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La guerra commerciale colpisce le Borse. A Piazza Affari tengono le banche con discesa spread

di Eleonora Micheli e Stefania Arcudi


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(ANSA)

5' di lettura

Seduta negativa per le Borse europee (qui l'andamento degli indici), che hanno tuttavia ridotto i cali nel finale , con il FTSE MIB milanese giù dell'1,29% e sotto quota 20mila punti per la prima volta dal 14 febbraio. A pesare sui listini sono stati i rinnovati timori su una possibile escalation della guerra commerciale: Pechino è stata inserita tra i Paesi le cui politiche economiche e valutarie sono monitorate dall'amministrazione Trump e, dal canto suo, la Cina ha indicato che potrebbe fare leva sulla propria posizione dominante nella produzione di terre rare per penalizzare i produttori americani. L'Italia resta inoltre osservata speciale, dopo l'arrivo della lettera Ue con la richiesta di chiarimenti, da fornire entro venerdì, sulla violazione della regola di riduzione del debito.

A Milano tengono le banche, giù utility e industriali
A Piazza Affari le banche, pur se in calo, hanno ridotto i ribassi rispetto alla prima parte della seduta, complice il fatto che lo spread, dopo l'avvio a 292 punti, i massimi da dicembre, si è progressivamente ristretto e ha chiuso in calo a 282 punti, dai 284 di ieri. In controtendenza Unicredit (+2,22%, la migliore sul Ftse Mib), la più esposta ai titoli di stato italiani e quindi alle oscillazioni dello spread e incoraggiata dal fatto che, per il momento, la Ue non ha multato l'Italia, e Banco Bpm (+0,89%), sostenuta dal fatto che Moody's ha confermato il rating a lungo termine sul debito senior e ha alzato quello sui depositi. Le tensioni Usa-Cina sul commercio hanno pesato sugli industriali (Buzzi Unicem -2,88%, Leonardo - Finmeccanica -2,4%). Deboli le utility, complice il cattivo andamento del settore in Europa. In particolare, Terna ha ceduto il 3,42%, la peggiore del Ftse Mib, Enel il 2,29%, A2a l'1,09% e Italgas l'1,72%, anche se gli analisti di Berenberg hanno confermato il rating «buy» e alzato l'obiettivo di prezzo a 6,4 euro per azione (attualmente il titolo vale 5,61 euro). Sono andati male anche gli energetici, in primis Tenaris (-1,52%) ed Eni (-2,08%), sulla scia del calo del petrolio. Prysmian ha chiuso in calo (-1,38%), nonostante la notizia che le operazioni di riparazione di una sezione del cavo Westernlink nel mare di Irlanda sono quasi complete. Tra le peggiori sul Ftse Mib, Moncler (-3,13%), colpita dalle prese di beneficio dopo essere stata tra i titoli più performanti delle ultime settimane.

Spread BTp/Bund


Scende anche Fca in attesa di novità su Renault
Fiat Chrysler Automobiles continua a percorrere la strada del ribasso imboccata sul finale di ieri , nell’attesa di novità sulla fusione con Renault, mentre i vertici del gruppo transalpino sono volati a Tokyo per cercare di rassicurare il loro partner giapponese Nissan e illustrare la bontà dell'operazione.
Gli analisti sono positivi sull’operazione di aggregazione tra Fca e Renault, capace di sprigionare oltre 5 miliardi di euro di sinergie. D’altra parte attendono di comprendere se effettivamente la fusione andrà in porto e a quali condizioni. Il primo nodo da scioglere sarà quello relativo al ruolo che giocherà la giapponese Nissan, con la quale Renault è legata a doppio filo visto che il gruppo francese detiene il 43% della casa giapponese, che a sua volta ha il 15% di Renault. Intanto i vertici francesi sono volati a Tokyo per rassicurare il partner giapponese e per illustrare la bontà della fusione alla pari Fca-Renault. Il presidente del consiglio di amministrazione, Jean-Dominique Senard, ha espresso ottimismo: «Penso che tutti questi recenti eventi siano molto buoni per l'alleanza e farò in modo che Nissan e Mitsubishi ne traggano il massimo vantaggio», ha detto. Anche il numero uno di Fca, Mike Manley, ha auspicato che «i benefici dell'operazione si estenderanno anche ai partner di Alliance, Mitsubishi e Nissan». Il capo di Nissan, Hiroto Saikawa, ha mostrato apertura all’operazione, considerando che un'estensione dell'attuale partnership potrebbe essere positiva. «Ma voglio dare un'occhiata al progetto con gli interessi di Nissan in mente», ha però precisato.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Fuori dal paniere principale, occhi puntati su Mediaset

