sartoria napoletana

Ulturale conquista il mondo con le cravatte scaramantiche

Un cornetto nascosto di corallo rosso ha fatto la fortuna dell'azienda

di Patrizia Maciocchi

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Le cravatte Ulturale: la versione “Tiè” che cela un cornetto sotto le pieghe

Un cornetto nascosto di corallo rosso ha fatto la fortuna dell'azienda


3' di lettura

Italiani popolo di eroi, santi, poeti, navigatori e scaramantici. Forte è per molti la tentazione di lasciarsi andare a un gesto apotropaico per allontanare la sfortuna al passaggio del gatto nero o del carro funebre. Ma per farlo bisogna rinunciare a un po’ di classe. E non tutti se la sentono.

Diverso è se lo stesso effetto protettivo del “gestaccio” si può ottenere semplicemente sfiorandosi una cravatta che nasconde all’interno un piccolo corno: le sue dimensioni ridotte non diminuiscono la sua efficacia. La cravatta fa parte di una linea di Ulturale, impresa nata a Napoli nel 1948, che a scanso di equivoci l’ha battezzata “Tie''”: è prodotta, neppure a dirlo, a Napoli, e ha varcato i confini campani e nazionali. Ed è entrata nel guardaroba di capi delle istituzioni e politici.

L’accessorio contro la jella si può trovare nell’armadio del presidente del consiglio, Giuseppe Conte, come in quello di alcuni suoi predecessori come Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Se lo scopo dell’uso della cravatta è comune, non mancano le varianti e le personalizzazioni di una creazione comunque sobria ed elegante, come si conviene alla migliore tradizione della sartoria partenopea.

Quella scelta dal Quirinale per la Repubblica Italiana sacrifica la funzione primaria dell’accessorio e rende omaggio alla bandiera: la versione scelta dal Colle ha i punti a smerlo tricolori e il logo della Presidenza della Repubblica ricamato in oro zecchino. In ogni caso i primi a cui il corno ha portato fortuna sono stati proprio gli ideatori della cravatta propiziatoria.

L’impresa della famiglia Ulturale, che vanta 71 anni di storia, ha spiccato il volo decisivo nel 2005, quando uno dei soci ha letteralmente sognato la cravatta con l’antimalocchio incorporato. Il successo è nei numeri: il fatturato dell’azienda è passato dai 120mila euro del 2004, anno di nascita della società, ai 300mila euro del 2005, anno di introduzione del cornetto in corallo rubrum mediterraneo e argento 925, fino a lievitare ai due milioni di euro del 2018.

«Mi scervellavo per rendere più creativo l’accessorio più venduto al mondo e meno indossato - racconta Giancarlo Auriemma, responsabile commerciale di Ulturale -, ma le possibilità di sbizzarrirsi sembravano limitate al nodo. Finché una notte mi è apparsa in sogno la cravatta che poi abbiamo brevettato. Erano le 4 del mattino, ma non potevo aspettare, e ho chiamato subito gli altri soci». A quell’ora, si sa, si fa fatica ad apprezzare qualunque cosa, creatività compresa, e i soci ci hanno dormito sopra. La mattina dopo, tuttavia, all’idea è stato finalmente riconosciuto il suo giusto valore. Ora la cravatta, oltre che a Napoli, si trova anche nei negozi al centro di Roma e di Milano, e la sua forza scaramantica viaggia anche in rete, dove si può acquistare nell’e-store dell’azienda. Ulturale esporta anche in Giappone e in Corea, dove, in realtà, più che il corno attrae l’eleganza made in Napoli, fuori discussione e celebre in tutto il mondo.

I creatori, naturalmente, hanno pensato anche alle donne. Per loro, dunque, foulard con ferri di cavallo, cornetti, gufetti e dea bendata con cornucopia: tutti rigorosamente in pura seta, perché lo stile non si sacrifica neppure sull’altare della buona sorte. Molte approfittano per regalarsi un po’ di fortuna quando vanno in negozio per regalare al marito l’unico cornetto che può gradire: «Sono molte le donne che pensano a questo cadeau - dice la manager dell’impresa Nadia Amideo - e già che ci sono fanno un regalo anche a loro stesse ». Perché la scaramanzia è qualcosa che unisce ben oltre il genere.

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