PREVIDENZA

Un emendamento al Dl semplificazioni per smarcare le Casse dal Codice appalti

Obiettivo, arrivare alla non applicazione del codice degli appalti sulle scelte dei gestori per gli investimenti delle Casse

di Federica Micardi

(FOTOGRAMMA)

2' di lettura

Le regole per gli investimenti delle Casse di previdenza è stato uno dei temi affrontati oggi durante un incontro tra i presidenti degli enti di previdenza privata e il senatore Sergio Puglia, presidente della commissione parlamentare controllo attività enti gestori forme obbligatorie previdenza assistenza sociale. Due gli aspetti di cui si è parlato, il primo più urgente riguarda l’applicazione del Codice degli appalti nella scelta dei gestori; Alberto Oliveti presidente dell’Adepp, l’associazione che rappresenta le Casse, ha lanciato l’idea di proporre subito un emendamento al decreto semplificazioni, in fase di conversione, che esprima la non coegenza del codice degli appalti sulle scelte dei gestori per gli investimenti delle Casse. Un’idea che il senatore Puglia accoglie, perché spiega «la volontà è quella di non rendere rigido una modalità di approccio alla questione che non può essere lenta proprio in virtù del fatto che questo tipo di mercato finanziario ha bisogno di rapidità e di rapidità nelle decisioni. Certamente - prosegue Puglia - il codice degli appalti andrebbe a legare un settore che oggi invece opera bene»; anche se lascia intendere che è necessario sensibilizzare le forze politiche sul tema e avere l’appoggio governativo.

L’emanando decreto

L’altro fronte che interessa gli investimenti è quello dell’”emanando decreto” di cui si parla da anni ma che non vede mai la luce. L’Adepp ha chiesto a Puglia se nella bozza ora circolante alla Covip viene riconosciuto un ruolo sanzionatoria, come richiesto dalla stessa nell’ultimo rapporto annuale, «la volontà di dare ulteriori poteri sanzionatori in realtà nel testo base non è ancora preso in considerazione» – ha assicurato Puglia.

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L’eccessiva tassazione

Anche in questa occasione le Casse hanno rimarcato il peso della tassazione, che grava sia sui rendimenti sia sulle prestazioni; le Casse si sentono discariminate sia rispetto ai colleghi esteri sia rispetto al secondo pilastro che ha una tassazione meno pesante e che grava o sulla prestazione o sulla patrimonializzazione .

Una discriminazione applicata anche agli aiuti riconosciuti ai professionisti durante l’emergenza da Covid-19, perché i 600 euro erogati dallo Stato sono esentasse, mentre eventuali analoghi aiuti concessi dalle Casse vengono tassatti.

Il tavolo di confronto

Il senatore Puglia si è impegnato ad aprire un tavolo di confronto con le Casse dove saranno affrontate diverse questioni: dalle regole per gli investimenti alla governance delle Casse, alla revisione dei decreti istitutivi degli enti di previdenza dei professionisti che sono oramai datati (Dlgs 509/94 e 103/96). “La Politica deve dialogare, c'è bisogno di aprire tavoli di discussione». L'auspicio del senatore è quello di riuscire a trovare un percorso comune «perché c'è davvero bisogno di collaborazione».

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