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Un appello di Wikimedia sul riuso delle immagini

Se il patrimonio culturale è di tutti, di chi sono le immagini che lo documentano? E come possiamo usare queste immagini per tutelare, condividere e valorizzare il nostro patrimonio culturale nel mondo?

di Iolanda Pensa

(Adobe Stock)

3' di lettura

Se il patrimonio culturale è di tutti, di chi sono le immagini che lo documentano? E come possiamo usare queste immagini per tutelare, condividere e valorizzare il nostro patrimonio culturale nel mondo? Nelle ultime settimane queste domande sono state al centro di diversi dibattiti tra addetti ai lavori e rappresentanti del Ministero della Cultura. Entro la fine di giugno dovrà infatti essere recepito il Piano Nazionale di Digitalizzazione del Patrimonio Culturale (PND), elaborato dall'Istituto centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale – Digital Library per realizzare uno degli obiettivi del PNRR e sbloccare l'uso dei fondi dedicati alla cultura e alla digitalizzazione.

Il patrimonio culturale digitale italiano può trarre grande beneficio dall'essere documentato su Wikipedia e sui progetti Wikimedia. Su queste piattaforme collaborative senza scopo di lucro, che registrano oltre 20 miliardi di accessi al mese e sono disponibili in oltre 300 versioni linguistiche, centinaia di migliaia di volontari di tutto il mondo fanno quello che il PND auspica: selezionano, conservano e condividono immagini, dati e metadati, costruendo nuovi significati e nuovo valore intorno a ciò che ci è trasmesso dal passato, a beneficio di tutti, nel presente e nel futuro.

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Nelle sue premesse il PND presenta numerosi punti di contatto con la filosofia dei progetti Wikimedia: l'importanza attribuita all'open access, agli open data e ai FAIR data, l'idea di un patrimonio digitale aperto alla collaborazione, al riuso, alla co-creazione. Finalmente nel documento si parla di metadati e di elaborazione di un data management plan per le istituzioni, dell'eliminazione di filigrane o di immagini in bassa risoluzione online per le opere d'arte pubbliche. Questa è la strada da percorrere, per un rinnovamento, anche culturale, del nostro Paese.

C'è però un problema. Per come è attualmente configurato, il PND prevede che le immagini del patrimonio culturale italiano sui progetti Wikimedia siano soggette ad un canone per i riusi commerciali. Il riuso commerciale dei contenuti dei progetti Wikimedia è invece libero: solo così, secondo i principi dell'open access e delle comunità di volontari che da oltre vent'anni producono conoscenza libera, i contenuti sono veramente al servizio di tutti.

L'ideale che spinge i volontari dei progetti Wikimedia a rendere disponibili per qualsiasi uso le foto che producono, per esempio quelle che ritraggono dei monumenti, è quello di diffonderne la conoscenza. Per questo scopo, è indispensabile che chi riusa le immagini di Wikimedia Commons (l'archivio dei file multimediali con licenza libera associati a Wikipedia) possa essere certo di poterlo fare liberamente, senza il rischio di trovarsi a dover pagare canoni. Invece, dopo anni di ambiguità, il PND mette nero su bianco la posizione del Ministero della Cultura sul riuso delle immagini dei progetti Wikimedia: gli enti culturali possono richiedere il pagamento di un canone. E questo fa sì che le immagini dei beni culturali italiani, anche quando i diritti d'autore siano scaduti da secoli, non sono riutilizzabili liberamente, come inteso dalle comunità dei progetti Wikimedia in tutto il resto del mondo.

Come Wikimedia Italia abbiamo già chiesto al governo italiano di non aggiungere restrizioni alle immagini rilasciate con licenza libera di beni in pubblico dominio sui progetti Wikimedia. Continueremo a chiederlo, per spingere il nostro Paese ad adeguarsi agli standard internazionali di apertura e di partecipazione dei cittadini alla conservazione del proprio patrimonio culturale.

Limitare il libero utilizzo delle riproduzioni digitali del patrimonio culturale presenti su Wikipedia e sui progetti Wikimedia ai soli fini non commerciali tradisce lo spirito collaborativo con cui nascono i progetti stessi. È inoltre una strategia fallimentare, come ormai dimostrato sia in Italia che all’estero: l’introduzione di un canone produce infatti costi gestionali aggiuntivi e non porta alcun beneficio alla maggioranza delle istituzioni culturali, ai cittadini e al Paese.

Per questo, chiediamo al Ministro della Cultura Dario Franceschini, al governo e ai parlamentari italiani di intervenire per risolvere le contraddizioni presenti nel PND. Vogliamo che le istituzioni culturali possano continuare a collaborare con Wikipedia e i progetti Wikimedia, che producono solo contenuti aperti a tutti, per ogni uso.

Iolanda Pensa, Presidente di Wikimedia Italia

Riproduzione riservata ©

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