Arte

Un'arca di vetro sull'isola di San Giorgio

Una mostra divertente: alle Stanze del Vetro della Fondazione Giorgio Cini di Venezia la collezione di animali di vetro di Murano di Pierre Rosenberg.

di Silva Menetto

3' di lettura

Uno zoo di vetro – e non centra Tennessee Williams. Sono scimmie, cani, giraffe, gatti, oche, pesci, farfalle: un universo zoomorfo realizzato in vetro di Murano e collezionato pazientemente nel corso di 30 anni da Pierre Rosenberg, famoso direttore del Museo del Louvre di Parigi, uno dei maggiori storici dell'arte del nostro tempo, membro dell'Académie française.

Il collezionista

Nella sua lunga e brillante carriera lo studioso di fama internazionale ha raccolto una straordinaria collezione di dipinti e disegni del Seicento francese, oltre che migliaia di libri e documenti che lo hanno accompagnato nel percorso lavorativo. Ma la passione del collezionista lo ha portato anche a realizzare un'altra raccolta, molto più personale, che lo lega a doppio filo a Venezia.

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Una raccolta ironica e privata, fatta per amore e per “divertissement”, pezzo dopo pezzo: quella di animali di vetro di Murano. Una collezione immensa, che conta oltre 2000 pezzi distribuiti tra l'abitazione parigina e quella veneziana del professore che finalmente si è lasciato convincere a presentarne al pubblico una selezione di 750 pezzi, allestita in maniera giocosa e divertente alle Stanze del Vetro, sull'isola di San Giorgio a Venezia.

Per i bambini

“L'Arca di vetro. La collezione di animali di Pierre Rosenberg” è una mostra tutta da gustare, ideata prima di tutto per i bambini, ma anche per i grandi che li accompagnano, in uno scenografico allestimento di Denise Carnini e Francesca Pedrotti che hanno trasformato le Stanze del Vetro in tanti scenari adatti ad ospitare, vetrina dopo vetrina, gli animali della giungla, quelli della fattoria, della savana, della palude, gli animali marini e quelli domestici, del bosco e dei poli. In sottofondo i rumori degli ambienti reali e i versi degli animali veri: un'esperienza ludica e immersiva completata anche da una fiaba animata realizzata da Giulia Savorani e proiettata in mostra.

Non è stata un'impresa facile per le curatrici Giordana Naccari e Cristina Beltrami convincere Pierre Rosenberg a realizzare questa esposizione: gli animali di vetro della sua collezione non erano mai usciti dalle mura domestiche ma oggi, a chi gli chiede quale sarà il loro destino in futuro, il professore sorride e risponde: “Chissà... sarebbe bello che una parte rimanesse a Venezia”.

Le altre sue collezioni d'arte - quadri, disegni, libri e una parte dei vetri - le ha già destinate al Musée du Grand Siècle che aprirà a Parigi nel 2025.L'Arca di vetro di Rosenberg però ha qualcosa di magico: un po' come Noè, il collezionista ha radunato - cercando tra mercatini, aste, rigattieri e antiquari di tutto il mondo - un'enciclopedia di esemplari di vetro muranese che è testimonianza di tutte le varie tecniche dei maestri vetrai del Novecento (alcune delle quali oggi non più riproducibili). Ci sono animali realizzati da Napoleone Martinuzzi, Tyra Lundgren o Toni Zuccheri per la Venini, gli zebrati di Barovier &Toso, agli acquari di Alfredo Barbini, esposti assieme a deliziosi altri animali realizzati da vetrerie meno note ma altrettanto interessanti per sperimentazione tecnica e formale, fino alla mostra nella mostra, ossia i capolavori a lume realizzati da Bruno Amadi.

La mostra, a ingresso libero, è visitabile fino al 1 agosto, ed è accompagnato da un prezioso catalogo scientifico che per la prima volta ha cercato di dare una attribuzione a tutti gli animali esposti, anche quelli più difficili da inquadrare all'interno della produzione muranese del Novecento.


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