sostenibilità

Un’altra vittoria per la moda “fur free”: anche Versace e Furla abbandonano le pellicce animali

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La lista dei brand che rinunciano alle pellicce si arricchisce di due nomi importanti: Versace e Furla, infatti, hanno dichiarato la loro intenzione di non usare più pellicce nei loro prodotti.

Alla fine dello scorso anno anche Gucci e Micheal Kors avevano scelto una produzione “fur free”.

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Gruppi come Ynap, La Redoute, VF Corporation (che comprende Timberland, Napapijri, The North Face e Vans), insieme a Giorgio Armani e Ovs avevano già fatto questa scelta nel 2016, preceduti nel 2015 da Hugo Boss, e ancor prima dal gruppo Inditex. La lista dei marchi che hanno aderito finora al protocollo Fur Free è disponibile qui .

Donatella Versace ha reso nota la sua scelta in un’intervista al magazine dell’Economist 1843, dichiarando «Non volgio uccidere animali per la moda, non mi sembra giusto». Non ci sono ancora dettagli su quale sarà la prima collezione fur free della maison della Medusa.

Invece, Furla ha comunicato che l’addio alle pellicce vere inizierà già con la stagione Cruise 2019, disponibile nei negozi da novembre, mentre tutti i prodotti saranno realizzati in pelliccia ecologica.

«Nel corso dell'ultimo anno Furla è cresciuta in maniera esponenziale a
livello internazionale -ha commentato in una nota Alberto Camerlengo, ceo del Gruppo Furla -. La decisione di bandire progressivamente dalle collezioni l'uso della pelliccia animale è un progetto che conferma l'interesse crescente del brand nei confronti dell'ambiente, con particolare attenzione al mondo animale, cui Furla è molto sensibile. La decisione, inoltre, risponde alla crescente ricerca di prodotti etici da parte di un consumatore sempre più consapevole e attento a queste tematiche».

Nonostante l’addio alle pellicce sia sempre più diffuso, la produzione delle stesse non dà segni di crisi.

In un’intervista al Sole 24 Ore del 28 febbraio scorso, Roberto Scarpella, presidente dell’Associazione italiana pellicceria (Aip), ha dichiarato che nel 2017 la produzione “facon” è cresciuta del 9,6% a 550 milioni; il segmento wholesale e quello retail sono aumentati del 4% a 736 milioni e 1,37 miliardi.

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