ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùMade in Italy Summit 2021

Un colpo di reni per la ripartenza italiana

Inizia la tre giorni organizzata dal Il Sole 24 Ore e dal Financial Times in collaborazione con Sky TG24 sul Made in Italy, considerato come una strategica chiave di rilancio dell’economia italiana dopo la pandemia

di Paolo Bricco

1' di lettura

Il coinvolgimento della principale classe dirigente italiana, per capire se e come sarà possibile, per il nostro Paese, liberare le energie imprenditoriali che custodisce. “Made in Italy Summit 2021” è la tre giorni organizzata dal Il Sole 24 Ore e dal Financial Times in collaborazione con Sky TG24.

La chiave del rilancio

L’evento riguarda il Made in Italy, considerato come una strategica chiave di rilancio dell’economia italiana dopo la pandemia dell’ultimo anno. Per tre giorni, sono coinvolte le maggiori figure istituzionali e i principali esponenti dei settori più rappresentativi del made in Italy, oltre ad opinion leader internazionali: da lunedì a mercoledì interverranno cinque ministri, un viceministro, due sottosegretari, tre rappresentanti di Confindustria e oltre quaranta tra top manager, imprenditori e rappresentanti istituzionali delle diverse filiere, che si confronteranno per mettere a fuoco le leve che potranno essere adoperate per valorizzare le eccellenze industriali italiane.

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Think tank al lavoro

Fra i rappresentanti chiamati a dibattere, ci sono la ministra della Giustizia Marta Cartabia, il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, la Chief Economist OECD Laurence Boone, il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Lo sguardo della tre giorni è volutamente articolato e multispecialistico: l’idea è che non sia possibile, per il nostro Paese, pensare di uscire dall’attuale condizione di difficoltà senza ricorrere a un approccio multifattoriale. Una strategia multifattoriale valida soprattutto adesso, in un frangente in cui è possibile adottare politiche espansive in grado di riqualificare la struttura industriale di base del tessuto produttivo nazionale e in grado di modificare le condizioni “ambientali” in cui sia possibile, per gli imprenditori, esprimere tutto il loro potenziale.

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