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Un anno di formazione per ogni bar robotico venduto: provocazione o soluzione?

La startup italiana Makr Shakr si muove per prima nel proporre questa compensazione tecnologica, che ha visto tra i promotori anche Bill Gates

di Luisanna Benfatto

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Makr Shakr PH Credit Avocado Studio

La startup italiana Makr Shakr si muove per prima nel proporre questa compensazione tecnologica, che ha visto tra i promotori anche Bill Gates


2' di lettura

Robot, cobot, auto a guida autonoma, droni. Macchine sempre più evolute entrano nel nostro quotidiano e nelle organizzazioni. Speaker intelligenti vi danno il buongiorno la mattina, mentre droni sorvolano i campi per controllare vigneti, coltivazioni e spegnere incendi. Robot sono presenti e affiancano professionisti in sala operatoria, nella ristorazione e nell'accoglienza. Pepper, un concierge modello (automatico) della giapponese Softbank è stato installato pochi giorni fa all'aeroporto di Bologna per dare informazioni ai turisti.

Siamo nel mezzo di una transizione tecnologica e sociale che andrà gestita anche a livello politico, come ha suggerito Bill Gates. Il filantropo è stato tra i primi a proporre una “tassa” per i robot, i cui proventi devono andare nella riqualificazione dei lavoratori. Anche l'economista, ed ex-ministro del lavoro americano, Robert Reich ha ipotizzato la necessità di istituire una sorta di “reddito di transizione” per arginare la perdita di lavoro a causa dell'automazione.

Il bonus formazione
“L'estate scorsa i lavoratori dei casinò di Las Vegas hanno scioperato per paura che i robot prendessero il loro posto ai tavoli da gioco” racconta Carlo Ratti, professore al MIT e fondatore di Makr Shakr, startup di Torino che ha ideato i bar robotici che miscelano cocktail H24, sulle navi da crociera Royal Caribbean (7 già installati, altri 5 il prossimo anno) e negli hotel di Praga, Milano, Dubai, Londra e Reykjavik.
Per affrontare in modo concreto le preoccupazioni tutte umane nei confronti di questa fase di trasformazione del mondo del lavoro, Ratti ha deciso di devolvere un bonus formazione a una persona in difficoltà per ogni modello venduto. Il primo a beneficiarne sarà un 50enne di Buffalo (New York): un cameriere che aveva come sogno quello di lavorare nel campo della produzione della birra ma non aveva le risorse necessarie di pagarsi un corso. Brian Townsell frequenterà un corso di tecnologie birrarie presso il SUNY ERIE Community College (SUNY Erie), per 4 mesi grazie al contributo di 4000 dollari di Makr Shakr, sotto forma di borsa di studio.

La sponsorship in Italia
Il prossimo sostegno sarà dato a un italiano, racconta l'azienda, scelto in collaborazione con Immaginazione e Lavoro, ente che offre servizi formativi e orientativi per occupati e disoccupati in Piemonte e Lombardia. Con un budget simile si potranno aiutare lavoratori in difficoltà che frequentano i corsi supportandone le spese di tirocinio. “Se saremo in grado di gestire i problemi di transizione e ridistribuzione, il futuro offrirà più opportunità ai lavoratori”- aggiunge Emanuele Rossetti, Ceo di Makr Shakr-. “Siamo una giovane startup ma crediamo che sia nostra responsabilità affrontare le conseguenze della diffusione dell'automazione nel settore food dove operiamo. Il nostro contributo non è una soluzione politica di welfare o di sussistenza, ma per noi rappresenta la via più efficiente per prepararsi alla società di domani”.

Se l'iniziativa filantropica, è agli inizi, non si arresta in di Makr Shakr la ricerca e sviluppo di nuovi concept. Il prossimo anno debutterà sul mercato Guido, il primo bar robotico installato su una postazione mobile. Due bracci meccanici pronti a offrirvi caffè e cappuccino ovunque voi siate. Magari di fronte all’aula dove state apprendendo le tecniche per fare un lavoro, meglio di un robot.

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