ratificate dalla prossima assemblea.

Fiat Chrysler Automobilesha perso il 2%, dopo la buona performance di ieri, innescata dall’ipotesi che la casa auto sia nel mirino del gruppo Renault, come indicato da Ft. Secondo il quotidiano di Oltremanica, il gruppo francese prima realizzerà la fusione con Nissan e poi passerà all’acquisizione di un'altra casa auto e Fca potrebbe essere in lizza. Oggi, però, il ceo di Nissan ha dichiarato di non essere a conoscenza di un progetto del genere. Della galassia Agnelli, hanno guadagnato terreno le Cnh Industrial (+0,13%) e le azioni della Juventus Fc (+1,79%), mentre hanno perso quota le Ferrari (-0,3%) e le Exor (-1,2%).

Telecom sotto la lente alla vigilia dell'assemblea
Telecom Italiaè salita dell'1% alla vigilia dell’assemblea dei soci, che si profila infuocata visto le recenti rappresaglie tra i due soci Elliott e Vivendi. L'assise è chiamata ad approvare il bilancio 2018, archiviato con un rosso di 1,4 miliardi di euro, su ricavi pari a 19,4 miliardi in ribasso del 4,4%. Inoltre su richiesta di Vivendi, verrà messa ai voti anche una revisione della composizione del cda, con la sostituzione di cinque membri nominati dal fondo Elliott, tra i quali il presidente Fulvio Conti, con cinque consiglieri indipendenti suggeriti dalla società transalpina. La proposta, tuttavia, in linea di massima non dovrebbe andare in porto visto che i principali proxy advisors hanno consigliato di non votare per la proposta di Vivendi.

Buzzi premiata dopo i conti, in frenata St
Ha chiuso in rialzo Buzzi Unicem (+1%), nel giorno della diffusione dei conti del 2018, chiusi con un utile netto in calo a 382,8 milioni (-3%), ma superiore alle attese. La società ha inoltre annunciato una crescita per quest'anno e un dividendo più generoso rispetto a quello dell'esercizio precedente.
Sono andate male le azioni di Stmicroelectronics (-3,5%), dopo che ieri Infineon Technologies ha lanciato un profit warning, abbassando le previsioni sui conti del 2019 (si aspetta una crescita del fatturato del 5%, anziché del +9%), in modo da tenere conto della debolezza del settore auto, atteso in calo fra il 3% ed il 5%. Gli analisti di Equita hanno subito ricordato che la stessa St realizza oltre i 30% del proprio fatturato con i prodotti per il comparto auto e dunque l'indicazione è penalizzate per l'azienda italo-francese.

Aquafil festeggia la stretta Ue sulla plastica, in retromarcia Anima
Fuori dal paniere principale, Technogym ha perso il 3,3% all’indomani dei conti del 2018, nonostante siano stati archiviati con un utile volato del 52,6% a 93 milioni di euro. I vertici dell’azienda proporranno all’assemblea dei soci un monte dividendi di 36 milioni, raddoppiato rispetto al 2017. Dopo la buona performance delle ultime sedute, hanno ingranato la retromarcia le Anima Holding (-3,19%), anche se il mercato continua a interrogarsi sulle mosse di Mediobanca (+1,1%) sul risparmio gestito. L’ad della società, Marco Carreri, nei giorni scorsi ha detto «perché no» a un eventuale aggregazione Mediobanca-Anima. Hanno invece fatto bene le Aquafill (+4,5%), all’indomani dell’approvazione in via definitiva da parte del Parlamento Europeo della stretta sull'uso della plastica.

A Parigi in calo EssilorLuxottica in attesa novità dopo mossa di Del Vecchio
Nel resto d'Europa, Parigi e Francoforte hanno chiuso sulla parità, Londra è salita dello 0,56%, nonostante il caos legato alla Brexit. Madrid ha lasciato sul parterre lo 0,6%.
A Parigi Essilorluxottica ha accusato una flessione del 2,6%, mentre va avanti la guerra tra il patron di Luxottica, Leonardo Del Vecchio e i manager dell'azienda transalpina. Ieri Del Vecchio ha chiesto l'intervento della Camera di commercio internazionale (Icc) per dirimere le sue divergenze con Essilor. La procedura, tuttavia, hanno sottolineato gli analisti, potrebbe avere tempi abbastanza lunghi e dunque aprire un periodo di incertezza per il gruppo.

Euro si indebolisce ancora sul dollaro. Giù il petrolio
Sul fronte dei cambi, l’euro ha perso ancora quota nei confronti del biglietto verde (segui qui i principali cambi). Infine è debole il petrolio, risentendo anche delle parole del presidente Usa, Donald Trump, che è tornato a prendere di mira l'Opec, consigliando, via Twitter, di non ridurre la produzione. (segui qui Brent e Wti).

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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