STILE

Un design amichevole e più convenzionale per le auto elettriche

I trend di vetture di serie e concept

di Silvia Baruffaldi


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La Hyundai 45, concept ispirata alla Pony coupé del 1984

3' di lettura

Tra non molto si potrà forse smettere di disquisire sul design dell’auto elettrica e tornare a parlare semplicemente di car design. I modelli senza più motore a combustione interna stanno arrivando e si posizionano nel cuore della gamma prodotto dei brand anziché rappresentare un’eccezione esotica alle auto tradizionali. E non è che l’inizio di una nuova era.

Francoforte ha tenuto a battesimo novità importanti in questo senso, prima tra tutte la ID.3, da molti salutata come modello chiave per Volkswagen così come lo sono state, per la loro epoca, la Beetle e la Golf. Il disegno esterno, semplice ma estremamente curato, propone un frontale e delle forme “amichevoli”, espressione usata dai designer della casa di Wolfsburg che hanno lavorato al progetto in un momento storico travagliato proprio in tema di motorizzazioni; obbiettivo dell’azienda era quindi ottenere un’immagine capace di generare empatia e accettabilità in un vasto pubblico.

Ogni dettaglio, anche nel modernissimo interno, è inoltre studiato per consegnare un prodotto di livello senza però far lievitare il prezzo finale. La reinterpretazione, insomma, del concetto di “auto del popolo” per gli anni Venti del nuovo secolo.

Non proprio alla portata di tutti è invece la Porsche Taycan, capolavoro dal punto di vista delle proporzioni oltre che di pura estetica. La presenza delle batterie nel pianale rischiava generare un’altezza totale eccessiva per una sportiva, oppure una posizione di seduta semi-sdraiata degli occupanti, ma i designer hanno lavorato sin dall’inizio del progetto insieme agli ingegneri per realizzare un vano gambe che scongiura entrambi gli inconvenienti. Dall’esterno si percepisce quindi una silhouette armoniosa e di grande impatto visivo, mentre il taglio dei fari a quattro punti con la presa d’aria integrata assicura un’identità unica e accattivante, pur rimanendo una vera Porsche.

L’evoluzione del Dna del marchio verso nuove forme di espressione sembra essere la preoccupazione di tutte le marche, senza per questo rinnegare il passato. Gli anni Cinquanta e Sessanta sono sempre stati i principali periodi di riferimento per il car design contemporaneo, ma è interessante notare come ultimamente siano gli anni Settanta a suggerire ispirazioni estetico-formali. Concept car come la Peugeot E-Legend o la Nissan IDx hanno mostrato come sia possibile reinterpretare in modo attuale lo stile delle sportive senza tempo cui fanno diretto riferimento. Anche Bmw ha voluto rendere omaggio a una creazione di quell’epoca ricostruendo (in questo caso, identica all’originale) la Garmish disegnata da Marcello Gandini per Bertone cinquant’anni fa. Tutti esercizi formali che, c’è da scommettere, avranno qualche influsso anche nelle produzioni di serie.

È proprio ciò che si propone di fare anche Hyundai, protagonista a Francoforte con una delle più belle novità del salone, la Concept 45: tanti sono gli anni trascorsi da quando, nel 1984, venne presentata la Pony Coupé disegnata per la casa coreana da Giorgetto Giugiaro. Le linee tese e le forme sfaccettate in stile origami della 45 sono una libera rivisitazione di quel tema, ravvivato da un sapiente uso delle luci che rendono molto innovativi l’esterno e l’accogliente salotto interno. Per quanto distaccata dall’attuale gamma prodotto, i designer Hyundai assicurano che l’identità frontale di almeno uno dei prossimi modelli deriverà proprio da questo studio. La motorizzazione, va da sé, è puramente elettrica.

La Honda e, invece, di serie lo è già. Un altro esempio dell’influsso degli anni Settanta, declinato in una forma contemporanea e molto hi-tech. All’esterno, maniglie a scomparsa e videocamere per la retrovisione avvantaggiano l’aerodinamica (importante per una vettura elettrica), ma sono la plancia digitale a tutta ampiezza e i cinque schermi HD a consegnare un’immagine futuribile.

Le identità formali, insomma, si rinnovano e si riconfermano, come nel caso della nuova Land Rover Defender (sin troppo evoluta ed elegante, secondo alcuni puristi), iconica e contemporanea, davvero ammirevole. Oppure nascono inedite, come la Cupra Tavascan Concept: se il motore elettrico non richiede più una calandra, perché non rimodellare allora le superfici e posizionare il logo più in basso, dando forza e carattere al frontale? La risposta è nelle superfici scolpite in modo inatteso di questa crossover slanciata e dinamica, che potrebbe diventare un prodotto di serie.

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