L'e-government

Un cloud nazionale per la Pa interconnessa

Si articola in sei aree tematiche il piano di digitalizzazione della pubblica amministrazione da realizzare con i soldi del Recovery fund

di Antonello Cherchi

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(Getty Images)

Si articola in sei aree tematiche il piano di digitalizzazione della pubblica amministrazione da realizzare con i soldi del Recovery fund


3' di lettura

Si articola in sei aree tematiche il progetto di sviluppo della Pa digitale da attivare con le risorse del Recovery fund. Sul piatto ci sono 42 miliardi di euro da investire nelle infrastrutture informatiche sui 209 totali che il piano della Ue anti-Covid ha destinato al nostro Paese per far fronte alle conseguenze della pandemia. Il cantiere è agli inizi. Al momento la ministra dell’Innovazione, Paola Pisano, ha illustrato in Parlamento la parte di propria competenza, articolando le sei aree tematiche che disegnano il futuro della pubblica amministrazione a portata di click. Le commissioni Affari costituzionali di entrambe le Camere hanno, tra fine settembre e gli inizi di ottobre, pronunciato il loro parere, che consiste in un via libera con alcuni suggerimenti. Per esempio, che l’intervento sulle infrastrutture digitali sia accompagnato da una semplificazione normativa.

Tutti d’accordo, comunque, che una Pa più efficiente e snella è fondamentale per la modernizzazione del Paese ed è funzionale alla crescita complessiva. Per raggiungere questo obiettivo occorre, secondo il Governo, mettere in campo una riforma complessiva del sistema pubblico di gestione elettronica dei dati.

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L’interoperabilità

Le banche dati pubbliche devono parlarsi di più. Devono essere maggiormente interconnesse. Il principio che deve guidare questo intervento è quello dell’once only, ovvero non chiedere ai cittadini o alle imprese documenti che la pubblica amministrazione già possiede. L’idea è quella di creare la piattaforma digitale nazionale dati, già prevista dal recente decreto legge Semplificazioni, capace di aiutare la condivisione delle informazioni in possesso di ciascuna amministrazione.

Reti più potenti

I dati devono viaggiare veloci: il piano punta allo sviluppo di una rete unica e neutrale che dia connettività a banda larga e ultralarga a tutto il Paese. Intervento da affiancare con la creazione di data center e lo sviluppo del cloud dove trasferire le centinaia di milioni di dati della Pa. A tal proposito,la commissione Affari costituzionali del Senato ha proposto un partenariato pubblico-privato per far nascere un cloud nazionale, mentre l’omologa commissione della Camera ha peroratola costituzione di un’Agenzia nazionale cloud.

La sicurezza

La Pa sempre più interconnessa pone un enorme problema di protezione dei dati e delle reti. Occorre rinforzare le difese cibernetiche del Paese e puntare - dando attuazione a un progetto che circola da qualche tempo - al piano di creazione di un’infrastruttura ad elevato livello di sicurezza (possono essere uno o più poli) su cui convogliare i dati che i Ced delle amministrazioni locali, ma anche di alcune centrali, ora proteggono con sistemi non irrresistibili nei confronti di eventuali attacchi informatici.

Cittadini e Pa

Spid ovvero il sistema di identità digitale, PagoPa per i pagamenti verso la pubblica amministrazione, l’app Io, l’anagrafe della popolazione residente, la firma elettronica, i recapiti elettronici qualificati, la piattaforma per le notifiche digitali: l’obiettivo è incrementare la qualità dei servizi online che permettono un dialogo più fluido tra cittadini, imprese e Pa. Con un’attenzione particolare ai cittadini disabili.

La formazione

I cittadini, le imprese, i dipendenti pubblici: c’è bisogno di aumentare le competenze digitali di tutti. Per quanto riguarda il personale della Pa, dal Senato è arrivato il suggerimento di reclutare sempre più dirigenti qualificati: dall’analista dei dati, al programmatore di software al tecnico delle reti, all’ingegnere della sicurezza informatica.

Un sistema di eccellenza

L’idea è far diventare l’Italia un laboratorio di ricerca, sperimentazione, sviluppo e applicazione dell’innovazione tecnologica. Un filone può essere, per esempio, quello di incoraggiare la creazione di nuovi servizi digitali, che una volta testati possono essere acquistati dalle pubbliche amministrazioni centrali e locali.

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