MILANO

Un concerto in ricordo di Marco Mangelli. Vecchioni: «È stato un eroe segreto»

di Francesca Milano

3' di lettura

Nell’ultimo periodo suonava da seduto perché non riusciva a sostenere il peso del basso. Nonostante la malattia, però, non ha mai rinunciato alla musica. Non ha rinunciato nemmeno a lavorare al nuovo disco di Roberto Vecchioni, ed è lì che il basso di Marco Mangelli suona per l’ultima volta. «Ha detto proprio: “In questo disco io voglio esserci”», ricorda Roberto Vecchioni, commuovendosi. Il suo ultimo album, L’infinito, è stato prima cantato senza musica, e poi - potenza della tecnologia - sono stati inseriti gli strumenti, compreso il basso di Mangelli. «Ha suonato in un modo straordinario», spiega il cantautore.

«Quando riascolto questo disco non sento la mia voce, sento il suo basso. È come se lo avessi davanti». Poche parole che bastano a spiegare un legame affettivo e professionale durato più di due anni.

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A due mesi e mezzo dalla sua scomparsa è stato organizzato un concerto benefico che si tiene stasera, 14 novembre, allo Spirit de Milan. Doveva essere una serata per pochi amici, è diventato un evento enorme. «Ogni volta che chiamavamo un musicista per invitarlo - raccontano dall’organizzazione -, appena sentiva il nome di Marco ci diceva “sì, ci sarò”. Abbiamo avuto persino l’adesione di artisti attualmente impegnati in tour, che si sono presi una pausa per esserci».

“Esserci” stasera significa ricordare quello che per molti musicisti e cantanti è stato prima di tutto un amico, oltre che un collega. «Marco Mangelli fa parte della schiera degli eroi segreti, quelli che non andavano mai in prima pagina, e nemmeno in terza. Ma era il centro della band, quello che tiene insieme tutto. Il cantante non guarda il chitarrista, guarda il bassista: Marco era questo, era il centro». Ma non c’è solo la musica: «Era un uomo molto colto - racconta Vecchioni - abbiamo sempre parlato di politica, di filosofia, di poesia, di umanità».

La morte è un elemento strettamente legato alla vita, per il cantautore milanese. «Io non ho paura per me - racconta -, sento che ci vado verso, serenamente. Ma la scomparsa delle persone a cui voglio bene è un’altra cosa. Per me Marco non se n’è andato, lui resta».

Parlando di Mangelli diventa più vero il luogo comune secondo cui «sono sempre i migliori che se ne vanno»: lo dimostrano i fatti, l’enorme folla ai suoi funerali a fine agosto, il lungo elenco di artisti che hanno risposto “presente” all’appello di stasera. Oltre a Roberto Vecchioni ci saranno Biagio Antonacci, Francesco Tricarico, Ronnie Jones, Enrico Ruggeri, Lucio Fabbri, Hermes Locatelli e moltissimi altri (solo oltre cento i musicisti e i cantanti che parteciperanno).

Chi lo ha conosciuto racconta di un grande bassista, ma soprattutto di un uomo coraggioso, gentile e intelligente. Per dieci anni - senza mai lasciare il suo basso - ha combattuto contro un tumore ed è morto lo scorso agosto, a 53 anni. Aveva lavorato con Cristiano De André, Biagio Antonacci, Andrea Bocelli, Gianni Morandi, Umberto Tozzi, Massimo Ranieri, Enrico Ruggeri, Alex Baroni, Francesco Tricarico, Aida Cooper, Ronnie Jones e persino Gloria Gaynor.

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L’incasso del concerto dal titolo “mArcobaleno”, che si terrà questa sera, mercoledì 14 novembre, dalle ore 21.00 fino a notte fonda allo “Spirit de Milan” (ex Cristallerie Livellara, in via Bovisasca 57/59 a Milano), sarà devoluto alla Onlus Prometeo (progetto malattie epatiche trapianti ed encologia) nata all’interno dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

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