Fuori dal paniere principale gli occhi sono puntati su Mediaset, dopo l’annuncio dell’acquisto del 9,6% della tedesca ProSiebenSat.1 Media, corrispondente a diritti di voto fino al 9,9% del capitale votante. Le azioni sono partite in rialzo, ma poi hanno invertito la rotta, nell'attesa che emergano eventuali sviluppi della mossa, in un contesto sempre più competitivo a livello mondiale per il settore televisivo e delle produzioni. Il prezzo pagato è top secret, ma secondo valutazioni dovrebbe essere di poco inferiore ai 350 milioni di euro. Sempre sul versante media, è andata molto bene Netweek (+4,78%, dopo essere arrivata a guadagnare anche il 10%) ed è andata bene anche Mondo Tv France (+4,46%), che ha chiuso il 2018 con perdite in netto ribasso e un valore della produzione passato da 362.000 euro a 2,34 milioni. La società ha anche approvato il nuovo budget 2019, che prevede un valore della produzione in crescita del 100%, Ebitda a 2,2 milioni e Ebit e risultato netto positivi a 0,2 milioni.

In Europa tech, energetici e vendite al dettaglio tra i peggiori
Le tensioni commerciali hanno pesato anche sugli indici europei, complessivamente in ribasso. A farne le spese è stato in particolare il comparto tecnologico (-2,07% l'Euro Stoxx 600 di settore) e quello delle vendite al dettaglio (-2,46%), che risente dei timori su una frenata dell'economia. Sono andate male anche le utility (-1,09%) e gli energetici (-1,7%), penalizzati dalla brusca frenata del greggio. La possibilità che l'Opec e gli alleati decidano di proseguire con l'accordo di riduzione della produzione, come ipotizzato dalla Russia, non è bastato ad arginare la frenata del greggio, arrivato a perdere più del 2% sui timori di una diminuzione della domanda. L'andamento dei titoli riflette tutto questo: a Parigi tra le performance peggiori ci sono state quelle di Valeo (-4,23%), Arcelormittal (-4,16%) e Michelin (-3,51%). Positiva Renault (+0,62%), con i vertici della società volati in giappone per rassicurare i partner dell'alleanza, Nissan e Mitsubishi, sulla proposta di fusione presentata da Fca al gruppo dell'auto francese. A Francoforte male Adidas (-2%) e i farmaceutici Bayer (-2,74%) e Merck (-2,3%). A Londra giornata buia per Burberry (-3,53%).

Euro poco mosso, debole il petrolio
Debole il prezzo del petrolio. Il Wti a luglio cede infatti il 2,8% e il Brent il 2% a causa dei timori sull'economia globale e, di conseguenza, su un possibile calo della domanda. Sul fronte dei cambi, l'euro si indebolisce ulteriormente a 1,1142 dollari (1,1156 in avvio e 1,1173 ieri). La moneta unica vale 121,84 yen (121,87 in apertura e 122,36 ieri), mentre il cambio dollaro/yen è pari a 109,353.

Spread in calo. Tesoro assegna 6,5 miliardi con rendimenti in flessione
Seduta in altalena per lo spread tra BTp e Bund che termina in leggero calo dopo il picco a 292 punti base toccato in avvio di seduta. Al termine degli scambi, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari durata
tedesco si e' attestato a 282 punti base, in lieve calo rispetto ai 284 punti della chiusura di ieri. Scende anche il rendimento del BTp decennale benchmark, indicato in chiusura al 2,65% dal 2,69% del riferimento precedente.
Attenzione anche alle aste di titoli. Il Tesoro ha collocato Bot semestrali per 6,5 miliardi di euro con rendimenti in calo. assegnati semestrali per 6,5 miliardi, rendimento scende al -0,048%, in flessione di 2 centesimi rispetto all'asta del mese precedente. Buona la domanda che si è attestata a 10,7 miliardi di euro, con un rapporto tra domanda e offerta pari a 1,65.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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