LA CITTà PIù CARDIOPROTETTA D’ITALIA

Un defibrillatore salva la vita: chi ce l’ha fatta grazie al progetto Piacenza

Defribillatori ovunque. La Camera dei deputati sta per approvare la proposta di legge che rende obbligatori i defibrillatori in tutti gli uffici e nei luoghi pubblici. E nelle società sportive, agonistiche e non

di Nicoletta Cottone


Dai treni alle società sportive: defibrillatori ovunque per legge

4' di lettura

Defribillatori ovunque. La Camera dei deputati sta per approvare la proposta di legge che rende obbligatori i defibrillatori in tutti gli uffici e nei luoghi pubblici. E nelle società sportive, agonistiche e non. Il testo della legge, promossa dal relatore e deputato Giorgio Mulé di Forza Italia, liberalizza l’utilizzo delle apparecchiature, prevede l’Iva al 5% sull’acquisto e introduce una serie di best practice tratte dalla migliori esperienze italiane. In primis dalle attività del”Progetto Vita” di Piacenza, che è stata la prima in Europa - dal 1998 - ad occuparsi di defibrillazione precoce, per contrastare la morte improvvisa da arresto cardiaco. E a portare in Italia da New Orleans il primo prototipo di defibrillatore semiautomatico. E i numeri parlano chiaro: 50mila volontari addestrati, 20mila studenti sanno utilizzare le apparecchiature, sul territorio ci sono 905 defibrillatori e 122 persone sono state salvate. Date che per tutti hanno significato una nuova vita. Ecco le loro storie.

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28 giugno 2018, passeggiando in piazza
M.B., 58 anni, è a passeggio in piazza a Castel San Giovanni. Si accascia a terra. Alessanro, che abita proprio lì, si precipita nella sede della polizia municipale: si è ricordato che lì c’è un defribillatore: «Lo ha preso e con due scosse ha fatto ripartire il mio cuore».

27 maggio 2018, una domenica pomeriggio a casa
P.B. è a casa di domenica pomeriggio. La figlia Elena gli pratica il massaggio cardiaco che aveva imparato a scuola, al Liceo Gioia, dove faceva lezione sul defibrillatore, nell’ambito del Progetto Vita: «Insegnare a scuola cosa fare, in caso di arresto cardiaco, non ha prezzo. Grazie Elena».

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7 febbraio 2017, in piscina
R.Z. come ogni settimana stava nuotando alla piscina polisportivo di Piacenza. In acqua ha un arresto cardiaco. L’istruttore Massimo, un collega e un istruttore del progetto Vita che era in piscina prendono al volo il defibrillatore. «Uno dei primi messi circa 20 anni fa da Progetto Vita, me lo hanno raccontato. Dopo una scarica il cuore è ripartito e all'arrivo in ospedale ero già sveglio. Quel defibrillatore mi ha salvato la vita».

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20 luglio 2014, al ballo in piazza
A. ballava nella piazza del paese con gli amici. Si sentiva bene. Poi improvvisamente cade a terra. Deeve la sua vita a un defibrillatore davanti alla chiesa e a un’infermiere in piazza che è corso a prenderlo: «Se lì non ci fosse stato il defibrillatore sarei morta. Ne sono sicura».

6 gennaio 2013, alla maratona della Befana
A. ha 45 anni ed è a due chilometri dal traguardo della maratona della Befana. All’improvviso non vede più nulla e cade a terra. Defibrillazione sul posto con apparecchiatura arrivata a bordo dell’ambulanza inviata dal 118. Si accorge così che la sua provincia è all’avanguardia nella diffusione di uno strumento salvavita come il defibrillatore e che il Progetto Vita porta avanti da vent’anni l’infromazione sul territorio tramite i corsi di primo soccorso: «Sono l’esempio vivente che i miracoli accadono, e nei miracoli bisogna credere».

10 luglio 2017, al bar, salvato da un defibrillatore in officina
L.V. è al bar in compagnia di amici. All'improvviso l’arresto cardiaco. «Gli amici hanno chiamato il 118 e Alberto Soprani titolare dell'officina meccanica che ha installato presso la propria attività un defibrillatore interviene subito e riesce a far ripartire il cuore in attesa dell'arrivo dei soccorsi. Un defibrillatore per strada davanti a una officina...chi lo avrebbe mai detto. Grazie a chi lo ha donato, grazie progetto Vita».

28 dicembre 2015, il black out mentre gioca col figlio
É appena passato Natale ed R.Z. gioca col figlio di 4 anni. All’improvviso un black out. «Mattia, nonostante i suoi 4 anni, ha urlato alla mamma di chiamare l'ambulanza. Lo aveva imparato a scuola. Mi sono ripreso e sto bene, ho ripreso a lavorare e a giocare con Mattia. Anche a lui devo la vita. Una vera catena della sopravvivenza».

25 dicembre 1999, alla recita parrocchiale
G.B. ha 38 anni ed è impegnato nella recita parrocchiale: è una commedia dialettale. Inizia a sudare freddo e ha un calore improvviso al torace. Cade a terra. Un’amica infermiera gli pratica subito la respirazione bocca a bocca e il massaggio cardiaco. Cinque scariche del defibrillatore fanno ripartire il suo cuore. «Dopo l’arresto cardiaco sono nati Goorgia e Andrea».

9 gennaio 2007. a casa dopo il lavoro
«Mi sento molto giovane. Sono nato il 9 gennaio 2007». Racconta così la sua vittoria sull’arresto cardiaco M.C., 43 anni. Tornato a casa dal lavoro inizia a non sentirsi bene, chiede alla moglie di portarlo in ospedale ma crolla a terra in bagno. La vicina infermiera gli pratica il massaggio cardiaco. Nove scariche dui defibrillatore e torna alla vita: «Devo ringraziarli perché non hanno desistito». Poi è diventato collaboratore del progetto vita.

9 febbraio 2018, pettinando una cliente
Quella mattina C. Z. era al lavoro e, come ogni giorno, stava pettinando una cliente nel salone di acconciatura. Improvvisamente cade a terra. Il 118 arriva subito, con defibrillatore a bordo: «Grazie al tempestivo interveto non ho riportato danni e ho ripreso a lavorare nel mio salone».

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