analisi

un cambio di passo che porta alle aziende maggiore produttività

Il maggiore costo nel breve periodo è compensato dai vantaggi di lungo periodo in termini di robustezza e resilienza

di Alberto Felice De Toni

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Il maggiore costo nel breve periodo è compensato dai vantaggi di lungo periodo in termini di robustezza e resilienza


4' di lettura

Le onde della complessità che le imprese devono affrontare sono molteplici. La sostenibilità è uno degli obiettivi che come umanità siamo chiamati a perseguire. Anche nelle fabbriche la richiesta è quella di essere più efficienti. I nuovi modelli di organizzazione industriale – che vanno sotto il nome di produzione snella – comportano di produrre con meno materiali, meno scorte e meno ore di manodopera. Ecco quindi la continua lotta – nella logica del miglioramento continuo – alle ridondanze di natura fisica. Ma questa lotta alle ridondanze di natura tangibile si realizza con un'altra ridondanza: quella di natura intangibile. Sostenibilità significa anche e soprattutto operare un cambio culturale, che sviluppa nelle persone capacità non solo esecutive, ma anche di programmazione, controllo, manutenzione, mutuo adattamento. Si tratta di sviluppare capacità polivalenti e questo è possibile solo con investimenti in formazione, comunicazione e informazione diffusa, che aiutano a capire e realizzare il cambiamento e con la creazione di contesti dove il capitale cognitivo e il capitale relazionale alimentano quello organizzativo. Il maggiore costo nel breve periodo è più che compensato dai vantaggi di lungo periodo in termini di robustezza e resilienza dell'organizzazione. In sintesi: per essere snelli sul piano tangibile bisogna essere ridondanti sul piano intangibile. Per contrapporsi ad una ridondanza delle risorse materiali che inducono un consumo non sostenibile di energia, territorio, materie prime, ecc. abbiamo bisogno di ridondanza intangibile di natura cognitiva, funzionale, informativa, relazionale. È il trade-off delle ridondanze. Ed ecco che i ruoli dell'education (scuola e università) e del lifelonglearning sono fondamentali. Si scrive ridondanza intangibile, si legge sostenibilità di lungo periodo.

La sostenibilità ambientale e sociale è un tema con risvolti significativi per lo sviluppo delle aziende italiane, anche di medio-piccole dimensioni, per via della sempre più grande attenzione agli aspetti dell'economia circolare.

Un passo avanti in questo percorso di crescita culturale è rappresentato dallo stimolo della Legge 254/16, che ha introdotto per gli enti di interesse pubblico con più di 500 dipendenti l'obbligo di rendicontazione non finanziaria, ossia la comunicazione, a partire dall'esercizio 2017, di informazioni su sostenibilità ambientale, sostenibilità sociale, catena di fornitura, gestione delle diversità e gestione dei rischi. La ricerca “Sostenibilità ambientale e sociale e rendicontazione non finanziaria”, condotta da CUOA Business School e Fondazione Nord Est, in collaborazione con Confindustria Veneto e la sponsorship di Unicredit, ha rilevato il grado di diffusione e consapevolezza del tema della sostenibilità ambientale e sociale, sia dal punto di vista delle azioni e politiche attivate, sia dal punto di vista della rendicontazione non finanziaria, nell'ottica di attivare un'azione di rilevazione, sensibilizzazione, informazione, rivolta agli imprenditori e ai loro collaboratori, per contribuire concretamente all'affermazione di una diversa e più evoluta cultura d'impresa basata sullo sviluppo sostenibile. Tra le evidenze emerse si nota come le imprese del Nord Est prestino sempre più attenzione alla dimensione verde della propria attività, soprattutto per ragioni di immagine (cresciuta sensibilità dei clienti) e di rispetto delle norme sempre più stringenti (in primis grazie al ruolo dell'Europa).

La ricerca fotografa la virtù delle imprese del Nordest che, ancor prima dell'arrivo delle linee guida internazionali per la salvaguardia ambientale, hanno applicato azioni tese a risparmiare energia, ridurre i consumi ma anche investire nelle tecnologie e nelle attrezzature rispettose dell'ambiente, ridurre gli scarti e gli imballaggi. Non solo, perché la ricerca mostra come parallelamente siano state messe in campo azioni nell'ambito della sostenibilità sociale con iniziative rivolte al miglioramento del benessere dei propri dipendenti (orario di lavoro, interventi sull'ambiente di lavoro) spesso messe in atto attraverso la realizzazione di un proprio codice etico e di condotta.

Le imprese considerate “Top”, ovvero quelle che hanno intrapreso con maggior intensità rispetto alla media azioni nell'ambito della sostenibilità sia ambientale che sociale, hanno una maggiore solidità patrimoniale e una maggiore redditività. D'altronde, come affermato dall'Istat nel settembre scorso, con l'applicazione di politiche aziendali di sostenibilità ambientale la produttività cresce dal 5% al 15%. E in questo le nostre aziende del Nord Est si distinguono dalle altre per aver annusato il cambiamento, la sua complessità e aver applicato in modo del tutto volontario azioni mirate alla riduzione degli sprechi.

La sostenibilità di oggi è come la qualità negli anni '70 quando veniva considerata da molti come fonte di costo e non di valore. Il grande Ernesto Illy puntò fin da subito sulla qualità del caffè affermando che: “La qualità ha prezzo e consumatori certi”. Parafrasandolo ci sentiamo oggi di sostenere che: “La sostenibilità ha prezzo e consumatori certi”. La metamorfosi della sostenibilità è in essere: da fonte di costo a fonte di valore.

Il concetto di sostenibilità è molto caro al CUOA: nel solco del cambiamento e dell'inversione di rotta verso un modello di produttività ed efficienza competitivo e sostenibile, la scuola è divenuta membro della rete di istituzioni che aderiscono all'iniziativa delle Nazioni Unite denominata “Principles for Responsible Management Education – PRME”, di cui sono firmatarie più di 800 università e business school di 92 paesi di ogni parte del mondo. Scopo di PRME è promuovere l'impegno delle scuole di management nel formare una futura classe dirigente dotata delle competenze necessarie per lo sviluppo sostenibile, in linea con gli obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite (Sustainable Development Goals - SDGs).

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