applicazioni industriali

Umbra Control fa rete e lancia un «cobot» per le linee produttive

Progetto di R&D europeo da 250mila euro. Partnership con Meccanotecnica Umbra

di Silvia Pieraccini

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Giorgio Passeri. Responsabile R&D Software di Umbra Contro

Progetto di R&D europeo da 250mila euro. Partnership con Meccanotecnica Umbra


3' di lettura

Progetta software che gestiscono la sicurezza e la sorveglianza del Duomo di Milano, del Museo Egizio di Torino, della Biblioteca nazionale di Firenze, del Teatro La Fenice di Venezia e dell’isola di San Giorgio Maggiore, sempre a Venezia. Adesso però Umbra Control, storica azienda perugina di sistemi integrati che pochi mesi fa è stata acquisita da tre dipendenti di lungo corso e dalle figlie dei precedenti titolari, allarga la gamma e guarda oltre l’automazione degli edifici (building automation).

La nuova frontiera si è aperta con un progetto di ricerca e sviluppo finanziato con 250mila euro di fondi europei veicolati dalla Regione Umbria, e realizzato in partnership con un'altra azienda del territorio, Meccanotecnica Umbra, leader nella produzione di tenute meccaniche per pompe acqua (per auto e lavastoviglie).

Umbra Control ha programmato un cobot - un robot in grado di interagire con l’uomo nell’ambiente di lavoro – che monitora le prestazioni delle linee produttive di Meccanotecnica Umbra. La soluzione innovativa consiste nell’aver integrato non solo movimenti e automazione, ma anche una telecamera che legge il Qr code presente nelle tenute meccaniche e un assistente vocale, finora – spiega l’azienda - mai utilizzato in ambito industriale italiano. «Si tratta di un assistente vocale offline – afferma Alessandra Grilli, responsabile marketing e comunicazione di Umbra Control - che funziona senza collegarsi al cloud e dunque è avanzato dal punto di vista della cybersecurity perché non utilizza la rete Internet».

Il progetto europeo è durato tre anni e si è concluso nel marzo scorso, anche se il lockdown ha ritardato di qualche mese la messa in funzione. Ora il cobot è operativo nella sede di Meccanotecnica Umbra, a Campello sul Clitunno, dove è nata l’idea: è stato il presidente Alberto Pacifici a intuire le opportunità che un robot collaborativo poteva innescare nell’azienda.

«L’implementazione di un cobot all’interno delle nostre linee di assemblaggio automatico ci ha consentito di toccare con mano le potenzialità di questa tecnologia», spiega Massimiliano Borasso, manager R&D di Meccanotecnica Umbra, definendo le funzionalità introdotte «innovative» e «pionieristiche nel contesto italiano». «I risultati ottenuti – aggiunge - ci consentono di pianificare ulteriori sviluppi su altre linee di produzione “personalizzate”, che richiedono flessibilità e capacità di adattamento. Il progetto è stato un bell’esempio di rete tra aziende del territorio».

Adesso la prospettiva di Umbra Control – i cui soci sono il presidente Gianluca Ragni, Mauro Marchi, Giorgio Passeri, Diliane Ercolani Barbosa e Marta Cassini - non è solo quella di programmare i cobot, ma di allargare appunto i settori d’operatività, passando dall’automazione degli edifici e dei sistemi a quella di carattere industriale che si muove sui parametri tipici della smart factory.

Nel 2019 l’azienda perugina, che conta 25 addetti, ha fatturato 4,2 milioni con una crescita del 35%, e quest’anno prevede un incremento analogo nonostante l’emergenza Covid e le difficoltà che questo comporta. Il mercato di riferimento per adesso è l’Italia (98%) e il core business è la realizzazione di sistemi integrati personalizzati, “a misura” di istituzioni, enti, aziende. Ma le energie ora saranno indirizzate allo sviluppo di progetti nel mondo dell’automazione industriale, magari finanziati ancora dall'Unione europea. «La collaborazione avviata con Meccanotecnica Umbra – conclude Giorgio Passeri, responsabile R&D Software di Umbra Control – ha posto le basi per ulteriori opportunità da sviluppare in sinergia».

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