Food e drink

Un drink d'autore

Che si tratti di fotografi o bartender, dietro al cocktail perfetto c'è sempre la mano di un artista. Laura Leonelli gioca a combinare scatti e creazioni alcoliche degli hotel più iconici. Per una collezione polisensoriale e costruita a misura dei propri gusti, in ogni stagione.

di Bianca Ascenti

“En Route to New Orleans”, 1971, William Eggleston. Venduta a 20.099 € all'asta del 30 ottobre 2019 di Finarte.

2' di lettura

Siamo già lì, posto 9A, rigorosamente finestrino, e una hostess anni Sessanta, magari Pan Am, divisa colore del cielo, principessa azzurra a dispetto delle fiabe che ci vorrebbero stese in una bara di cristallo, ci ha appena servito un cocktail che ha le sfumature del tramonto.

Giro di cannuccia, misceliamo il ghiaccio, primo sorso e sì, adesso stiamo proprio volando. E il volo ha una meta speciale, quella che immaginiamo sorseggiando un cocktail d'autore, capolavoro a varie gradazioni dei più famosi hotel italiani e delle irrinunciabili Maldive, e quella che ci appartiene d'istinto perché da una vita desideriamo la foto qui a sinistra, miracolo di leggerezza e colore, realizzata da William Eggleston nel 1971.

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Una collezione di cocktail, con relative ed esclusive ricette, una collezione di grandi alberghi, una collezione di straordinarie fotografie a tema naturalmente alcolico. E al bando la sobrietà astemia e punitiva, immaginiamo di possedere i vertici di ognuna di queste raccolte così belle e così appaganti.

Dato che ci siamo, partiamo proprio da Eggleston, uomo del Tennessee, Memphis, giornate calde e tintinnio di un bicchiere di bourbon on the rocks. Stiamo già parlando di due rivoluzioni, quella della fotografia a colori, di cui Eggleston è stato maestro come ricorda la mostra epocale al MoMA, Color Photographs, del 1976, e quella della macchina del ghiaccio, inventata da Thaddeus Lowe nel 1866, in un'altra zona calda degli Stati Uniti, Dallas, Texas. Non ci fosse stato Lowe e i suoi studi sui gas refrigeranti, non avremmo oggi quel meraviglioso cocktail di champagne, lime, lamponi, che l'Hotel Splendido di Portofino ha dedicato a una delle sue più amate ospiti, Liz Taylor. Le gocce di liquore di violetta, che trasformano Lady Champagne in una pozione magica, sono un omaggio al colore degli occhi della grande attrice. Avesse proseguito la vacanza a Capri, cosa che faceva abitualmente da quando, nel 1963, aveva scoperto l'isola insieme a Richard Burton – entrambi in fuga d'amore dal set di Cleopatra – la diva avrebbe sicuramente adorato il J.K. Spritz del J.K. Capri, con quella punta di zenzero, menta e Angostura che lo rende inconfondibile. E in relax su una delle più belle terrazze con vista sul golfo di Napoli, la splendida Liz avrebbe scoperto la storia del cocktail che in quel momento teneva tra le mani, facendo scivolare con malizia il bicchiere ghiacciato dal collo al décolleté.

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