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Il tonfo del tech affossa Wall Street: peggior seduta da giugno. In rosso anche l’Europa

Nel Vecchio continente la migliore è stata Parigi, sostenuta dal piano da 100 miliardi a sostegno dell'economia. A New York si ferma il rally dei tecnologici. L'attività nel settore dei servizi è in contrazione in Spagna e Italia

di Paolo Paronetto

La giornata dei mercati

Nel Vecchio continente la migliore è stata Parigi, sostenuta dal piano da 100 miliardi a sostegno dell'economia. A New York si ferma il rally dei tecnologici. L'attività nel settore dei servizi è in contrazione in Spagna e Italia


4' di lettura

Il tonfo di Wall Street, dove gli indici stanno accusando la flessione più marcata da oltre due mesi a causa dello stop del rally del settore tecnologico, ha penalizzato le Borse europee, che nell'ultima parte della seduta hanno prima annullato i guadagni della mattinata e sono poi scivolate in rosso. I listini continentali hanno chiuso quindi sui minimi di seduta, con il FTSE MIB milanese giù dell'1,54%. Unica a limitare in parte i danni è stata Parigi, grazie al piano da 100 miliardi varato dall'Eliseo per sostenere l'economia.

Il Dow Jones ha chiuso in calo del 2,78% a 28.293 punti, il Nasdaq cede il 4,96% a 11.458 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 3,51% a 3.455 punti. A trascinare al ribasso l’intero listino le pesante flessioni dei big tecnologici, da Apple a Microsoft, da Amazon a Facebook. Tutti reduci, va detto, da un rally durato diversi mesi.

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Tra i titoli a maggiore capitalizzazione di Piazza Affari, Stmicroelectronics (-6,92%), ha sofferto la rotazione generalizzata dei portafogli verso altri comparti, mentre Atlantia (-6,13%) è stata colpita dai realizzi dopo la corsa di ieri nel giorno in cui il cda ha costituito la newco per la scissione di Autostrade per l'Italia. In rialzo invece Exor (+1,83%) e Pirelli & C (+1,22%).

Negli Usa attenzione al mercato del lavoro, calano i sussidi

Sul fronte macro, sussidi alla disoccupazione in calo negli Usa, con le nuove richieste scese nell'ultima settimana di 130mila unità a quota 881mila, meglio delle attese. Il mercato del lavoro americano è comunque sotto i riflettori, con i numeri complessivi che arriveranno nella seduta di venerdì 4 settembre e che sono molto seguiti dalla Fed oltre che dal mercato. «I dati sull’occupazione nel settore privato hanno deluso, crescendo decisamente meno delle attese», ha sottolineato Luigi Nardella di Ceresio Investors. A fine agosto le imprese americane hanno riassunto poco meno della metà dei lavoratori licenziati tra marzo ed aprile. «Il ritorno alla piena occupazione - ha aggiunto - sarà un processo lento, di questo è pienamente consapevole Jerome Powell. Nel suo discorso virtuale alla conferenza di Jackson Hole ha chiaramente esplicitato che l’obiettivo principale della banca centrale è il lavoro, fintanto la disoccupazione non sarà rientrata ai minimi storici pre-Covid l’inflazione non sarà una preoccupazione».

Debole le banche, si salva Fca

A Piazza Affari in rosso le banche, tra cui Banca Pop Er, nel giorno in cui l’istituto ha avuto il via libera a rilevare i 532 sportelli di Intesa Sanpaolo. Fuori dal paniere principale, Banca Mps sotto i riflettori dopo l'ok definitivo da parte della Bce ad operare la scissione parziale dei crediti in sofferenza in favore di Amco. Rocca Salimbeni dovrà a questo punto convocare un'assemblea straordinaria per il varo dell'operazione, che sarà completata entro la fine dell'anno. Acquisti su Fiat Chrysler Automobiles, che beneficia del recupero del settore al traino delle concorrenti francesi: le case transalpine, insieme a tutti i settori più ciclici, hanno beneficiato infatti del piano di rilancio varato dal governo di Parigi. Realizzi su Tiscali, dopo la volata delle ultime sedute.

Mediaset scatta in Borsa, la Corte Ue accoglie ricorso Vivendi

Scatto per Mediaset in Borsa dopo la decisione della Corte Ue che boccia la norma italiana che impedisce a Vivendi di acquisire il 28% del capitale di Mediaset. Positiva ma senza slancio anche Vivendi a Parigi. «La disposizione italiana che impedisce a Vivendi di acquisire il 28% del capitale di Mediaset è contraria al diritto dell’Unione», si legge nella risposta della Corte di Giustizia Ue. Vivendi, che è congelata al 9,9% in Mediaset, in teoria potrebbe tornare a detenere tutto il 28%. La società inoltre, ha sottolineato che se cambieranno le norme italiane in materia di concentrazione tra tv e telecomunicazioni, « valuterà con il massimo interesse ogni nuova opportunità in materia di business Tlc già a partire dai recenti sviluppi di sistema sulla Rete unica nazionale in fibra».

Dollaro in recupero, l'euro torna in area 1,18

Sul mercato dei cambi, l'euro si è risollevato dai minimi di giornata sotto la soglia di 1,18 dollari, ma resta distante dal top di 1,2012 segnato due giorni da. La moneta unica passa di mano a 1,1813 dollari (1,1861 ieri in chiusura). Un euro vale inoltre 125,39 yen (126,00), mentre il rapporto dollaro-yen e' a 106,15 (106,16). Debole il petrolio: il future ottobre sul Wti perde l'1,88% a 40,73 dollari al barile, mentre la consegna novembre sul Brent cede il 2,21% a 43,45 dollari.

Spread in rialzo a 153 punti, rendimento BTp all'1,06%

Sull'obbligazionario, chiusura in rialzo per lo spread BTp/Bund in virtù di vendite sui titoli di Stato italiani nell'ultima parte della seduta sul mercato
secondario dei titoli di Stato Mts. A fine giornata il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano dicembre 2030 e il Bund di pari durata è indicato a 153 punti base, dai 149 punti del finale di ieri. In rialzo all'1,06% anche il rendimento del BTp decennale benchmark che pure durante la seduta era tornato sotto la soglia dell'1% per poi risalire rapidamente sul finale (1,02% il closing di ieri).

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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