Intervento

Un’agenzia sovranazionale di ricerche per la difesa

La discussione sull’esercito comune europeo è entrata nel vivo

di Alessandro Profumo

Spazio. Sala di controllo del Centro spaziale del Fucino di Telespazio

2' di lettura

La discussione sull’esercito comune europeo è entrata nel vivo, in attesa del prossimo Consiglio Europeo congiunto dei Ministri degli Esteri e della Difesa di metà novembre. Il primo prerequisito per lo sviluppo di capacità militari comuni è rappresento però da una nuova politica industriale della Difesa; un punto su cui l’Italia, grazie all’azione del Ministro Lorenzo Guerini, si sta muovendo in anticipo. Con la recente Direttiva per la Politica Industriale della Difesa il nostro Paese si dota di un atto di indirizzo politico e di una guida effettiva per definire gli indirizzi industriali nel settore strategico della difesa e sicurezza.

Al centro del provvedimento si pone il concetto di sovranità tecnologica, caro anche all’Europa, inteso come requisito essenziale per la tutela degli interessi nazionali. L’idea di sovranità è basata su un approccio di lungo periodo agli investimenti in tecnologie chiave e su una collaborazione virtuosa tra i ministeri competenti, l’industria e i centri di ricerca, sfruttando anche le potenzialità derivanti da programmi e partnership internazionali, coinvolgendo le istituzioni europee e la Nato. Questo approccio permetterà di individuare le tecnologie disruptive di maggiore
rilevanza e pianificare, in un’ottica pluriennale, gli investimenti necessari,
attraverso la realizzazione di un “sistema Difesa”.

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La costituzione di un Tavolo tecnico di coordinamento della politica industriale presso i Ministeri di riferimento, Difesa e Sviluppo Economico in primis, con la partecipazione dell’industria, permetterà finalmente la costruzione una visione strategica comune, capace di tenere insieme le esigenze di uno strumento militare tecnologicamente al passo con i tempi e gli obiettivi di crescita del sistema industriale. In questo scenario, inoltre, sarebbe auspicabile la creazione di una agenzia sovranazionale sul modello del DARPA, l’agenzia governativa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, incaricata della ricerca sulle tecnologie avanzate per uso militare.

Proprio la scelta delle tecnologie su cui investire risulta la decisione più complessa da prendere. Il primo passo è legato alla necessità di dotarsi di competenze in grado di guidare i cicli tecnologici: spazio, digitale e cyber sicurezza, i terreni chiave in ambito AD&S.

Non si possono poi tralasciare le sinergie derivanti dalla convergenza tra digitale e manifattura che sta determinando una trasformazione profonda dell’industria della Difesa, caratterizzata dall’avvento di sistemi sempre più interconnessi, in cui le soluzioni tecnologiche trasmettono dati, li analizzano e consentono di operare con tempestività in ogni scenario operativo.

Per sviluppare capacità strategiche abilitanti, salvaguardando una dimensione nazionale, l’Italia non può prescindere però dalla cooperazione internazionale. Le economie di scala europee garantiscono un’adeguata concentrazione di risorse industriali e finanziarie per sostenere gli investimenti, con un più ampio mercato di riferimento, mentre la PESCO e il Fondo Europeo della Difesa offrono già da ora l’opportunità di una cooperazione strutturata per lo sviluppo di capacità militari comuni. È l’unico modo per continuare a tutelare gli interessi del Paese di fronte alle nuove
sfide globali.

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