Ricordo di Stefano Carrer

Stefano Carrer, un giornalista di razza e il suo sogno di tornare nel Far East

di Fabio Tamburini

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Stefano Carrer


2' di lettura

Ricorderò Stefano Carrer perché aveva tutte, proprio tutte, le caratteristiche per farsi apprezzare: senso della notizia, capacità di analisi, impegno sul lavoro, grande professionalità. In più spiccavano bontà, gentilezza d'animo e lo sguardo mite. Mai prepotente, sempre disponibile, squisito nei comportamenti, consapevole del suo valore professionale senza arroganza o presunzione. Per questo, mi è capitato di dirgli, sarebbe stato da clonare. I lettori del Sole 24 Ore gli devono articoli interessanti, mai superficiali, scritti con la necessaria accuratezza. E' arrivato al capolinea troppo presto, tradito dai monti della Val d'Intelvi e colpito dalla mala sorte.

Per questo giornale è una perdita grave. In uno degli ultimi incontri ha insistito su un suo grande desiderio, tornare corrispondente nel Far East, a Tokyo oppure in Cina, a Pechino o Shangai. In Giappone ha lavorato a lungo, portando un valore aggiunto non trascurabile. Poi ha dovuto rientrare perché il giornale non poteva più permettersi i costi di una corrispondenza troppo costosa, e non per colpa del suo stipendio. Avrei voluto potergli dire di sì e sarebbe stata una decisione sicuramente utile alla qualità del quotidiano. Purtroppo non potevamo permettercelo.
Nonostante ciò gli avevo fatto una promessa, come faccio in rare occasioni. I conti del gruppo erano in forte miglioramento e, dopo aver raggiunto un sostanziale pareggio nel bilancio 2019, ritenevo che il 2020 potesse essere l'anno del rilancio definitivo. Così potevano crearsi le condizioni per esaudire il suo desiderio. E lui prese un impegno: ridurre al minimo i costi della sua trasferta, evitando di pesare troppo sui conti del giornale.

Purtroppo lo tsunami del coronavirus, che sta creando problemi seri al gruppo nonostante i risultati eccellenti dei prodotti editoriali, ha reso la promessa una illusione. Ma questo a Stefano non interessa più perché ci ha lasciato, vittima della montagna. Mi piace immaginarlo durante quella che avrebbe dovuto essere una passeggiata felice in una zona dove, durante l'estate, risuonano nelle valli i bramiti dei cervi nella fase degli accoppiamenti. Grazie Stefano per il lavoro che hai saputo fare e per la lealtà dei tuoi comportamenti.

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