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Al fisco non si sfugge. Per bar, negozi e studi medici un controllo ogni... 40 anni

di Andrea Maria Candidi


Le novità fiscali dal 1° luglio: dagli scontrini online ai ricorsi telematici

2' di lettura

Nessuno può sfuggire ai controlli del Fisco: è solo questione di tempo, molto tempo. Troppo, per la verità. Dalla relazione della Corte dei conti sul rendiconto generale dello Stato emerge infatti la fotografia sullo stato dell’arte dei controlli fiscali sostanziali.

I controlli fiscali sostanziali

L’universo di oltre tre milioni di contribuenti soggetti agli (ormai vecchi) studi di settore viene in media controllato 81mila volte l’anno: come dire che la probabilità di finire nelle maglie del fisco è del 2,5% oppure che, con questo ritmo di verifiche, la visita della Guardia di finanza può arrivare una volta ogni quaranta anni. I dati – come ogni anno forniti alla Corte dei conti dall’agenzia delle Entrate – fanno riferimento ai soli controlli sostanziali, diversi dai controlli automatizzati e formali delle dichiarazioni dei redditi. Controlli che possono finire con un vero e proprio atto di accertamento del Fisco.

La relazione della Corte dei conti

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Il rischio medio

I numeri delle Entrate forniscono dunque la mappa di partenza delle verifiche fiscali dirette effettivamente svolte negli anni dal 2014 al 2018. Una mappa che mostra come i settori più tartassati sono quelli dell’edilizia, dei bar e della ristorazione (vedere la tabella in basso). Ogni anno (media del quinquennio 2014-2018) le quasi 150mila imprese edili soggette a studi di settore ricevono 6.500 visite del Fisco. Poco più sotto bar, caffetterie e gelaterie, dove i circa 102mila esercenti sono stati sottoposti a 3.900 controlli tributari ogni anno. Guardando avanti, e traducendoli in possibili frequenze delle verifiche, questi risultati ci dicono che l’impresa di costruzioni può ricevere la visita da parte della Gdf una volta ogni 23 anni, il tempo cioè che il Fisco impiegherebbe a controllare tutte le aziende del settore con i ritmi sostenuti del quinquennio monitorato. Quindi, per bar e gelaterie, questa frequenza sale fino a 26 anni.

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Dal lato opposto possono dormire sonni più tranquilli studi legali e, soprattutto, studi medici. Qui addirittura si potrebbe superare il secolo tra un controllo e l’altro. In media solo l’1% degli oltre 122mila studi medici hanno infatti ricevuto una visita del Fisco in uno degli anni considerati. Di questo passo, quindi, ci vorrebbero cento anni per completare il giro. Simili i risultati degli studi legali, dove la media scende a 90 anni.

LA MAPPA DEL RISCHIO FISCALE Fonte: elaborazione Sole 24 Ore su dati dell'agenzia delle Entratre tratti dalla Relazione sul rendiconto generale della Corte dei conti

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