Il percorso di Terna

Un driver centrale nei piani societari per spingere gli investimenti e creare valore nel medio-lungo termine

di Celestina Dominelli

Stefano Donnarumma Il manager è al timone di Terna dal maggio del 2020

2' di lettura

Un driver strategico e uno dei pilastri dell’attività di gruppo: la sostenibilità è un tassello cruciale del piano industriale 2021-2025 di Terna, il primo firmato dall’ad Stefano Donnarumma, e si concretizza nella definizione di specifici obiettivi, finalizzati alla creazione di valore nel medio-lungo termine, con i target articolati in quattro dimensioni (risorse umane, stakeholder e territorio, integrità, responsabilità e trasparenza, ambiente). Un impegno ampio, dunque, che investe in primis lo sforzo finanziario messo in campo dalla società: in base ai criteri della tassonomia europea, il 95% dei circa 9 miliardi di investimenti, previsti da Terna nei prossimi cinque anni, è infatti sostenibile e servirà a integrare le fonti rinnovabili non programmabili e a incrementare la sicurezza e la resilienza del sistema elettrico.

La sostenibilità rappresenta poi l’architrave dell’approccio di Terna per la realizzazione delle infrastrutture elettriche nei territori: dai sostegni a ridotto impatto ambientale ai cavi interrati e marini - con la scelta di soluzioni innovative, efficaci e che non interferiscono con l’ambiente -, fino alle stazioni elettriche di ultima generazione. Il tutto seguendo una direzione precisa: far sì che gli interventi non soddisfino solo le necessità del sistema elettrico, ma contribuiscano a dare valore ai territori.

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Una scommessa a 360 gradi, dunque, che ha consentito a Terna di essere inclusa (oltre che nella lista dei Leader della sostenibilità 2021 del Sole 24 Ore e di Statista) tra le 50 aziende più sostenibili al mondo in occasione dei 2020 Seal (Sustainability, Environmental, Achievement & Leadership) Business Sustainability Awards e di conseguire ottime performance negli indici internazionali di sostenibilità più importanti. Senza contare che la società è stata la prima utility elettrica italiana ad aderire al Nasdaq Sustainable Bond Network, la piattaforma gestita dal Nasdaq e dedicata alla finanza sostenibile.

In linea poi con la volontà di coniugare investimenti e sostenibilità come volano di crescita e creazione di valore, il gruppo ha lanciato un nuovo piano di riduzione della CO2 (-30% entro il 2030 rispetto ai livelli 2019) con obiettivi validati dalla Science Based Targets Initiative e punta a imporsi come uno dei leader della finanza sostenibile: così, a luglio scorso, ha collocato un’emissione obbligazionaria green da 500 milioni di euro, destinata a investitori istituzionali, che si è chiusa con il più basso tasso (0,78%) mai ottenuto tra le corporate italiane sia per i green bond sia per le emissioni sopra i 10 anni.

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