energia e ambiente

Un acceleratore per incentivare ricerca e nuove competenze

Enel a caccia di nuovi talenti: collaborazioni trasversali con istituti pubblici e privati e università in tutto il mondo

di Giovanna Mancini


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3' di lettura

La società, le sue esigenze e le soluzioni che rispondono a tali esigenze hanno un ritmo di trasformazione vorticoso: impossibile sapere, oggi, quello di cui avremo bisogno tra pochi anni. Un discorso tanto più valido per i settori produttivi e di servizi legati all’energia, che si devono confrontare con i temi della sostenibilità ambientale, dell’urbanizzazione e delle crescente domanda di elettricità nel mondo.

Se non si può prevedere, tuttavia, l’evoluzione tecnologica si può almeno cercare di governare e per farlo servono le figure professionali giuste e i migliori talenti, come si usa dire: persone preparate sotto il profilo tecnico, ma anche capaci di comprendere i bisogni della società e raccontare, tradurre, le innovazioni tecnologiche. Per questo Enel, multinazionale italiana dell’energia che opera in 33 Paesi del mondo e dà lavoro a 68mila persone, ha instaurato da anni un dialogo costante e multidisciplinare con numerose università in tutto in italia e all’estero. In particolare, attraverso il programma di Partnership World energy for Universities (We4U) lanciato nel 2015 e supportato da Enel Foundation, il gruppo ha dato vita a una quindicina di collaborazioni internazionali per favorire la sinergia e l’osmosi tra l’azienda e le menti più brillanti di queste realtà.

Sono state di recente rinnovate le partnership con il Politecnico di Milano e quello di Torino, la Sant’Anna di Pisa, la Bocconi e l’Università di Berkley, in California, mentre sono ancora in corso i primi accordi siglati con l’Università Comillas di Madrid, la Columbia di New York, la Strathmore University di Nairobi, la Venice International University, l’ateneo di Genova e la Luiss di Roma. In via di rinnovo è la partnership con il Mit di Boston.

Si tratta di un processo di continua osmosi tra competenze e professionalità, utile a tre obiettivi prioritari: dare agli atenei coinvolti il supporto necessario (in termini di risorse, competenze, laboratori, impianti e tecnologie) per far progredire la ricerca scientifica e lo sviluppo tecnologico indirizzandoli in modo che siano rilevanti e sostenibili sul mercato; assistere Enel nell’indirizzare le priorità e le sfide della ricerca aziendale per creare nuove strategie di sviluppo e nuovi prodotti, ricavando anche uno spazio nella ricerca più all’avanguardia e nelle tecnologie del futuro; collaborare attraverso attività di formazione, programmi di internship e opportunità di assunzione.

Tutte le collaborazioni, spiegano dal gruppo, sono finalizzate a sviluppare un terreno di eccellenza in cui incontrare e osservare come lavorano i giovani che poi usciranno da queste realtà di eccellenza, per orientarli nell’ambito mondo Enel, in base alle opportunità professionali disponibili. Evitando di disperdere le competenze, ma cercando di attingere di volta in volta i talenti migliori dal terreno giusto.

Ad esempio, al Politecnico di Milano e Torino si guarda per la forte esperienza in ambito tecnico-gestionale, alla Bocconi per le figure legate all’amministrazione finanziaria, con la Sant’Anna si lavora sui temi di gestione, marketing e relazioni commerciali, con l’Università di Genova sui temi di informatica e cybersecurity.

Ci sono poi numerose altre collaborazioni in Italia e nel mondo: con l’Università di Pisa per attivare workshop su energy management e business elettrico ed energetico, con la Sapienza per i temi di data science, solo per citarne alcune.

Il tratto comune è la volontà di confrontarsi: per l’azienda si tratta di capire quali università sono più avanzate in determinati settori e con queste attivare progetti per coinvolgere proattivamente i giovani e orientarli sulle opportunità professionali. L’obiettivo è «dare impiegabilità ai ragazzi», precisano dal gruppo, cercando al tempo percorsi e idee per innovare e reinventare il proprio business. Attraverso tesi di laurea di reciproco interesse o esperienze di tirocinio, ad esempio, ma anche affidando alle università progetti di analisi o consulenze ecc.

Infine, in alcuni casi il gruppo è coinvolto in progetti di ricerca vera e propria, in tutti i campi di interesse di Enel. Quello della mobilità elettrica, ad esempio, su cui l’azienda sta lavorando assieme all’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. Ma anche delle energie rinnovabili, dell’efficienza energetica, dell’economia circolare, dell’Internet of Things e dell’Intelligenza artificiale.

Tutti gli ambiti di investimento in innovazione di Enel (circa 100 milioni di euro ogni anno) hanno comunque a che fare con la sostenibilità. Tanto che il gruppo ha dato vita a un nuovo modello – definito «Innovability» – che coniuga appunto i due concetti di innovazione e sostenibilità e si fonda sulla necessità di creare un ecosistema di cui facciano parte clienti, dipendenti, fornitori, ricercatori e grandi gruppi industriali.

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