previdenza

Un 2019 in rimonta: così i fondi pensione hanno recuperato il 2018

Ecco i dati analizzati da Covip, commissione di vigilanza sui fondi pensione, relativi ai rendimenti annui cumulati dal 2008 fino ad oggi

di Marco lo Conte

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Ecco i dati analizzati da Covip, commissione di vigilanza sui fondi pensione, relativi ai rendimenti annui cumulati dal 2008 fino ad oggi


2' di lettura

Un caso di scuola. O quanto meno di storia della finanza, con i cali di periodo superati subito dopo. È accaduto più volte in passato ed è accaduto anche quest’anno. I dati complessivi disponibili giungono fino a fine settembre (vedi sotto) ma il quarto trimestre dell’anno conferma complessivamente il trend. Le gestioni finanziarie dei fondi pensione complementari hanno in gran parte recuperato i cali accusati nel corso del 2018 quando, complice l’andamento negativo parallelo di azioni e obbligazioni, gran parte degli aderenti alla previdenza complementare ha accusato una decrescita dei propri contributi previdenziali. Appena il tempo di preoccuparsi - i rendimenti annuali giungono in primavera - e di ipotizzare contromisure per mettere al sicuro il proprio risparmio previdenziale, e già la ripartenza dei mercati ha stravolto totalmente lo scenario, riportando in deciso recupero le gestioni.

Attenzione alle contromosse
Chi, nel corso del 2019, avesse deciso di passare ad un comparto meno rischioso o addirittura garantito - e al Sole 24 Ore molte richieste di consigli sul tema sono giunte al riguardo - avrebbe consolidato la perdita senza beneficiare del recupero: il classico caso di decisione ritardata, quella per cui l’investitore o, in questo caso, l’iscritto a un fondo pensione cerca di rincorrere le Borse, restando sempre più distanziato.

Ma quel che preme sottolineare qui, sono i rendimenti composti degli ultimi anni, riassunti qui:

QUANTO HANNO RESO I FONDI PENSIONE DALLA CRISI LEHMAN IN POI

(Covip)

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I dati di medio termine, analizzati dalla commissione di vigilanza sui fondi pensione, evidenziano la tenuta delle gestioni finanziarie della previdenza complementare a cavallo della crisi Lehman e della crisi del debito sovrano del 2011. Nonostante questi due rilevanti “inciampi” nella corsa dei listini di Borsa, i rendimenti dei fondi pensione hanno superato la rivalutazione del trattamento di fine rapporto (Tfr) quasi in tutte le circostanze e offerto una rivalutazione competitiva nei confronti dell’inflazione.

La lezione dei fondi pensione
Risultanze che confermano ancora una volta che 1) la modalità di devoluzione dei contributi Tfr, volontari e datoriali, sotto forma di piano di accumulo del capitale, consente di compensare le oscillazioni dei mercati e ridurre la volatilità; 2) l’applicazione della finanza alla previdenza appare produrre risultati rimarchevoli, complice anche l’interazione tra i board dei fondi e i gestori 3) nel medio termine gli asset rischiosi lo diventano di meno, in quanto la diversificazione tra molti asset in portafoglio consente di ridurre l’esposizione al rischio.

Ovviamente i risultati del passato, com’è noto, non possono essere considerati predittivi di quelli futuri. E una crisi è costantemente dietro l’angolo e con essa il rischio di perdere una parte di quanto guadagnato in passato. Tuttavia 150 anni di osservazione dei mercati finanziari da parte degli studiosi della materia convergono a confermare questo scenario: un titolo può anche andare a zero e l’azienda collegata fallire, ma il mercato non fallisce mai.

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