IN CALABRIA

Un campus dell’innovazione armonica nel cuore della Magna Grecia

Firmata lettera d’intenti tra la Entopan di Francesco Cicione e Azimut libera impresa Sgr per la costruzione dell’Harmonic Innovation Hub a Catanzaro 

di Nino Amadore

3' di lettura

Lo hanno chiamato Harmonic Innovation Hub, nascerà a Catanzaro ed è un progetto strategico lanciato da Entopan, azienda che da 20 anni si occupa di consulenza alle imprese su Open innovation e Digital transformation e fondata dall’imprenditore calabrese Francesco Cicione che ne è il presidente. Ora Entopan, con il coinvolgimento in qualità di main partner di 2EFFE Holding del Gruppo Ferraro, ha sottoscritto una lettera di intenti con Azimut Libera impresa Sgr, società del Gruppo Azimut che agisce in nome e per conto del Fondo infrastrutture per la crescita.

"La Campania è diventata un Hub per Innovazione e Ricerca"

Una firma che rappresenta l’avvio di un percorso per la realizzazione dell’Harmonic Innovation Hub, un ecosistema che punta a essere al servizio del Sud e dell’area mediterranea.  «Si tratta di un progetto - spiega Francesco Cicione - ad alto tasso di contaminazione creativa e tecnologica, fortemente orientato alla costruzione di bene comune e capitale sociale nell’epoca della Super smart society 5.0 all’interno della quale, attraverso la piena implementazione del nuovo paradigma dell’innovazione armonica, si potrà favorire stabilmente il dialogo tra mondi e discipline diverse, perseguendo una sintesi efficace e proficua tra ricerca scientifica, tecnologica, sociale e morale».

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Prevista la costituzione di una nuova holding

Tra i vari passaggi operativi prevista la costituzione della Holdig Harmonic IInnovation Group che subentrerà nella piena titolarità dell’iniziativa avviata da Entopan e coinvolgerà nella governance ulteriori soci come Santo Versace e Genesy Group. Nella governance vi saranno economisti come Vittorio Coda e Luca Meldolesi, protagonisti dell'innovazione in campo politico e sociale come Antonio Viscomi e Gianni Speranza, alfieri dell'innovazione digitale e del fintech come Riccardo Maria Monti e Alessandro M. Lerro.

Per conoscere la portata finanziaria complessiva del progetto bisognerà attendere ancora un po’ ma intanto è stato annunciato che per lo sviluppo dello scale-up delle attività è in corso di definizione un ulteriore intervento anche mediante il coinvolgimento di altri Fondi di investimento nazionali e internazionali. Il closing dell’operazione, condizionato tra le altre cose alla positiva conclusione delle attività di progettazione e di due diligence in corso, è previsto per l’estate mentre l’avvio dei lavori è previsto per la fine dell’anno e l’apertura entro il primo semestre del 2023.

Un campus firmato dall’archistar Massimo Roj

Il progetto prevede la realizzazione di un campus su una superficie di oltre 20.000 metri quadrati che integrerà Accademy, Business incubator, Co-working e Co-housing. Il tutto dopo aver perfezionato l’acquisizione, già vincolata da contratto preliminare, di una struttura attualmente di proprietà di Central Sicaf. Il concept architettonico è stato sviluppato da Progetto Cmr di Massimo Roj, archistar e autore di interventi di grande rilievo in tutto il mondo. Previsto poi lo sviluppo di un network operativo in cui potranno interagire stabilmente 50 grandi player nazionali e internazionali, 100 tra start-up innovative, spin-off universitari e Pmi, 200 ricercatori, innovation manager e 40 centri di competenza. Sono 200 le postazioni che saranno riservate ai professionisti a condizioni agevolate tramite la definizione di specifici accordi con gli Ordini e le Casse professionali di riferimento, investitori del Fondo infrastrutture per la crescita. «Il nostro Fondo - dice Andrea Cornetti, amministratore delegato Real Estate e Infrastrutture di Azimut Libera impresa Sgr - si focalizza sugli investimenti in infrastrutture sociali in grado di generare un impatto positivo sull’economia, sull’ambiente e sulla società locale. Questo progetto ha tutte le caratteristiche utili per perseguire il duplice obiettivo di sostenibilità e di ritorni finanziari per i nostri investitori che ci siamo posti quando nel 2020 abbiamo lanciato questo strumento innovativo per il mercato italiano, per questo stiamo avviando gli approfondimenti necessari».

Non solo campus: nascerà un sistema delle competenze

Oltre alla struttura fisica , l'Harmonic Innovation Hub si svilupperà anche attraverso il sistema delle competenze con un network arricchito dall'integrazione tra partnership con i principali player nazionali e internazionali di settore con strumenti in house già operativi tra cui: l'incubatore/acceleratore certificato ed hub di open innovation (Entopan Innovation), un system integrator (WebGenesys), una academy (Oasi – Oltre Advanced School of Innovation). Completerà il progetto il sistema finanziario composto da un network di
investitori istituzionali a supporto delle Pmi e delle start-up innovative dell'ecosistema.
Una impostazione, spiegano i promotori, pienamente coerente (ed in anticipo) rispetto agli obiettivi strategici e operativi previsti nel Programma Next Generation EU e nel Piano nazionale per la ripresa e la resilienza (Pnrr).

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