Hotellerie

Umbria Charme punta sul turismo di lusso

Al via la valorizzazione degli hotel 4 e 5 stelle sostenuta dalla Regione

di Chiara Beghelli

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Il Castello di Montignano

Al via la valorizzazione degli hotel 4 e 5 stelle sostenuta dalla Regione


2' di lettura

Il nuovo decennio si è aperto con un dato record per il turismo in Umbria: secondo i dati del Centro Studi Turistici rilevati per conto di Assoturismo Confesercenti, proprio nei giorni di Capodanno l’Umbria ha superato la vicina Toscana per tasso di occupazione delle strutture ricettive, 95% contro 91%. C’è ottimismo, nel cuore verde d’Italia, per il settore, un sentimento confermato dagli ultimi dati relativi al 2019, pubblicati in ottobre: nei primi sette mesi dell’anno gli arrivi sono stati 1,36 milioni, le presenze 3,3 milioni, in aumento rispettivamente del 2,3% e del 2,6% rispetto allo stesso periodo 2018. E protagonista di questa euforia è il segmento più alto dell’ospitalità.

Simone Fittuccia, appena nominato nuovo presidente di Federalberghi Umbria, ne ha fatto uno dei punti salienti del suo programma: «Serve quel salto di qualità che metterebbe il turismo umbro nelle condizioni di trainare l’economia regionale, come potenzialmente è in grado di fare». Salto di qualità che si è mosso proprio a dicembre con la presentazione del progetto “Umbria Charme”, che punta a valorizzare l’accoglienza di qualità della regione.

Secondo le statistiche dell’amministrazione regionale, il segmento più alto dell’ospitalità è stato anche quello a crescere di più negli ultimi anni: se nel 2000 le strutture a 4 e 5 stelle erano 45, nel 2018 sono salite a 83. Per questo nel 2016 la regione stessa ha pubblicato un bando per dar vita a “Umbria Charme”, mettendo a disposizione 2,6 milioni di euro per finanziare la riqualificazione e le strategie di comunicazione e marketing delle strutture a 4 e 5 stelle della regione, sostenendo anche quelle che avessero voluto investire per salire di categoria. I due consorzi Umbria Convention Bureau e Umbria Benessere, vincitori del bando, si sono dunque riuniti per dar vita a una rete di strutture, ma anche di esperienze, per dare slancio al turismo di lusso. «Ad oggi comprendiamo 25 indirizzi, distribuiti in tutta la regione - racconta Elisa Tomassoli, dirigente di Umbria Convention Bureau -. Sono alle prese con gli ultimi lavori, che riguardano soprattutto l’ammodernamento degli arredi e delle stanze, ma hanno puntato anche su due filoni fondamentali, il benessere e le eccellenze enogastronomiche locali. Stiamo puntando soprattutto ai turisti stranieri, dal Regno Unito e Germania, e l’apertura di nuovi collegamenti dall’aeroporto di Perugia-Sant’Egidio ci aiuterà anche con altri mercati». Il 2020 sarà il primo, vero anno di lancio del progetto, che sarà presentato a fiere ed eventi internazionali, a partire dalla Bit di Milano dal 9 all’11 febbraio. «Sarebbe bello arrivare a proporre una vera collezione di hotel - conclude Tomassoli - e offrire un marchio di eccellenza e garanzia».

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