Maire Tecnimont

Un distretto circolare e verde

di Matteo Meneghello

2' di lettura

Un «distretto circolare verde» per accompagnare le riconversioni dei siti industriali dismessi in Italia. È il modello recentemente annunciato dal gruppo Maire Tecnimont: nelle intenzioni dell’azienda dovrebbe contribuire non solo a migliorare il mix green dell’offerta del gruppo (integrando le tecnologie già presenti nel gruppo), ma anche a offrire una chance di transizione ecologica a un pezzo d’Italia. La svolta circolare di Maire, realtà impiantistica con competenze nell’oil&gas ma anche nell’energy transition, è in fase avanzata e intreccia l’organizzazione interna e il business aziendale.
Il percorso di sostenibilità di Maire Tecnimont, premiato con l’inserimento nella lista Leader della sostenibilità 2021 Il Sole 24 Ore - Statista, si sta sviluppando con una strategia orientata al medio-lungo periodo e con una accelerazione nell’area della transizione energetica. A questo obiettivo - spiega l’azienda - contribuiranno diverse linee d’azione. In particolare il benessere, la salute e la crescita professionale delle persone, la valorizzazione della multiculturalità come ricchezza, diventano in questo ambito centrali. Il social footprint del gruppo sarà fortemente influenzato da un percorso per la creazione di un tessuto interno veramente multiculturale e inclusivo. Come anche da quello che sarà l’impatto in termini di valore – economico/occupazionale e sociale, anche per la supply chain e di miglioramento della qualità della vita, dell’educazione - sui territori e per le comunità locali.
Inoltre, il gruppo dichiara di essere al lavoro non solo per aumentare gli sforzi per ridurre l’impronta carbonica delle attività, ma anche mettendo a disposizione del sistema industriale internazionale un portafoglio di tecnologie «abilitanti», nell’area dell’economia circolare, nell’area della produzione di combustibili e carburanti da fonti biogeniche e non più fossili, nell’area della chimica verde, nel settore energetico. Accanto allo sviluppo di un pacchetto di tecnologie green - che includono anche la produzione di biocarburanti di seconda generazione come il diesel rinnovabile e l’etanolo 2G, l’Upcycling dei rifiuti plastici, il waste to chemical, il waste to fuels e l’elettrolisi – il gruppo intende concentrarsi anche su progetti volti a migliorare l’impronta carbonica delle tecnologie tradizionali, lavorando sia a livello di value engineering che di supply chain.

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