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Un disegno di legge per tracciare gli utenti dei social network

di Francesca Milano

(Alamy Stock Photo)

2' di lettura

Un disegno di legge per introdurre dei «filtri di autenticazione» che permettano di tracciare l’identità degli autori di contenuti sui social network. L’iniziativa legilativa, presentata dai senatori Lorenzo Battista, Luis Alberto Orellana e Franco Panizza, prevede l’introduzione di «sistemi e servizi tecnologici atti a garantire la certezza della tracciabilità dell’identità al fine dell’intervento da parte delle autorità competenti in caso di reati commessi mediante internet».

Secondo quanto scritto nel disegno di legge - sul quale sono previste oggi le audizioni di Asstel, Confindustria digitale e Aiip alla Commissione Lavori pubblici del Senato - verranno introdotte sanzioni «efficaci, dissuasive e proporzionate alla gravità delle violazioni» per i soggetti che non rispetteranno le nuove regole sulla “trasparenza” .

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Il ddl nasce dall’esigenza espressa dai senatori promotori dell’iniziativa , secondo i quali «la rete, attraverso i propri utenti, si autoalimenta di contenuti informativi riproducendo repliche e creando nuove, ma pur sempre identiche, fonti di informazione. Il pregiudizio prodotto diventa oggettivamente irreparabile se si considerano le caratteristiche proprie della rete, per le quali risulta spesso impossibile che una data notizia, una volta immessa, possa essere definitivamente eliminata dal mondo del web, essendo destinata a quella che è stata definita “eternità mediatica”». In sostanza, quindi, la legge dovrebbe contrastare anche le fake news che si diffondono attraverso i social network.

Sempre in tema di social media, un altro disegno di legge è all’esame della Commissione Lavori pubblici del Senato. Si tratta del ddl sul servizio di safety check. Basandosi sull’esperienza di Facebook - che ha attivato il servizio durante gli attentati di Bruxelles, di Nizza, di Monaco di Baviera - la proposta di legge introduce modifiche al Codice delle comunicazioni elettroniche inserendo «l’obbligo per tutte le reti di telefonia e internet in concessione di mettere a disposizione un canale safety check, mediante il quale gli operatori lanciano l’allerta verso i cellulari agganciati alle celle in una data area, con possibilità di rispondere con modalità semplici ed immediate a tale messaggio di allerta».

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