Interventi

Un ecosistema finanziario aperto e sinergico per tornare a crescere

di Michele Vietti

3' di lettura

I riflessi economici innescati dall'emergenza sanitaria da Covid-19 su imprese e famiglie sono preoccupanti. Secondo le stime più recenti, le conseguenze negative della pandemia in Italia si saranno solo parzialmente compensati nel biennio 2021-2022: il Centro Studi di Confindustria (CSC) prevede che a fine 2022 l'economia italiana avrà a stento superato il profondo gap apertosi nel 2020. In questo contesto, perché il Sistema Paese possa tornare a crescere in termini di produttività e competitività è necessario un ecosistema finanziario aperto e sinergico, fondato sulla collaborazione tra credito tradizionale e fintech, operatori pubblici e privati, banche e finanziarie regionali. In un momento in cui le imprese, di tutti i settori e tipologie, hanno bisogno di essere sostenute più che mai con finanza reale, il concorso di tutti gli attori del mondo finanziario ed economico, sociale e istituzionale è fondamentale per la ripartenza dell'Italia. In tale contesto, rivestono un ruolo importante sia banche e intermediari finanziari nel veicolare il flusso di credito all'economia, sia enti pubblici nell'incentivare tale flusso a favore del sistema produttivo.

Le finanziarie regionali, istituzioni il cui compito principale è dare attuazione ai programmi regionali di sviluppo economico nei territori di riferimento, seppure nella diversità dei modelli operativi che le caratterizzano, sono soggetti capaci di perseguire un virtuoso effetto - leva tra finanza pubblica e privata a beneficio dei destinatari ultimi degli interventi, le imprese.

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Nello svolgimento del loro compito, favoriscono la collaborazione e il raccordo tra i vari attori del sistema finanziario locali, nazionali e sovranazionali per agevolare quanto più possibile il flusso di credito all'economia reale attraverso l'ideazione, lo sviluppo e la gestione sia di strumenti di credito agevolato, sia di strumenti di finanza alternativa, anche in co-finanziamento con banche e investitori istituzionali.

Nel loro complesso le 19 società finanziarie regionali aderenti all'Associazione nazionale delle finanziarie regionali (ANFIR) - che in sei casi sono intermediari finanziari autorizzati da Banca d'Italia, compresa Finlombarda Spa che presiedo - gestiscono 11 miliardi di euro di fondi propri e della programmazione europea, nazionale e regionale per il sostegno al sistema imprenditoriale delle rispettive Regioni. Il loro patrimonio netto supera i 2,2 miliardi di euro e impiegano in totale circa 1.500 persone. In questi anni, grazie al bagaglio di competenze e conoscenze acquisite, le finanziarie regionali hanno agito sostenendo la competitività e la crescita di molte aziende italiane. Dallo scoppio della crisi epidemica, hanno messo in campo misure d'urgenza in applicazione delle previsioni normative nazionali per finanziare il fabbisogno di liquidità (si pensi alle moratorie sui prestiti) e promosso iniziative autonome nel settore del mercato del credito.

I futuri andamenti dell'economia, tuttavia, restano incerti perché è difficile prevedere l'andamento della crisi. Precondizione essenziale per una ripartenza dell'economia resta l'avanzamento rapido ed efficace della campagna vaccinale. In vista di un'accelerazione della disponibilità dei vaccini e di un conseguente arretramento della pandemia, è necessario programmare interventi orientati al medio termine, per sostenere la capacità di investimento delle imprese. Ciò sarà possibile in virtù di uno sforzo corale che valorizzi le capacità di ciascuno e faccia sistema per approntare quella rete distributiva capillare indispensabile per veicolare ai territori, evitando sprechi, dispersioni e inefficienze, le risorse finanziarie (ca. 209,5 miliardi di euro) che saranno rese disponibili per l'Italia dal programma Next Generation EU, il dispositivo europeo per la ripresa e la resilienza, da destinare a salute, transizione climatica, trasformazione digitale, occupazione e crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, coesione sociale e territoriale, istruzione e competenze. Nella convinzione che lo scambio proficuo tra gli operatori finanziari anche di diversa natura giochi un ruolo importante per la ripresa, alla fine dello scorso anno ANFIR ha siglato un protocollo di intesa con CDP finalizzato a favorire la crescita dimensionale e la competitività, anche internazionale, delle PMI italiane.

L'impegno quotidiano delle finanziarie regionali continuerà a essere quello di rispondere con azioni concrete e con responsabilità alla esigenza di rilancio economico. Bisogna proseguire sulla strada intrapresa per una collaborazione tra soggetti finanziari pubblici e privati, Governo e amministrazioni regionali perché la potenza di fuoco delle misure messe in campo a tutti i livelli si concentri sui reali destinatari e non si disperda nelle maglie della burocrazia centrale e periferica.

Michele Vietti, Presidente di ANFIR e Finlombarda Spa

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