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Un bando per rivitalizzare periferie e piccoli centri spopolati

Nuovo sviluppo

di Valeria Zanetti

I fondi. La Fondazione mette a disposizione 1,3 milioni: ogni iniziativa potrà essere finanziata con importi che oscillano tra i 50 e i 100mila euro

2' di lettura

Piccoli borghi, abitati oramai solo da anziani. Centri minori che necessitano di essere rivitalizzati. Località isolate, spesso prive di servizi, dalle quali giovani e famiglie si allontanano. Per invertire la rotta Fondazione Cariverona vara il bando Nuovo Sviluppo, focalizzato sul rilancio delle aree interne di Verona, Vicenza, Belluno, Ancona e Mantova. Cerca progetti innovativi e concreti interventi per il ripopolamento e la rigenerazione di aree periferiche nelle province. Mette a disposizione un milione e 300mila euro complessivi: ogni iniziativa potrà essere finanziata con importi che oscillano tra i 50 e i 100mila euro, mentre le candidature potranno essere presentate entro le 13 del 9 settembre.

«Investiamo in proposte che inneschino programmi di crescita sostenibile, per offrire risultati tangibili alle nostre comunità di riferimento», spiega il presidente, Alessandro Mazzucco. «Una parte preponderante del territorio italiano è caratterizzata da un’organizzazione fondata su “centri minori”, spesso di piccole dimensioni, che in molti casi sono in grado di garantire ai residenti soltanto una limitata accessibilità ai servizi essenziali».

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Così i giovani si spostano verso le città e i territori si spopolano. Un peccato, perché si tratta spesso di aree di interesse naturalistico, artigianale e culturale che potrebbero generare crescita, specializzandosi nel turismo lento e sostenibile, in coltivazioni di nicchia, in produzioni di eccellenza.

Con il bando Nuovo Sviluppo la Fondazione cerca di dare la sveglia a questi territori, attraverso programmi di valorizzazione delle risorse naturali, culturali, sociali, storiche e artistiche del territorio, promuovendo nuove forme di turismo centrato sulla destagionalizzazione, rigenerando i sistemi agricoli, le aree boschive e le attività di allevamento della tradizione, recuperando anche in chiave innovativa, il saper fare dell’artigianato e della produzione locale, con particolare attenzione alle giovani generazioni.

«Siamo concreti nel perseguire le priorità stabilite nella nostra programmazione pluriennale 2020-2022.Con questa nuova opportunità ci concentriamo su l’obiettivo strategico che guarda all’innovazione sociale, al benessere e alla qualità della vita delle nostre comunità», evidenza Mazzucco. Gli interventi proposti dovranno interessare aree interne, periferiche, marginali dei territori di riferimento, ma non zone isolate o in degrado di capoluoghi o Comuni di grandi dimensioni. I progetti dovranno essere in grado di innescare nel medio periodo processi di crescita sostenibile, dovranno avere esiti concreti e tangibili sul patrimonio collettivo accessibile e fruibile, evidenziare dinamiche di coinvolgimento e partecipazione attiva delle comunità di riferimento e infine promuovere partnership ed alleanze strategiche, rappresentando un investimento esteso e coordinato.

Nelle proposte progettuali candidate, l’utilizzo delle nuove tecnologie, della digitalizzazione e dei new media rappresenterà un elemento di valutazione positiva. La durata del progetto presentato a Fondazione Cariverona dovrà avere carattere pluriennale con un’estensione non superiore ai 36 mesi. Inoltre, il valore aggiunto delle proposte consisterà nella capacità di instaurare partnership complementari da parte di più soggetti di uno stesso territorio.

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